Il grande giorno è arrivato, ma c’è un’incognita atmosferica che tiene tutti con il fiato sospeso e che minaccia i piani di decollo. SpaceX punta a giovedì 23 luglio per il nuovo tentativo di lancio dell’imponente Starship dalla base texana di Starbase. Per l’Italia l’appuntamento con il decollo è fissato per la notte, precisamente alle 00:45 del 24 luglio, quando negli Stati Uniti saranno le 18:45 locali della costa Est. La finestra di lancio durerà circa 90 minuti, offrendo una preziosa opportunità per portare a termine questo attesissimo 13° volo di prova. L’azienda spaziale ha confermato la data ufficiale, ma ha anche lanciato un avvertimento cruciale: le condizioni meteorologiche rappresentano un elemento di massima attenzione. I tecnici monitorano i venti e le nubi, sperando di ottenere il via libera definitivo.
I motori sostituiti dopo l’imprevisto stop
Questo nuovo tentativo arriva dopo l’interruzione imprevista avvenuta lo scorso 16 luglio. In quell’occasione, a pochissimi istanti dalla partenza dal Texas, una procedura di sicurezza ha bloccato la sequenza. Le immagini trasmesse in diretta hanno mostrato che 4 dei motori del propulsore Super Heavy non si sono accesi correttamente. Per evitare qualsiasi rischio strutturale, Elon Musk ha confermato la sostituzione di 2 motori Raptor. Ora il gigantesco veicolo è pronto a sfidare nuovamente la gravità terrestre, sempre che i capricci del meteo concedano una tregua adeguata per garantire la totale sicurezza del volo.
I traguardi della missione nello Spazio
Quando la Versione 3 di Starship prenderà il volo, le sfide da superare saranno molteplici. Il piano prevede la separazione degli stadi e il successivo rientro controllato del booster Super Heavy, che non verrà recuperato alla base ma terminerà la sua corsa nelle acque del Golfo del Messico. La navicella principale proseguirà il suo viaggio nello Spazio, dove dovrà riaccendere un singolo propulsore e rilasciare 20 satelliti Starlink, 6 dei quali dotati di telecamere speciali per inquadrare e valutare l’efficacia dello scudo termico direttamente in orbita.
L’orizzonte futuro e la conquista della Luna
Al termine del suo percorso, la navicella punterà verso un ammaraggio nell’Oceano Indiano. Il perfezionamento di queste manovre di rientro è vitale per gli enormi sviluppi futuri del settore aerospaziale. Starship ricoprirà infatti un ruolo centrale per la NASA e per l’ambizioso ritorno dell’umanità sulla Luna. Grazie a un contratto dedicato, una variante del veicolo fungerà da lander per il programma Artemis, supportando l’allunaggio di un equipaggio già nel 2028 con la missione Artemis IV, dopo essersi agganciata alla capsula Orion nel 2027 durante Artemis III. L’esito del prossimo test contribuirà a gettare le basi operative per queste storiche imprese.


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