Una lunga e complessa operazione di soccorso alpino si è conclusa in serata con il recupero di una coppia di escursionisti italiani rimasta bloccata sotto la Croda del Becco, in una zona particolarmente impervia delle Dolomiti. I due, durante il rientro dall’escursione, si sono trovati intrappolati in un canale detritico situato sopra alcuni salti di roccia, impossibilitati a proseguire e senza possibilità di muoversi in sicurezza. La situazione ha richiesto un intervento coordinato tra più squadre di soccorso, con il coinvolgimento dell’elicottero Falco, del Suem 118 di Pieve di Cadore, dei tecnici della Guardia di finanza e dei volontari del Soccorso alpino di Cortina. Le condizioni meteorologiche difficili, caratterizzate dalla presenza di nubi basse, hanno reso particolarmente complicate le operazioni di individuazione e recupero.
L’intervento dell’elicottero Falco rallentato dalle nubi basse
Dopo aver lanciato l’allarme, la coppia è stata individuata nella zona sotto la Croda del Becco, ma il primo intervento aereo si è rivelato estremamente complesso a causa della scarsa visibilità. L’elicottero Falco ha tentato di avvicinarsi alla posizione degli escursionisti nonostante le nubi basse, con l’obiettivo di portare in quota due soccorritori della Guardia di finanza per consentire un intervento diretto dalla vetta. Il peggioramento delle condizioni atmosferiche ha però impedito di completare il piano iniziale. Con le nuvole che si sono ulteriormente abbassate, i due soccorritori sono stati lasciati al Rifugio Biella, da dove hanno iniziato l’avvicinamento a piedi verso l’area in cui si trovavano bloccati gli escursionisti.
Il tentativo da terra e il nuovo intervento dell’eliambulanza
Dopo un ulteriore tentativo di raggiungere la coppia, l’operazione è proseguita con il supporto dell’eliambulanza del Suem 118 di Pieve di Cadore. L’equipaggio è riuscito a individuare la posizione precisa dei due escursionisti, ma anche in questa fase non è stato possibile completare immediatamente il recupero a causa delle difficoltà ambientali e operative. A quel punto l’eliambulanza ha modificato la strategia di intervento, scendendo a caricare quattro volontari del Soccorso alpino di Cortina. I tecnici sono stati trasportati e sbarcati nel punto più vicino possibile alla coppia, così da poter procedere con un intervento diretto sul terreno.
Recupero a 2.500 metri di quota e trasporto al Rifugio Sennes
Raggiunti gli escursionisti a circa 2.500 metri di quota, i soccorritori hanno messo in sicurezza la coppia e hanno iniziato la fase più delicata del recupero. I due sono stati calati con le corde lungo il tratto roccioso fino al ghiaione sottostante, una manovra necessaria per superare la zona in cui erano rimasti bloccati e riportarli verso un’area più accessibile. Una volta conclusa la discesa tecnica, gli escursionisti sono stati accompagnati con le jeep fino al Rifugio Sennes, dove l’operazione di recupero si è finalmente conclusa.
Una complessa macchina dei soccorsi sulle Dolomiti
Il salvataggio della coppia sotto la Croda del Becco ha richiesto un’importante mobilitazione di uomini e mezzi, con diversi tentativi effettuati sia dall’aria sia via terra. La combinazione tra terreno impervio, quota elevata, salti di roccia e condizioni meteo sfavorevoli ha reso necessario un intervento articolato, portato avanti grazie alla collaborazione tra le diverse componenti del sistema di emergenza alpino. L’operazione si è conclusa positivamente con il recupero dei due escursionisti, rimasti bloccati in una situazione di grave difficoltà ma raggiunti e riportati in sicurezza grazie al lavoro coordinato dei soccorritori.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?