Renesys Energy realizzerà a Termoli due micro-fabbriche innovative dedicate alla produzione di celle agli ioni di litio e di sistemi di accumulo di energia, gli Energy Storage Systems – Ess. L’operazione prevede un investimento complessivo superiore a 144 milioni di euro e si inserisce tra i progetti industriali legati alla crescita della filiera delle tecnologie per la transizione energetica in Italia. Il progetto è stato sviluppato con il supporto di Pts in qualità di advisor finanziario ed è stato approvato da Invitalia nell’ambito del programma “Contratto di sviluppo net zero”. L’iniziativa ha ottenuto un contributo a fondo perduto di oltre 49 milioni di euro, finanziato con risorse del Pnrr. Il completamento dell’intervento è previsto entro il 31 dicembre 2028, data entro la quale le nuove strutture produttive dovranno entrare nella fase conclusiva prevista dal piano.
Circa 800 nuovi posti di lavoro diretti a Termoli
Uno degli elementi centrali dell’investimento riguarda l’impatto occupazionale. La realizzazione delle due micro-fabbriche Renesys Energy a Termoli è destinata a generare circa 800 nuovi posti di lavoro diretti, ai quali si aggiungeranno le opportunità collegate all’indotto e allo sviluppo della filiera. L’investimento “genererà un impatto significativo anche sul piano occupazionale, con la creazione di circa 800 nuovi posti di lavoro diretti, ai quali si aggiungeranno le opportunità derivanti dall’indotto e dallo sviluppo della filiera”, si legge in una nota. La dimensione occupazionale si affianca al valore industriale del progetto, che punta a rafforzare la presenza in Italia di tecnologie strategiche per l’accumulo energetico e per la produzione di batterie di nuova generazione.
Una joint venture tra Renesys Energy e Intertoll
L’operazione nasce dalla joint venture tra Renesys Energy, azienda statunitense specializzata nello sviluppo di batterie di nuova generazione, e Intertoll, operatore attivo nel settore delle infrastrutture. L’operazione, si spiega, “rappresenta un investimento strategico per il rafforzamento della filiera italiana delle tecnologie per la transizione energetica e nasce dalla joint venture tra Renesys energy, azienda statunitense specializzata nello sviluppo di batterie di nuova generazione, e Intertoll, operatore leader nel settore delle infrastrutture”. La collaborazione tra le due realtà industriali punta a introdurre un modello produttivo capace di unire produzione di celle e assemblaggio dei sistemi di accumulo nello stesso sito, con un’impostazione modulare e replicabile.
Micro-fabbriche modulari per celle agli ioni di litio e sistemi Ess
Il progetto introduce un modello basato su micro-fabbriche modulari, pensate per integrare nello stesso stabilimento la produzione delle celle agli ioni di litio e l’assemblaggio dei sistemi Ess. Questa impostazione consente di concentrare più fasi della catena produttiva in un unico sito, con l’obiettivo di rendere il processo più flessibile e più rapido nella fase di implementazione. Il progetto introduce “un modello produttivo innovativo basato su micro-fabbriche modulari, capaci di integrare nello stesso stabilimento la produzione delle celle e l’assemblaggio dei sistemi di accumulo. Ogni sito produttivo avrà una capacità annua di 358.000 celle, per una capacità complessiva di 343 MWh, equivalente alla realizzazione di 133 sistemi Ess da 2,6 MWh all’anno. Le due micro-fabbriche fanno parte di un programma che prevede la realizzazione di quattro microfactory integrate verticalmente, entro il 2030, per un valore complessivo di 400 milioni di euro”. Ogni sito produttivo avrà dunque una capacità annua pari a 358.000 celle. La capacità complessiva indicata è di 343 MWh, equivalente alla realizzazione di 133 sistemi Ess da 2,6 MWh all’anno.
Quattro microfactory entro il 2030 per un programma da 400 milioni
Le due micro-fabbriche di Termoli rientrano in un programma industriale più ampio, che prevede la realizzazione di quattro microfactory integrate verticalmente entro il 2030. Il valore complessivo del programma è pari a 400 milioni di euro. Il piano mira a costruire una rete produttiva fondata su stabilimenti modulari e verticalmente integrati, con la possibilità di replicare il modello in altri territori. La scelta di concentrare la produzione di celle, moduli e sistemi Ess all’interno dello stesso stabilimento rappresenta uno dei tratti distintivi dell’iniziativa.
Tecnologia Lfp per sistemi di accumulo stazionari
Tra gli aspetti tecnologici più rilevanti del progetto figura l’impiego della tecnologia Lfp, acronimo di Litio-ferro-fosfato. Questa tecnologia viene indicata come riferimento per i sistemi di accumulo stazionari, in particolare per i livelli di sicurezza, affidabilità e competitività economica rispetto alle tecnologie tradizionali. “Tra i principali punti di forza del modello industriale figura l’integrazione verticale della produzione di celle, moduli e sistemi Ess all’interno dello stesso stabilimento, con elevata flessibilità produttiva. A questo si affiancano la rapidità di implementazione e la sostenibilità degli investimenti, che rendono il modello facilmente replicabile su altri territori e l’impiego della tecnologia Lfp (Litio-ferro-fosfato), oggi considerata lo standard di riferimento per i sistemi di accumulo stazionari grazie ai maggiori livelli di sicurezza, affidabilità e competitività economica rispetto alle tecnologie tradizionali”, si sottolinea. L’adozione della tecnologia Lfp si inserisce quindi nel quadro di un investimento orientato alla produzione di batterie per accumulo energetico, con un modello industriale che punta sulla flessibilità produttiva, sulla sostenibilità degli investimenti e sulla possibilità di applicare lo stesso schema produttivo anche in altri contesti territoriali.
Il ruolo di Invitalia e del Contratto di sviluppo net zero
L’approvazione da parte di Invitalia nell’ambito del Contratto di sviluppo net zero rappresenta un passaggio decisivo per l’avvio del progetto. Il contributo a fondo perduto superiore a 49 milioni di euro, finanziato attraverso risorse del Pnrr, sostiene un investimento complessivo di oltre 144 milioni di euro. Il progetto di Renesys Energy a Termoli si colloca così all’interno delle iniziative industriali collegate alla transizione verso tecnologie a minore impatto e al rafforzamento delle produzioni strategiche nel settore dell’energia. La realizzazione delle due micro-fabbriche, il programma da 400 milioni entro il 2030 e la previsione di circa 800 nuovi posti di lavoro diretti delineano un intervento di rilievo per la filiera italiana delle batterie agli ioni di litio e dei sistemi di accumulo Ess.


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