SpaceX sfida lo Spazio, Starship torna sulla rampa di lancio il 16 luglio

Dopo gli imprevisti dell'ultimo test, l'azienda punta a un rientro perfetto e al rilascio di 20 satelliti Starlink in orbita

L’attesa è giunta al termine: SpaceX si prepara a lanciare nuovamente il suo colossale Starship per il tanto atteso 13° volo. Dopo aver condotto con successo rigorosi test di accensione sui motori nelle ultime 2 settimane, attivando tutti i 6 propulsori Raptor della porzione superiore e i ben 33 motori del gigantesco primo stadio Super Heavy, l’azienda ha fissato la data del decollo. Salvo imprevisti legati alle condizioni meteo o a controlli tecnici dell’ultimo minuto, il lancio è programmato per giovedì 16 luglio durante una finestra operativa di 90 minuti. Questo evento rappresenta la 2ª apparizione della 3ª versione del veicolo, un aggiornamento decisamente più grande e potente rispetto ai design precedenti, e arriva a poco meno di 2 mesi dal debutto assoluto avvenuto con il 12° volo. L’autorizzazione ufficiale giunta da parte della Federal Aviation Administration ha dato il via libera finale, chiudendo formalmente l’indagine sugli imprevisti del volo precedente e approvando pienamente le azioni correttive implementate in vista della nuova avventura.

Le correzioni tecniche dopo il volo precedente

Il design aggiornato non aveva superato tutti i controlli previsti durante il tentativo scorso, motivo per cui questa nuova missione punterà a completare con successo i medesimi obiettivi. La struttura è progettata per un riutilizzo totale, prevedendo un ritorno diretto al sito di lancio per essere catturata dai bracci meccanici della torre Mechazilla. L’azienda ha già recuperato con successo il Super Heavy 3 volte in passato, ma per l’ultimo test aveva optato per un ammaraggio dolce nel Golfo del Messico per non rischiare di danneggiare le infrastrutture. Purtroppo, il lanciatore non è riuscito a raggiungere la zona prevista a causa di un problema nella sequenza di distacco a caldo, che ha causato un errore di orientamento di 90 gradi. Inoltre, 5 dei 33 motori hanno fallito la riaccensione, interrompendo prematuramente la manovra di rientro controllato.

I nuovi traguardi e la missione dei satelliti

Per rimediare alle anomalie registrate, SpaceX ha introdotto una sequenza di avvio modificata e aggiornamenti hardware specifici per il Super Heavy, integrando anche nuovi allarmi per i motori in grado di adeguarsi alle condizioni di volo reale. Durante la precedente missione si era verificata anche la perdita di un propulsore ottimizzato per il vuoto dopo appena 40 secondi dalla separazione, un imprevisto che, pur non impedendo l’ingresso nella traiettoria suborbitale, aveva ostacolato la riaccensione nello Spazio. Ora, con il nuovo decollo, l’obiettivo principale del Super Heavy sarà una discesa perfetta nel Golfo del Messico, mentre lo stadio superiore dovrà raggiungere l’Oceano Indiano dopo aver riavviato i motori in volo. La missione sarà anche un’occasione irripetibile per testare il carico utile, composto da ben 20 satelliti Starlink.

Il futuro del programma e l’esplorazione della Luna

Sei di questi satelliti saranno dotati di telecamere speciali per ispezionare le condizioni dello scudo termico direttamente in orbita, per poi bruciare nell’atmosfera terrestre dopo circa 20 minuti dal loro rilascio. Il piano a lungo termine dell’azienda prevede di lanciare in futuro la straordinaria cifra di 100mila satelliti aggiornati per migliorare costantemente la capacità della propria rete. Se tutte le procedure andranno per il verso giusto, il prossimo lancio potrebbe tentare il primo recupero completo alla base texana di Starbase. Superare gli ostacoli tecnologici rimanenti, come il trasferimento di carburante a gravità zero, è un passo fondamentale in vista degli importanti impegni siglati con la NASA. L’agenzia americana si aspetta infatti una versione in grado di trasportare l’equipaggio entro il 2028 per la missione Artemis IV, anticipata da un primo test di attracco programmato per il 2027 in preparazione del tanto atteso ritorno degli astronauti sulla superficie della Luna.