Il Danubio sta affrontando una crisi idrica a causa di prolungate ondate di calore e di una grave siccità estiva che ha colpito le vie navigabili in tutta Europa. In Serbia e Croazia i livelli del bacino sono scesi a minimi storici durante questa settimana, lasciando più di 10 barche arenate in una fanghiglia verde nella città a Nord di Novi Sad, mentre l’acqua si è ritirata di oltre 100 metri verso il centro dell’alveo. La mancanza di precipitazioni ha esposto più di 100 km quadrati di banchi di sabbia, alterando il paesaggio fluviale. I disagi stanno colpendo duramente la fauna selvatica locale e le attività umane, con ripercussioni a lungo termine ancora da valutare.
Emergenza economica e relitti fantasma
La drastica riduzione del livello idrometrico ha avuto un impatto davvero rilevante sul settore commerciale, facendo crollare le importazioni di carburante in Serbia al 25% dell’obiettivo mensile di luglio. Le chiatte e le navi cisterna sono infatti costrette a viaggiare sfruttando solo il 30% o il 40% della loro normale capacità di carico per riuscire a navigare nei limitati tratti più profondi ancora accessibili. Questa emergenza ha inoltre pesantemente rallentato la pesca e il turismo lungo l’intero corso d’acqua.
La secca li livello eccezionale ha persino riportato alla luce i relitti del passato idroviario europeo: in Croazia è riemersa un’imbarcazione da carico affondata nel 1937, mentre a Est della Serbia sono affiorati i resti arrugginiti di una flottiglia fluviale tedesca autoaffondata nel 1944 durante le fasi conclusive della Seconda Guerra Mondiale. A Belgrado la situazione è diventata così anomala che un ristoratore ha posizionato tavoli e sedie su un banco di rocce emerso nel mezzo del letto del fiume. Il dipartimento idrometeorologico serbo prevede per i prossimi giorni un incremento dei livelli quasi pari allo 0%, con una minima speranza legata esclusivamente a deboli piogge attese più a monte.


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