SpaceX lancia nello Spazio il primo satellite commerciale a energia nucleare

Il cubesat BOHR di City Labs è arrivato in orbita a bordo di un razzo Falcon 9 per testare una batteria al trizio che rivoluzionerà le prossime missioni commerciali sulla Luna

Il mondo dell’industria aerospaziale ha appena compiuto un passo da gigante verso il futuro dell’esplorazione grazie all’ultimo lancio effettuato dall’azienda SpaceX. Il potente razzo Falcon 9 è decollato con successo dalla base di Vandenberg in California portando nello Spazio un carico eccezionale. A bordo della missione Transporter-17 si trovavano ben 81 dispositivi e tra questi spicca il rivoluzionario BOHR, acronimo di Betavoltaic Orbital High-Reliability. Si tratta del primissimo satellite commerciale a energia nucleare mai costruito ed è stato interamente progettato dalla società americana City Labs. Questo innovativo cubesat promette di cambiare radicalmente il modo in cui i veicoli esploreranno il Sistema Solare, fornendo un’alimentazione continua e totalmente indipendente dalla luce del Sole. L’obiettivo primario di questa complessa missione è testare la microbatteria proprietaria NanoTritium su un’orbita sicura, viaggiando a oltre 27mila km/h, per spianare la via alle future missioni.

Come funziona la batteria nucleare del satellite

A differenza dei tradizionali generatori termoelettrici a radioisotopi utilizzati dalle sonde della NASA, che sfruttano il calore emesso dal decadimento del plutonio, il dispositivo sviluppato da City Labs utilizza un approccio estremamente diverso e molto più sicuro. Il sistema NanoTritium sfrutta le particelle beta emesse dal decadimento radioattivo del trizio, convertendole direttamente in energia elettrica attraverso uno speciale semiconduttore in grado di operare senza problemi anche quando le temperature scendono a -150°C.

Il satellite attuale funge da vero e proprio apripista per verificare la fattibilità tecnica del componente. BOHR dipende ancora dall’energia dei pannelli per le sue operazioni generali, in quanto il nucleo non costituisce la fonte primaria di alimentazione del veicolo orbitante a circa 500 km di altitudine. Il successo di questo test in assenza di gravità risulta tuttavia essenziale per introdurre nuovi veicoli capaci di addentrarsi in ambienti oscuri e proibitivi.

Le prossime sfide al polo Sud della Luna

La tecnologia dell’azienda americana guarda con enorme interesse ai futuri insediamenti umani sulla superficie della Luna e in modo del tutto particolare alle regioni perennemente in ombra situate al polo Sud lunare. Questa fredda area geografica è diventata il bersaglio principale delle imminenti missioni del programma Artemis gestito dalla NASA grazie all’abbondante presenza di ghiaccio d’acqua. Si tratta di una preziosissima risorsa che può essere estratta e lavorata per supportare in modo efficace la vita degli astronauti. L’agenzia spaziale degli Stati Uniti d’America sta finanziando lo sviluppo di reattori capaci di sostenere i futuri avamposti umani, e il progetto BOHR rappresenta a tutti gli effetti la prima ambiziosa risposta commerciale a questa incredibile sfida ingegneristica.

Un vantaggio fondamentale derivante dal massiccio utilizzo del trizio risiede nel bassissimo livello di radiazioni sprigionate. Questa peculiare caratteristica chimico-fisica garantisce standard di sicurezza elevatissimi per la gestione, il trasporto terrestre e l’integrazione del carico sui moderni razzi. L’intero programma di ricerca è stato finanziato direttamente dal dipartimento della difesa e rappresenta la prima vera missione nucleare ad aver ricevuto l’approvazione formale dell’autorità federale per l’aviazione. City Labs si augura che il perfetto funzionamento del modulo orbitale possa facilitare la creazione di una vasta flotta di dispositivi a propulsione nucleare, destinati sia al settore della difesa che alla nascente industria privata dell’esplorazione extra-atmosferica.