Il Kazakhstan prevede di raggiungere una produzione complessiva di 98 milioni di tonnellate di petrolio nel 2026, nonostante il rallentamento registrato nella prima metà dell’anno. L’obiettivo è stato annunciato dal ministro dell’Energia Yerlan Akkenzhenov durante una riunione di governo, secondo quanto riportato dall’agenzia “Kazinform”. Per sostenere il piano annuale, le autorità kazake stanno discutendo con i principali operatori del settore estrattivo una serie di interventi destinati ad aumentare i volumi. Un ruolo centrale sarà svolto dal rinvio della manutenzione programmata del grande giacimento offshore di Kashagan, misura che dovrebbe permettere al Paese di recuperare fino a 2 milioni di tonnellate di produzione petrolifera.
Produzione petrolifera in calo nel primo semestre del 2026
Nei primi sei mesi del 2026 il Kazakhstan ha prodotto 45,7 milioni di tonnellate di petrolio, un volume pari al 91,6% di quello registrato nello stesso periodo del 2025. Il dato evidenzia una contrazione dell’attività estrattiva rispetto all’anno precedente, ma il ministero dell’energia continua a considerare raggiungibile il traguardo dei 98 milioni di tonnellate entro la fine dell’anno. La strategia del governo passa attraverso un confronto diretto con le maggiori società impegnate nello sfruttamento delle risorse del sottosuolo. “Sono in corso negoziati con i principali operatori del sottosuolo su misure volte ad aumentare la produzione petrolifera”, ha detto Akkenzhenov. L’obiettivo è compensare i cali accumulati nei mesi precedenti e accelerare la produzione nella seconda parte dell’anno, facendo leva soprattutto sui principali progetti petroliferi del Paese.
Kashagan, manutenzione rinviata per recuperare la produzione
Tra le misure più rilevanti figura il rinvio della manutenzione programmata del giacimento petrolifero di Kashagan, uno dei maggiori progetti energetici del Kazakhstan. La decisione è stata adottata per compensare le precedenti riduzioni della produzione e mantenere più a lungo l’operatività del sito. Secondo le valutazioni presentate dal ministro, l’intervento dovrebbe consentire di recuperare fino a 2 milioni di tonnellate di petrolio. Grazie alla revisione del calendario delle attività e alle altre misure adottate, le perdite produttive attese sono già state ridimensionate. Le stime iniziali indicavano infatti una diminuzione potenziale di 4,9 milioni di tonnellate, mentre le nuove previsioni limitano le perdite a 3,3 milioni di tonnellate. La differenza mostra l’impatto atteso delle misure correttive predisposte dal governo e dagli operatori del settore. Il recupero dei volumi sarà determinante per avvicinare il risultato annuale all’obiettivo ufficiale, considerando che nel primo semestre è stato prodotto meno della metà dei 98 milioni di tonnellate previsti per l’intero 2026.
Raffinazione del petrolio verso 18,2 milioni di tonnellate
Accanto all’estrazione, il Kazakhstan punta a consolidare anche la raffinazione del petrolio. Nel primo semestre dell’anno le raffinerie del Paese hanno lavorato 8,98 milioni di tonnellate di greggio, un volume pari al 97,9% del livello raggiunto nello stesso periodo del 2025. Il dato risulta quindi leggermente inferiore rispetto all’anno precedente, ma più stabile rispetto all’andamento della produzione petrolifera. Entro la fine del 2026 il ministero dell’Energia prevede che la raffinazione raggiunga complessivamente 18,2 milioni di tonnellate. Per centrare il risultato sarà necessario lavorare nella seconda metà dell’anno volumi sostanzialmente analoghi a quelli del primo semestre. Il settore della raffinazione rappresenta un elemento essenziale della strategia energetica nazionale, perché permette di trasformare una parte della produzione interna in prodotti destinati al mercato kazako e agli scambi commerciali.
Gas naturale, produzione annua prevista a 64,5 miliardi di metri cubi
Il rallentamento registrato nel comparto petrolifero ha interessato anche la produzione di gas naturale. Nei primi sei mesi del 2026 il Kazakhstan ha prodotto 31,4 miliardi di metri cubi di gas, pari al 95,9% del volume ottenuto nello stesso periodo del 2025. Nonostante il calo su base annua, il governo prevede di raggiungere una produzione complessiva di 64,5 miliardi di metri cubi entro la fine dell’anno. La stima implica un’accelerazione nella seconda metà del 2026, durante la quale dovrebbero essere prodotti oltre 33 miliardi di metri cubi. Il settore del gas è considerato prioritario non soltanto per il valore della produzione, ma anche per la necessità di garantire forniture regolari alle diverse aree del Paese. Per questo motivo, il programma energetico nazionale comprende nuovi investimenti nelle reti di trasporto e nelle infrastrutture necessarie a collegare le aree produttive con le regioni di consumo.
