Con l’arrivo della stagione estiva e dei grandi flussi turistici, milioni di passeggeri si mettono in viaggio verso le proprie mete di vacanza utilizzando il trasporto aereo. Nei bagagli a mano e nelle tasche di chi viaggia si trova ormai stabilmente una quantità impressionante di tecnologia, che spazia dai computer portatili ai tablet, passando per smartphone, powerbank e sigarette elettroniche. Sebbene questi strumenti siano diventati indispensabili per il lavoro e l’intrattenimento quotidiano, la loro presenza a bordo introduce una problematica complessa e spesso sottovalutata legata alla sicurezza in volo. Il pericolo principale è rappresentato dalle batterie agli ioni di litio che alimentano tali dispositivi, le quali, in determinate condizioni di stress fisico o termico, possono trasformarsi in una seria minaccia per l’incolumità dei passeggeri e dell’equipaggio. I dati più recenti forniti dalla Federal Aviation Administration statunitense confermano che i rischi di incendio in aereo legati a questa tecnologia sono in costante aumento, con una media che si attesta tra uno e due incidenti a settimana in cui una batteria si surriscalda, inizia a emettere fumo o prende letteralmente fuoco ad alta quota.
Proprio per rispondere a questa crescente preoccupazione e colmare i vuoti normativi in materia, è stato lanciato il progetto LOKI-PED, acronimo che sta per Lithium batteries in pOrtable electronic devices – risK of fIre and smoke. Finanziato dall’Agenzia europea per la sicurezza aerea nell’ambito del programma Horizon Europe, lo studio ha visto la cooperazione sinergica tra l’istituto Fraunhofer per la dinamica ad alta velocità (Ernst-Mach-Institut, EMI), l’istituto Fraunhofer per la fisica dell’edilizia (IBP) e il colosso aerospaziale Airbus Operations GmbH. Questa iniziativa rappresenta la prima valutazione del rischio scientificamente comprovata e sistematica sugli effetti del fumo e delle fiamme generati dai dispositivi elettronici portatili all’interno delle cabine e delle cabine di pilotaggio dei velivoli commerciali.
Il fenomeno della fuga termica e i pericoli ad alta quota
Per comprendere l’entità del problema analizzato dagli scienziati, è fondamentale esaminare i meccanismi chimico-fisici che si innescano all’interno di una cella al litio difettosa o danneggiata. Le batterie presenti nei nostri dispositivi possono subire danni strutturali significativi quando rimangono incastrate nei meccanismi di reclinazione dei sedili degli aerei, oppure possono surriscaldarsi pericolosamente durante le delicate fasi di ricarica tramite le prese USB di bordo. Quando si verifica un cortocircuito interno, la temperatura della batteria sale in modo vertiginoso ed estremamente rapido, dando inizio a un processo distruttivo noto come fuga termica.
Durante la fuga termica, l’intera energia chimica immagazzinata nella cella viene rilasciata in un lasso di tempo ridottissimo, provocando la combustione o persino l’esplosione del dispositivo. Questo fenomeno genera una reazione a catena in cui il calore sviluppato dalla prima cella si propaga inevitabilmente a quelle adiacenti, amplificando l’incendio in modo esponenziale. Oltre alle fiamme libere, l’aspetto più insidioso di questo processo è l’emissione di gas caldi, infiammabili e altamente tossici che si riversano nello spazio ristretto e pressurizzato dell’aeromobile, mettendo a dura prova i sistemi di gestione delle emergenze.
Il progetto LOKI-PED e le simulazioni avanzate nei mockup di Airbus
La ricerca del consorzio guidato dall’istituto Fraunhofer si è basata su una metodologia sperimentale rigorosa che ha sfruttato infrastrutture di test uniche in Europa. Nella prima fase del progetto, gli esperti hanno eseguito test di abuso termico sulle batterie presso il centro specializzato TEVLIB del Fraunhofer EMI, provocando deliberatamente la fuga termica su laptop, smartphone e tablet. Successivamente, le prove sono state trasferite all’interno di scenari reali, utilizzando un mockup in scala reale di un Airbus A320 e la Flight Test Facility del Fraunhofer IBP situata a Holzkirchen, l’unico impianto nel suo genere in grado di replicare fedelmente le condizioni atmosferiche e i flussi di ventilazione di un aereo in volo.
I dati raccolti sul campo sono stati poi elaborati attraverso modelli di simulazione numerica zonale, permettendo di mappare con precisione millimetrica la diffusione temporale e spaziale dei fumi e delle sostanze chimiche all’interno della cabina. La ricerca non si è limitata a studiare la propagazione del fuoco, ma ha esteso il proprio raggio d’azione alla caratterizzazione dei gas di combustione, alla valutazione quantitativa del numero e della potenza dei dispositivi portatili imbarcati, all’analisi delle procedure d’emergenza correnti e all’identificazione delle lacune nelle attuali normative internazionali sulla sicurezza aerea.
