Il fiume Adige continua a registrare dati fortemente negativi e a collassare, non arrivando cioè al livello minimo richiesto per il pompaggio dell’acqua. In particolare, la portata a Boara Pisani continua a rimanere ben sotto la quota necessaria e, per far fronte a questa criticità, la situazione viene attivamente aiutata attraverso l’acqua che arriva tramite il Savec (Sistema Acquedottistico del Veneto Centrale). Alla luce di questo aggravamento, la Regione Veneto è stata costretta a prevedere un’ulteriore e drastica stretta a tutti i prelievi di acqua dall’Adige. Inoltre, sarà necessario bloccare il prelievo di acqua dagli affluenti del Piave proprio per continuare a preservare la poca acqua che c’è in questo momento.
“La situazione resta estremamente critica, con le criticità maggiori concentrate in questa fase sull’isola di Albarella e sul fiume Adige“, fa il punto sulla siccità l’assessore regionale all’Ambiente, Elisa Venturini. Per quanto riguarda il comparto idroelettrico, attualmente si sta infatti procedendo a scaricare l’acqua senza creare energia. Nel frattempo, per tamponare l’emergenza potabile e non lasciare scoperte le aree in difficoltà, continua incessantemente l’azione del Savec tramite il prelievo dell’acqua dai pozzi di Camazzole, un’attività fondamentale per trasferire la risorsa verso i territori della Bassa Padovana e del Polesine. “Siamo consci che tutti stanno facendo grandi sacrifici: i produttori di energia, gli operatori turistici ed anche gli agricoltori – conclude Venturini – ma in questa fase è determinante fare il massimo per preservare la fornitura di acqua potabile ai cittadini”.


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