Siccità, “situazione complessa e delicata” nel Delta del Po: il Distretto fa il punto

Siccità, non solo in Veneto: il quadro permane difficile in diversi comprensori del Distretto del Po, in picchiata i Grandi Laghi Regolatori

Una serie di indirizzi per il territorio al fine di promuovere un uso equo della scarsa risorsa idrica disponibile a scala distrettuale in un quadro fortemente critico: indicazioni di suggerimento che non comportano alcun vincolo e sono limitate al solo Bacino del fiume Po (e non all’intero Distretto) sono state discusse ed adottate oggi in sede d’aggiornamento dell’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici, coordinato dall’Autorità di Bacino del fiume Po e che ha riunito tutti i partner in via straordinaria a Taglio di Po (Rovigo), presso la sede del Consorzio di bonifica Delta del Po, il cui Presidente Virginia Taschini, insieme al direttore generale Rodolfo Laurenti, hanno accompagnato, prima dell’inizio dei lavori, il team del Settore ‘Gestione Risorse Idriche’ dell’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po, nel territorio di Porto Tolle; qui, coadiuvato dai funzionari dell’ADBPO, il dirigente dell’ente Francesco Tornatore ha preso visione di alcune situazioni particolarmente critiche, come quelle alle prese irrigue dello Scolo Scoetta (dove è in funzione un sistema di pompe mobili per garantire la risorsa idrica all’agricoltura), del Canale Ca’ Mello e della presa al potabilizzatore di Ponte Molo.

Situazione complessa e delicata nel Delta del Po

Una situazione particolarmente complessa e delicata, quella del territorio del Delta del Po, a causa del perdurare di valori di portata ridotti che determinano purtroppo condizioni favorevoli all’intrusione salina che, nel ramo di Pila/Venezia, si attesta a 20 chilometri dalla foce e nel ramo di Goro è giunta anche fino a 25 chilometri – ha sottolineato Francesco Tornatore, dirigente dell’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po –. La presenza dell’Osservatorio qui, oggi, intende essere un segnale affinché l’attenzione permanga alta sullo stato di queste condizioni che, ormai da un mese abbondante, stanno determinando difficoltà sempre più marcate nell’approvvigionamento irriguo, nell’idropotabile, dove Acque Venete è costretta a limitare i prelievi e che rischiano di compromettere l’habitat e la biodiversità dell’ecosistema”.

Quadro difficile in diversi comprensori del Distretto

Ma il Veneto non è l’unica regione del Nord Italia a subire le criticità causate dalle ripetute ondate di caldo e a sperare nei previsti temporali dei prossimi giorni: il quadro, infatti, permane difficile in diversi comprensori del Distretto. Come in Piemonte, dove la Regione ha convocato per lunedì un focus d’emergenza avendo ricevuto richiesta di rilasci ulteriori dagli invasi di monte verso il Lago Maggiore, per poter minimamente continuare a fornire risorsa idrica al Po. Nelle zone della Liguria, le elevatissime temperature hanno contribuito a determinare una situazione idrologica superficiale in lieve deficit, mentre permangono ancora criticità alle falde. In Lombardia, il deficit medio di risorsa ha raggiunto il 40% e si valuta un soccorso irriguo per il Lago d’Idro (in particolare difficoltà) fino al 20 luglio, termine della stagione irrigua. Difficoltà, seppur minori, anche in Valle d’Aosta per l’approvvigionamento idrico all’agricoltura.

Resiste la Toscana, che non segnala richieste di deroghe e dove il deflusso ecologico è pienamente garantito. In Emilia-Romagna, diverse richieste di deroga sui corsi d’acqua minori appenninici, ora al vaglio di ARPAE e dighe piacentine di Mignano e Molato (piene entrambe al 42%) che proseguono nel fornire l’acqua all’agricoltura locale, mentre Ridracoli (pieno sino al 78%) e Conca (percentuale di riempimento: 62%) stanno sostenendo il comparto idropotabile della Romagna in quella che è praticamente la fase di picco stagionale di richiesta d’acqua. Questi i valori registrati nelle stazioni di riferimento al 7 luglio: Piacenza 188 metri cubi al secondo; Cremona 232 m3/s; Boretto (RE) 261 m3/s; Borgoforte (MN) 271 m3/s; Pontelagoscuro, sul Delta, 307 m3/s (ma nelle ultime ore i valori si attestano a circa 289 m3/s).

I Grandi Laghi

Giù in picchiata i Grandi Laghi Regolatori che, alla data dell’8 luglio, registrano volumi inferiori ai valori medi di riferimento. Nell’arco dell’ultima settimana si è registrata una riduzione della percentuale di riempimento pari a circa il -17% per il Lago Maggiore (-33cm in una sola settimana, che equivalgono a 69 milioni di metri cubi d’acqua perduti); -15% per il Lago di Como; -18% per il Lago d’Iseo; -8% per il Lago d’Idro; e -5% per il Lago di Garda. Volumi invasati inferiori alla media anche per la risorsa idrica delle dighe montane.

Severità idrica ‘MEDIA in assenza di precipitazioni’

Alla luce delle condizioni osservate e dei modelli previsionali elaborati, la severità idrica a scala distrettuale viene dunque confermata ‘MEDIA in assenza di precipitazioni’. Nell’ottica del prosieguo del costante monitoraggio delle situazioni più critiche sulle diverse aree del Bacino, l’Osservatorio tornerà a riunirsi il prossimo 21 luglio.