Il Governo spagnolo ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale nella Comunità di Madrid e nella provincia di Ávila a causa di 4 gravi incendi boschivi che stanno mettendo in ginocchio il centro della Spagna. La decisione, adottata nella notte dal Ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska, arriva dopo la richiesta avanzata dal presidente della Comunità di Madrid, Isabel Díaz Ayuso, che ha riconosciuto l’impossibilità della Regione di affrontare autonomamente la situazione. L’esecutivo guidato da Pedro Sánchez ha motivato il provvedimento con la contemporanea presenza di più incendi, le condizioni meteorologiche eccezionalmente avverse e la necessità di mobilitare un ingente numero di risorse provenienti da diverse amministrazioni pubbliche. Il coordinamento operativo dell’emergenza è stato affidato al comandante dell’Unità Militare di Emergenza (UME), il tenente generale Francisco Javier Marcos Izquierdo.
I roghi interessano 2 aree nel comune di Villa del Prado, un incendio a San Martín de Valdeiglesias, nella Sierra Oeste di Madrid, e il grande fronte attivo a Burgohondo, nella provincia di Ávila, che minaccia di estendersi verso il territorio madrileno. Secondo il bilancio diffuso dal Governo regionale, oltre 10mila persone sono state evacuate. Sul campo operano più di 270 professionisti con almeno 40 mezzi terrestri, affiancati da diverse unità dell’UME impegnate nelle operazioni di spegnimento e protezione civile. Tra gli sfollati figurano anche gli ospiti di 4 residenze per anziani e di strutture dedicate a persone con disabilità intellettiva. Gli anziani sono stati trasferiti in centri temporanei e in altre strutture della regione, mentre ulteriori residenze restano in stato di allerta per eventuali nuove evacuazioni.
Anche nella vicina Castiglia e León la situazione resta critica. L’incendio di Burgohondo, considerato il più pericoloso tra i 9 attivi nella regione, ha costretto all’evacuazione di circa 1.500 persone tra una zona turistica rurale e un complesso residenziale nel comune di El Tiemblo. Sono state inoltre evacuate circa 130 persone presenti in 2 campeggi.
Nel corso della giornata Isabel Díaz Ayuso aveva avvertito che le ore successive sarebbero state particolarmente difficili a causa delle temperature elevate e di un vento definito “inusuale“, fattori che stanno alimentando la propagazione delle fiamme.
Va evidenziato che la dichiarazione di emergenza nazionale rappresenta un evento eccezionale. In Spagna, infatti, questo livello di allerta era stato attivato una sola volta in precedenza, durante il blackout nazionale del 2025. Normalmente la gestione delle emergenze di protezione civile resta di competenza delle Comunità autonome, con il supporto dello Stato. Non sono mancate le polemiche: in un primo momento il delegato del Governo a Madrid, Francisco Martín Aguirre, aveva espresso dubbi sulla richiesta della Regione, sostenendo che la documentazione trasmessa fosse insufficiente a giustificare il passaggio della gestione allo Stato. Tuttavia, nel giro di circa 2 ore il Governo centrale ha approvato la dichiarazione di emergenza nazionale.
L’emergenza ha avuto pesanti ripercussioni anche sulla viabilità. Cinque strade della Comunità di Madrid risultano chiuse al traffico, tra cui diversi tratti delle arterie M-501, M-507, M-540 e M-541 nelle zone di Villa del Prado, San Martín de Valdeiglesias e Pelayos de la Presa. Chiusure sono state disposte anche sulla M-206, nei pressi di Loeches, dove un ulteriore incendio ha interessato la zona. Tecnici e squadre di manutenzione restano impegnati per monitorare le infrastrutture e consentirne la riapertura non appena le condizioni di sicurezza lo permetteranno.


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