La Romania ha abbattuto un drone entrato illegalmente nel proprio spazio aereo, segnando il secondo intervento di questo tipo in appena due giorni. Il nuovo episodio si è verificato nella mattinata nei cieli del delta del Danubio, a pochi chilometri dal confine con l’Ucraina, una delle aree maggiormente sorvegliate dalle forze armate romene dall’inizio della guerra. Il velivolo è stato individuato dai sistemi radar del ministero della Difesa e successivamente intercettato da un caccia F-16 dell’Aeronautica militare romena, impegnato nelle attività di Air Policing lungo il confine orientale del Paese membro della Nato. A rendere ancora più significativo l’accaduto è la circostanza che ad abbattere il drone sia stato lo stesso pilota che, il giorno precedente, aveva neutralizzato un altro velivolo senza pilota penetrato nello spazio aereo nazionale.
Drone abbattuto nel delta del Danubio
Secondo quanto riferito dal ministro della Difesa romeno, Radu Miruta, il drone “era entrato illegalmente nello spazio aereo romeno” alle 8.34 ora locale, corrispondenti alle 7.36 italiane. L’abbattimento è avvenuto a 9,6 chilometri a ovest di Sfantu Gheorghe, località situata nel delta del Danubio e nelle immediate vicinanze del confine con l’Ucraina. Si tratta di una zona particolarmente delicata dal punto di vista militare, costantemente controllata dai radar e dalle unità aeree romene. Il ministro ha ricostruito le diverse fasi dell’operazione attraverso un messaggio pubblicato su Facebook. “E’ stato rilevato dai radar del ministero della Difesa nazionale mentre entrava nel nostro spazio aereo alle 8.22 ed è stato colpito pochi minuti dopo da un aereo da caccia F-16 rumeno”, ha scritto Radu Miruta. Dal momento dell’individuazione all’intervento del caccia sarebbero quindi trascorsi soltanto pochi minuti. La rapidità dell’operazione evidenzia l’elevato livello di attenzione mantenuto dalle autorità romene lungo il confine con l’Ucraina.
Secondo abbattimento in due giorni nei cieli della Romania
L’episodio arriva a meno di ventiquattro ore da un’altra incursione. Il giorno precedente, infatti, un drone era stato abbattuto a circa 114 chilometri da Bucarest, la capitale della Romania. Due abbattimenti consecutivi rappresentano un nuovo segnale della pressione esercitata sui sistemi di difesa e sorveglianza del Paese. La Romania, in qualità di membro della Nato e Stato confinante con l’Ucraina, ricopre un ruolo strategico nella protezione del fianco orientale dell’Alleanza Atlantica. L’Aeronautica militare romena ha reso noto che il drone intercettato nella mattinata è stato abbattuto dallo stesso pilota che aveva neutralizzato quello del giorno precedente. Il militare si trovava a bordo di un caccia F-16 ed era affiancato da un collega alla guida di un secondo velivolo. I due aerei erano impegnati in una missione di Air Policing, il dispositivo di controllo e protezione dello spazio aereo attivato lungo il confine con l’Ucraina.
Lo stesso pilota dell’F-16 protagonista dei due interventi
Il coinvolgimento dello stesso pilota in entrambe le operazioni conferma la continuità dell’attività svolta dall’Aeronautica militare romena nelle ultime ore. Il primo abbattimento era avvenuto nella giornata precedente, mentre il secondo è stato effettuato nella mattinata nei pressi di Sfantu Gheorghe. In entrambi i casi sono stati impiegati caccia F-16, velivoli utilizzati dalla Romania per le missioni di pattugliamento, intercettazione e difesa dello spazio aereo nazionale. L’operazione nel delta del Danubio è stata condotta con il supporto di due caccia. Uno dei piloti ha materialmente colpito il drone, mentre il secondo lo ha affiancato durante la missione. L’intervento è avvenuto dopo che il velivolo senza pilota era stato rilevato dai radar del ministero della Difesa nazionale. La sequenza dei due episodi consecutivi pone nuovamente al centro dell’attenzione la sicurezza dei cieli romeni e la capacità delle forze armate di reagire tempestivamente a eventuali violazioni.
Le frequenti incursioni di droni dal 2022
Dal 2022 la Romania ha registrato frequenti incursioni di droni nel proprio spazio aereo. La vicinanza geografica con l’Ucraina ha determinato un rafforzamento delle attività di sorveglianza e delle missioni militari lungo il confine. Il delta del Danubio, dove è avvenuto il secondo abbattimento, si trova in un’area direttamente esposta alle conseguenze delle operazioni militari condotte sul territorio ucraino. Per questa ragione, i radar romeni monitorano costantemente ogni movimento sospetto o velivolo privo di autorizzazione. Le ripetute incursioni hanno spinto le autorità nazionali ad adottare strumenti giuridici e militari più incisivi. La possibilità di intervenire direttamente contro i droni che penetrano illegalmente nei cieli del Paese è stata disciplinata da una legge approvata nel corso del 2025.
La legge del 2025 consente l’abbattimento dei droni
Nel 2025 il Parlamento romeno ha adottato una legge che autorizza il Paese ad abbattere i droni responsabili di violazioni dello spazio aereo nazionale. La normativa ha fornito alle forze armate uno strumento operativo preciso per rispondere a eventuali incursioni, consentendo l’intercettazione e la neutralizzazione dei velivoli senza pilota considerati una minaccia o comunque entrati senza autorizzazione. I due abbattimenti avvenuti in giorni consecutivi rientrano quindi nel quadro delle misure introdotte per proteggere il territorio romeno e garantire la sicurezza delle aree abitate e delle infrastrutture situate vicino al confine. L’intervento dei caccia F-16 è avvenuto soltanto dopo il rilevamento del drone da parte dei radar militari e la conferma del suo ingresso illegale nello spazio aereo nazionale.
A maggio un drone si era schiantato contro un condominio
La questione delle incursioni aeree aveva già assunto particolare rilievo nel mese di maggio, quando un drone si era schiantato contro un condominio, provocando il ferimento di due persone. L’episodio aveva attirato la condanna della Nato e dell’Unione Europea, che avevano attribuito alla Russia la responsabilità dell’accaduto e avevano messo in guardia contro il rischio di ulteriori incursioni. Lo schianto contro un edificio residenziale aveva mostrato concretamente le possibili conseguenze delle violazioni dello spazio aereo, trasformando un problema militare e di sicurezza internazionale in un pericolo diretto per la popolazione civile. Da allora, le autorità romene hanno mantenuto elevato il livello di allerta, intensificando il controllo dei cieli e la presenza dei caccia nelle zone considerate maggiormente esposte.
Von der Leyen: “priorità alla difesa del confine orientale”
Dopo il primo abbattimento, il presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, è intervenuta pubblicamente attraverso un messaggio pubblicato su X. “Rafforzare la difesa e la deterrenza lungo il nostro confine orientale rimane una priorità assoluta”, ha dichiarato, elogiando l’operato dell’esercito romeno. Le parole del presidente della Commissione europea sottolineano l’importanza attribuita alla protezione del confine orientale dell’Unione Europea e della Nato. La Romania si trova infatti in una posizione geografica centrale all’interno del sistema di sicurezza costruito lungo i Paesi confinanti con l’Ucraina. Il secondo abbattimento consecutivo conferma che l’allerta resta elevata e che le forze armate romene sono pronte a intervenire nel caso di nuove violazioni.

