Molti bagnanti la scambiano erroneamente per un’alga fastidiosa o per “sporcizia” quando la trovano ammassata sulle spiagge, ma la Posidonia oceanica è in realtà una risorsa inestimabile. Specie endemica del Mar Mediterraneo, è una vera e propria pianta marina superiore dotata di radici, fusto (rizoma), foglie, fiori e frutti (chiamati comunemente “olive di mare”). Le estese praterie sommerse che questa pianta forma, tra i pochi metri e i 40-50 metri di profondità, rappresentano uno degli ecosistemi più ricchi e vitali del nostro mare, ma anche uno scudo formidabile contro i cambiamenti climatici, si legge in un articolo dell’ingegnere Francesco Cancellieri, Presidente dell’Associazione per lo Sviluppo Sostenibile e Centro di Educazione Ambientale Messina APS.
Lo scudo verde contro il riscaldamento globale e l’erosione
Il ruolo ecologico della Posidonia è cruciale sotto diversi aspetti:
- Carbon Sink (Pozzo di carbonio): le praterie sommerse immagazzinano enormi quantità di carbonio nei sedimenti, mitigando l’effetto serra e rivelandosi un alleato fondamentale nella lotta al cambiamento climatico globale.
- Difesa costiera: le lunghe foglie rallentano il moto ondoso, mentre le fitte reti di radici e rizomi stabilizzano il fondale sabbioso, riducendo drasticamente l’erosione.
- Le Banquette: quando le foglie morte si staccano e vengono trasportate a riva dalle mareggiate, si accumulano formando le cosiddette banquette. Queste strutture compatte agiscono come un vero e proprio “materasso” ammortizzatore che protegge le spiagge dall’energia distruttiva delle onde invernali, trattenendo al contempo la sabbia.
Un ecosistema in pericolo
Purtroppo, questo prezioso habitat è sotto forte pressione. Secondo recenti rapporti, negli ultimi cinquant’anni si è registrata una perdita fino al 34% delle praterie di Posidonia. Le cause principali risiedono nell’impatto antropico (come la pesca a strascico e gli ancoraggi indiscriminati) e nel riscaldamento globale: le sempre più frequenti ondate di calore marino nel Mediterraneo mettono a dura prova la sopravvivenza di questa pianta. Recuperare e proteggere la Posidonia non significa solo tutelare la biodiversità marina, ma salvaguardare le nostre coste e il clima.
La gestione delle Banquette di Posidonia spiaggiate in Sicilia
L’importanza ecologica della Posidonia oceanica impone di non trattare i suoi accumuli sulle spiagge (le banquette) come un semplice “rifiuto” da smaltire, bensì come un elemento essenziale per la sopravvivenza del litorale. La Regione Siciliana ha legiferato ampiamente su questo tema per regolamentare gli interventi dei Comuni e dei gestori dei lidi, in armonia con le direttive del Ministero dell’Ambiente.
Ecco un riassunto dell’evoluzione normativa e delle circolari regionali in materia di posidonia spiaggiata:
- La Circolare “storica” del 2009 (Circolare A.R.T.A. prot. n. 3572 dell’8 Maggio 2009):
Questa direttiva dell’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente ha tracciato le linee guida per la gestione dei rifiuti sulle aree demaniali e degli accumuli di posidonia. Essa sancisce un principio fondamentale: per effettuare lo spostamento o la rimozione degli accumuli di Posidonia è obbligatorio ottenere uno specifico provvedimento autorizzativo dai dipartimenti regionali competenti (Servizio VIA/VAS e Demanio Marittimo). Non si può procedere con lo sgombero autonomo o con mezzi pesanti indiscriminati.
- Circolari di aggiornamento e protezione ambientale (DDG/DRA n. 476/2007, n. 707/2010 e prot. 11445 del 25/02/2022):
Nel corso degli anni, l’Assessorato ha emesso vari provvedimenti per disciplinare le operazioni di pulizia delle spiagge, promuovendo la “spiaggia ecologica”. Tali disposizioni vietano o limitano fortemente l’uso di mezzi meccanici pesanti per la pulizia ordinaria, al fine di tutelare habitat sensibili (come le zone di nidificazione della tartaruga Caretta caretta o del fratino) e impongono che la rimozione della Posidonia sia separata dai comuni rifiuti solidi urbani, privilegiando – laddove possibile – il mantenimento in loco (specie nei mesi invernali) o lo spostamento controllato.
- La recente Circolare prot. n. 9077 del 15 Febbraio 2022:
Per snellire e chiarire ulteriormente le procedure pre-estive, il Dipartimento Regionale dell’Ambiente ha pubblicato questa circolare dedicata specificatamente agli “Interventi relativi allo spostamento di accumuli di posidonia oceanica spiaggiata lungo i litorali dell’Isola”. Questo documento ribadisce l’iter autorizzativo per lo spostamento temporaneo o definitivo delle banquette, allineandosi alla normativa nazionale (Circolare del Ministero dell’Ambiente n. 8838/2019) che favorisce pratiche sostenibili, come il mantenimento degli accumuli o il loro seppellimento in loco (quando ambientalmente compatibile) per contrastare l’erosione costiera, disincentivando il conferimento in discarica.
In sintesi, la Regione Siciliana si muove nell’ottica di considerare la posidonia spiaggiata non come un disagio, ma come un naturale strumento di difesa e arricchimento della spiaggia. La sua movimentazione deve essere accuratamente vagliata, autorizzata e condotta con tecniche a basso impatto ambientale.


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