Validità del limite di 100 wattora per le batterie a bordo
Uno dei nodi centrali affrontati dal progetto LOKI-PED riguarda la quantità di energia massima che un passeggero è autorizzato a portare con sé all’interno della cabina. Attualmente, le linee guida di sicurezza aerea stabiliscono un limite di 100 wattora per la capacità delle singole batterie dei dispositivi elettronici portatili ammessi a bordo. Molti dei computer portatili di ultima generazione sfiorano già questo valore e lo sviluppo tecnologico imminente spingerà sul mercato accumulatori sempre più densi e potenti, destinati a superare la soglia stabilita. Era quindi urgente verificare se i vecchi parametri fossero ancora in grado di garantire una protezione adeguata.
I risultati emersi dalle simulazioni del Fraunhofer EMI hanno confermato la validità scientifica delle restrizioni vigenti. Gli scienziati hanno dimostrato che il volume di calore e la quantità di fumo rilasciati sono direttamente proporzionali al contenuto energetico della batteria. Attraverso i test di laboratorio si è potuto accertare che il mantenimento del limite di 100 wattora costituisce ancora oggi una barriera di sicurezza idonea e proporzionata per contenere gli effetti di un’eventuale combustione, evitando che un singolo incidente possa compromettere l’integrità strutturale della cabina prima dell’intervento dei sistemi di estinzione.
Diffusione dei gas tossici e l’efficacia della ventilazione in cabina
Un elemento di grande rassicurazione emerso dallo studio riguarda l’impatto dei fumi sulla salute dei passeggeri. La combustione delle batterie agli ioni di litio rilascia nell’ambiente una miscela complessa di composti tossici, tra cui spiccano l’anidride carbonica, il monossido di carbonio, la formaldeide, il fluoruro di idrogeno e il cloruro di idrogeno. Monitorando le concentrazioni di queste sostanze tramite nove sensori posizionati in cinque punti strategici della cabina sperimentale, i ricercatori hanno potuto verificare come l’avanzato sistema di ventilazione in cabina degli aerei moderni svolga un ruolo fondamentale nella neutralizzazione della minaccia.
I modelli fluidodinamici hanno evidenziato che l’elevatissimo tasso di ricircolo e ricambio dell’aria riesce a diluire i gas nocivi in modo estremamente efficiente. Già a una distanza di soli due sedili dal focolaio dell’incendio, le concentrazioni delle sostanze tossiche scendono stabilmente al di sotto delle soglie di pericolo acuto per la salute umana. Lo stesso fenomeno è stato osservato per lo sviluppo del fumo, il quale perde densità fino a scomparire quasi del tutto a sole due file di distanza dal dispositivo in fiamme, riducendo l’area di massimo rischio visivo e respiratorio alla zona immediatamente circostante l’evento.
Valutazione delle attrezzature antincendio e raccomandazioni per gli equipaggi
Le attuali procedure operative dettate dalle autorità internazionali prevedono che il personale di bordo, in presenza di un dispositivo surriscaldato, intervenga immediatamente estinguendo le fiamme libere, raffreddando l’oggetto con liquidi non alcolici e infine immergendolo completamente in un contenitore pieno d’acqua. Sul mercato sono oggi disponibili diversi sistemi di contenimento aggiuntivi, come estintori speciali e borse antincendio progettate specificamente per bloccare le batterie colpite da fuga termica. Il team del progetto LOKI-PED ha voluto testare l’efficacia reale di questi strumenti commerciali, coinvolgendo direttamente gli assistenti di volo nelle simulazioni.
Se da un lato tutti gli estintori testati si sono mostrati idonei a spegnere tempestivamente le fiamme, nessuna delle borse di contenimento analizzate ha superato i severi standard scientifici relativi al blocco delle perdite di fumo e gas tossici. Gli equipaggi che hanno partecipato ai test all’interno della Flight Test Facility hanno fornito preziose indicazioni per ottimizzare il design di questi ausili. Le raccomandazioni evidenziano la necessità di sviluppare sacche antincendio pronte all’uso immediato, che non richiedano operazioni complesse di montaggio, aggancio di maniglie o sigillatura di bande elastiche, manovre che risultano estremamente difficili da compiere mentre si indossano i guanti protettivi e le maschere a ossigeno d’ordinanza.
Il futuro della sicurezza aerea tra regolamentazione e innovazione
I dati scientifici pubblicati dall’Agenzia europea per la sicurezza aerea al termine del progetto confermano che l’aviazione civile mantiene standard di sicurezza straordinariamente elevati, grazie anche alla rigorosa preparazione a cui è sottoposto il personale navigante per fronteggiare le emergenze termiche. Tuttavia, l’evoluzione tecnologica e la proliferazione di dispositivi elettronici impongono un aggiornamento costante delle strategie di gestione del rischio e l’adozione di contromisure sempre più sofisticate.
Le evidenze raccolte dal consorzio Fraunhofer offrono una solida base scientifica che guiderà le future scelte delle compagnie aeree e delle autorità di regolamentazione. L’ottimizzazione dei dispositivi di protezione individuale e lo sviluppo di contenitori antincendio di nuova concezione permetteranno di mitigare ulteriormente i pericoli, garantendo che i passeggeri possano continuare a utilizzare i propri strumenti digitali durante i voli in totale serenità, protetti da protocolli di sicurezza sempre più efficienti e testati sul campo.


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