Spazio, Parmitano nell’equipaggio di Artemis III: la NASA celebra l’alleanza strategica con l’ESA

Le dichiarazioni di Reid Wiseman e Howard Hu al centro Estec dell’ESA in occasione dell'incontro con l'equipaggio di Artemis II

L’Europa, e in particolare l’Italia, si preparano a giocare un ruolo di primo piano nella prossima grande tappa dell’esplorazione spaziale. Durante un incontro al centro Estec dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) nei Paesi Bassi, l’equipaggio di Artemis II e i vertici della NASA hanno sottolineato l’alleanza strategica con i partner europei. Tra i quattro astronauti selezionati per la missione Artemis III, prevista per il 2027, per testare in orbita le tecnologie cruciali per i futuri allunaggi, brilla il nome di Luca Parmitano, celebrato dai colleghi americani non solo come un professionista straordinario, ma come un amico fraterno. Un annuncio che stringe ancora di più il legame tra la NASA e l’ESA, senza il cui Modulo di Servizio Europeo – come ricordato dai responsabili del programma Orion – il ritorno dell’umanità verso la Luna non sarebbe possibile.

Il capitano di Artemis II: “ancora più entusiasti dell’Europa per Parmitano”

Chiederò al mio amico Luca Parmitano un po’ di clemenza, perché non parleremo soltanto di lui, ma capisco perché qui siamo così entusiasti di Luca. È uno dei nostri più cari amici“. Lo ha detto il comandante di Artemis II, Reid Wiseman, intervenendo al centro Estec dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) nei Paesi Bassi. “Jeremy e io siamo stati selezionati insieme a Luca nel 2009 e, credetemi, so bene quanto l’Europa sia entusiasta per Luca. Ma non siete entusiasti quanto noi quattro nel vedere Luca, Randy, Frank e Andre, che ha fatto parte del nostro team di supporto per Artemis II, volare con Artemis III”, ha affermato Wiseman, riferendosi all’equipaggio selezionato per la prossima missione con equipaggio, prevista nel 2027, che testerà in orbita terrestre le tecnologie e le operazioni necessarie per i futuri allunaggi. Sarà appunto composto, secondo quanto annunciato, da Luca Parmitano, Randy Bresnik, Frank Rubio e Andre Douglas. “È una navicella straordinaria e si divertiranno moltissimo nel raccogliere il testimone per la prossima tappa di questo viaggio“, ha aggiunto il comandante di Artemis II.

NASA: “non andiamo sulla Luna senza l’ESA e i nostri partner europei”

“Non andiamo sulla Luna senza il team dell’ESA e i nostri partner europei“. Lo ha affermato Howard Hu, responsabile del programma Orion della NASA, intervenendo al centro Estec dell’ESA in occasione dell’incontro con l’equipaggio di Artemis II. Hu ha ringraziato il gruppo europeo per il lavoro svolto in oltre un decennio di collaborazione sul programma Orion. La capsula, ha ricordato, è composta dal modulo dell’equipaggio e dal Modulo di servizio europeo che, insieme, hanno portato gli astronauti verso la Luna e li hanno riportati sulla Terra in sicurezza. Dopo il successo di Artemis I nel 2022, ha spiegato Hu, Artemis II ha dimostrato nuovamente le capacità del Modulo di servizio europeo, che ha fornito la propulsione, l’energia e tutti i materiali di consumo necessari alla missione. “Grazie al team europeo per l’eccezionale lavoro. Guardiamo con entusiasmo alle prossime missioni”, ha concluso.

Hansen: “dallo spazio non ci sono più Paesi, solo il pianeta Terra”

Appena ci siamo allontanati dalla Terra, non pensavo più a un Paese: pensavo soltanto a un pianeta“. È la riflessione dell’astronauta canadese Jeremy Hansen, specialista di missione di Artemis II, raccontando la prospettiva maturata osservando la Terra dallo spazio. Nei primi minuti, ha spiegato Hansen, aveva cercato di riconoscere continenti e territori guardando dal finestrino. Ma, aumentando la distanza, la superficie terrestre era diventata sempre più difficile da distinguere tra l’immensità degli oceani e le formazioni nuvolose. “Ho cominciato semplicemente a sentirmi connesso con il pianeta Terra“, ha detto.

Una prospettiva che, secondo l’astronauta, dovrebbe essere tenuta presente di fronte alle crisi e ai conflitti attuali: “quando oggi guardo le notizie penso: è semplicemente sbagliato. Non possiamo continuare a spendere energie per distruggere”, ha aggiunto. “Artemis II non risolverà tutto in un giorno e neppure il programma Artemis da solo potrà farlo, ma non possiamo accettare che le cose debbano necessariamente andare così, perché non è così che deve essere”. “Quando si guarda il pianeta da quella prospettiva, ci si chiede come sia possibile fare qualcosa di diverso dal prenderci cura gli uni degli altri e seguire l’esempio della collaborazione internazionale”, ha concluso.