Terremoti, Capracotta entra nella rete nazionale dell’INGV: la nuova stazione controlla i movimenti della Terra con precisione estrema | FOTO

La tecnologia non può prevedere i terremoti, ma fornisce dati fondamentali per studiare l'evoluzione della crosta terrestre e migliorare la valutazione del rischio sismico

All’apparenza può sembrare un semplicissimo strumento di misurazione, ma in realtà è una tecnologia capace di ‘vedere’ movimenti della Terra invisibili all’uomo. Da pochi giorni a Capracotta, in località Monteforte, è operativa una nuova stazione GNSS installata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), tra le prime nell’Alto Molise. Si tratta di un sistema in grado di rilevare spostamenti della crosta terrestre anche inferiori al millimetro. Un livello di precisione fondamentale per i vulcanologi, che attraverso questi dati possono osservare come il suolo si deforma nel tempo e come si accumula l’energia che, in determinate condizioni, può generare un terremoto.

La stazione funziona grazie a un’antenna ancorata saldamente al terreno che ‘dialoga’ costantemente con i satelliti: un monitoraggio continuo e silenzioso che permette di ricostruire con estrema accuratezza i movimenti del territorio. L’obiettivo è migliorare la conoscenza della dinamica geologica dell’area compresa tra Abruzzo e Molise, una zona complessa dal punto di vista tettonico e contribuire a rendere sempre più affidabili gli studi sulla pericolosità sismica.

Sentinella terremoti Capracotta

Nonostante le dimensioni ridotte e l’impatto quasi invisibile, questa ‘sentinella’ altamente tecnologica rappresenta un tassello importante nella rete di monitoraggio nazionale. L’installazione rientra infatti nel potenziamento della rete geodetica curato dal gruppo di Tettonofisica e Geodinamica dell’INGV dell’Aquila. Soddisfazione anche in paese, tant’è che il sindaco di Capracotta, Candido Paglione, ha voluto ringraziare la ricercatrice INGV Cinzia Di Lorenzo per il lavoro svolto: “La conoscenza è sempre il primo passo verso una maggiore consapevolezza del rischio. La ricerca non impedisce i terremoti, ma ci aiuta a comprenderli sempre meglio e a costruire un territorio più sicuro”. Un piccolo strumento, dunque, ma con un grande compito: osservare la Terra mentre si muove, anche quando noi non ce ne accorgiamo.