Gasdotto Beineu-Bozoy-Shymkent, avanti la seconda linea
Una delle principali opere infrastrutturali riguarda il gasdotto Beineu-Bozoy-Shymkent, arteria strategica per il trasporto del gas all’interno del Kazakhstan. Entro la fine del 2026 dovrebbe essere completata la costruzione del tratto lineare della prima fase della seconda linea del gasdotto principale. “Una delle priorità principali del settore del gas e’ la realizzazione di nuovi progetti infrastrutturali. Entro la fine di quest’anno dovrebbe essere completata la costruzione del tratto lineare della prima fase della seconda linea del gasdotto principale Beineu-Bozoy-Shymkent. Nel lungo termine, il progetto amplierà l’infrastruttura di trasporto del gas del Paese e contribuirà a garantire un approvvigionamento stabile di gas alle regioni”, ha detto Akkenzhenov. Il progetto è destinato ad ampliare la capacità della rete nazionale e a rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti regionali. Il potenziamento del sistema di trasporto assume particolare importanza alla luce dell’aumento della domanda interna e della necessità di distribuire in modo più stabile la produzione disponibile.
Produzione commerciale di gas sotto i livelli del 2025
Più marcata risulta la flessione della produzione commerciale di gas, che nel primo semestre del 2026 ha raggiunto 12,2 miliardi di metri cubi. Il dato equivale all’87,1% del livello registrato nello stesso periodo del 2025. La differenza tra la produzione complessiva di gas naturale e quella commerciale riflette la quota di volumi effettivamente destinati al mercato dopo le attività di trattamento e gli utilizzi legati ai processi produttivi. Il ministero dell’Energia prevede che la produzione commerciale salga a 27,5 miliardi di metri cubi entro la fine dell’anno. Per raggiungere l’obiettivo, nella seconda metà del 2026 dovranno essere immessi sul mercato circa 15,3 miliardi di metri cubi, un volume superiore a quello ottenuto nei primi sei mesi. L’espansione delle infrastrutture, compresa la seconda linea del gasdotto Beineu-Bozoy-Shymkent, è quindi strettamente collegata alla capacità del Kazakhstan di rendere disponibili maggiori quantità di gas per le regioni e di sostenere la crescita del settore nel lungo periodo.
Produzione di carbone in crescita del 12,4 per cento
A differenza del petrolio e del gas, il comparto del carbone ha registrato una crescita significativa. Nel primo semestre del 2026 il Kazakhstan ha prodotto 58,9 milioni di tonnellate di carbone, con un incremento del 12,4% su base annua. L’aumento conferma la rilevanza del carbone nel sistema energetico e minerario del Paese. Il Kazakhstan dispone di un’importante capacità estrattiva e continua a destinare una parte consistente della produzione sia al mercato interno sia alle esportazioni. La crescita non ha riguardato soltanto i volumi estratti. Nei primi quattro mesi dell’anno le esportazioni di carbone sono aumentate del 4,1%, raggiungendo 10,1 milioni di tonnellate. Il dato mostra una dinamica positiva del commercio estero del settore, in controtendenza rispetto alle riduzioni registrate nella produzione di petrolio e gas durante la prima metà dell’anno.
La seconda metà dell’anno decisiva per gli obiettivi energetici
Il raggiungimento degli obiettivi fissati dal governo dipenderà dall’andamento della produzione nella seconda parte del 2026. Nel petrolio, il rinvio della manutenzione di Kashagan e le trattative con i principali operatori dovranno contribuire a recuperare parte dei volumi persi e ad avvicinare il traguardo di 98 milioni di tonnellate. Anche il settore del gas dovrà accelerare per raggiungere le previsioni annuali di 64,5 miliardi di metri cubi di produzione complessiva e 27,5 miliardi di metri cubi di produzione commerciale. Parallelamente, il completamento della prima fase della seconda linea del gasdotto Beineu-Bozoy-Shymkent dovrà rafforzare la capacità di trasporto e la stabilità delle forniture alle regioni. Nel comparto della raffinazione, l’obiettivo resta fissato a 18,2 milioni di tonnellate, mentre il carbone si presenta come il segmento più dinamico del settore energetico kazako, grazie all’aumento a doppia cifra della produzione e alla crescita delle esportazioni.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?