La sera del 15 luglio il cielo regala un incontro tanto delicato quanto suggestivo. Poco dopo il tramonto del Sole, il sottilissimo falcetto di Luna crescente si mostrerà basso sull’orizzonte occidentale, preceduto da Giove in una congiunzione che, pur non essendo tra le più spettacolari dell’anno, conserva un grande fascino. L’osservazione richiederà un pizzico di fortuna e un orizzonte libero da ostacoli. Giove, infatti, è ormai molto vicino al Sole e si avvia verso la congiunzione con la nostra stella, una configurazione che lo rende sempre più difficile da individuare. Anche la Luna, appena uscita dalla fase di novilunio, si presenta come un sottilissimo arco luminoso destinato a tramontare poco dopo il Sole.
Entrambi gli astri si trovano nella costellazione del Cancro, una delle costellazioni zodiacali meno appariscenti, ma ricca di interesse astronomico. La vicinanza prospettica tra Luna e Giove è solo un effetto ottico: in realtà i corpi celesti sono separati da centinaia di milioni di km, ma dalla Terra sembrano quasi sfiorarsi.
Il sottile fascino della Luna crescente
La Luna crescente è tra le fasi più amate dagli osservatori. Il suo esile falcetto lascia intravedere anche la parte non illuminata del disco grazie alla cosiddetta luce cinerea, un debole bagliore prodotto dalla luce solare riflessa dalla Terra e rimandata verso la superficie lunare. È un fenomeno che rende il nostro satellite ancora più suggestivo nelle sere estive. Ogni mese la Luna attraversa il cielo passando davanti ai pianeti e alle costellazioni dello Zodiaco. Le congiunzioni come quella di questa sera rappresentano un’occasione ideale per comprendere il continuo movimento degli astri e la danza celeste che si rinnova notte dopo notte.
Giove, il gigante del Sistema Solare
Anche se questa sera sarà difficile da osservare, Giove resta il pianeta più grande del Sistema Solare. Con un diametro di quasi 143mila km, potrebbe contenere al suo interno oltre 1.300 Terre. Il gigante gassoso è celebre per la Grande Macchia Rossa, un’immensa tempesta che imperversa nella sua atmosfera da almeno 3 secoli, e per il suo ricchissimo sistema di satelliti naturali. Oggi ne sono noti 95, tra cui i 4 più grandi – Io, Europa, Ganimede e Callisto – scoperti da Galileo Galilei nel 1610, una scoperta destinata a rivoluzionare la nostra visione dell’Universo. Tra questi, Europa è considerata uno dei luoghi più promettenti nella ricerca di forme di vita oltre la Terra: sotto la sua crosta ghiacciata si nasconde infatti un vasto oceano liquido che potrebbe ospitare le condizioni favorevoli allo sviluppo della vita.
Anche se il pianeta si appresta a scomparire temporaneamente nel bagliore del Sole, tornerà protagonista del cielo mattutino nelle prossime settimane, per poi dominare nuovamente le notti dei prossimi mesi. La congiunzione di questa sera, dunque, è un piccolo spettacolo da non lasciarsi sfuggire: un incontro fugace tra il giovane falcetto della Luna e il re dei pianeti, capace di ricordarci quanto il cielo sappia sorprendere anche con gli eventi più discreti.


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