Le recenti ondate di caldo che hanno colpito Inghilterra e Galles potrebbero aver provocato oltre 2.700 decessi legati alle temperature elevate. È la stima emersa da un nuovo studio realizzato da ricercatori dell’Imperial College di Londra, del Met Office e della London School of Hygiene and Tropical Medicine, basato sull’analisi combinata di dati meteorologici, modelli climatici e indicatori sulla mortalità in eccesso. Secondo la ricerca, il caldo eccezionale registrato tra maggio e giugno ha avuto un impatto significativo sulla salute pubblica, con un numero di vittime potenzialmente molto superiore rispetto alla media degli anni precedenti. La valutazione tiene conto dell’aumento dei decessi osservato durante i periodi di temperature anomale e degli effetti delle condizioni meteorologiche estreme sulla popolazione più vulnerabile.
Il Regno Unito ha vissuto 2 episodi di caldo senza precedenti nei mesi primaverili ed estivi, con valori record per il periodo: in Inghilterra la temperatura ha raggiunto i +35,1°C a maggio e i +37,7°C a giugno, segnando nuovi massimi mensili. Gli esperti hanno definito queste ondate di calore eventi “eccezionali“, soprattutto per la loro precocità.
Le ondate di calore hanno interessato non solo il Regno Unito, ma anche vaste aree dell’Europa, dove condizioni atmosferiche persistenti hanno favorito lunghi periodi di caldo intenso e temperature superiori alla norma. Le stime definitive sui decessi attribuibili al caldo saranno pubblicate nelle prossime settimane dall’Agenzia sanitaria britannica (UKHSA), che fornirà i dati ufficiali sull’impatto delle temperature estreme sulla mortalità.


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