Terremoto a Pradleves, scossa di magnitudo 3.0 nel Cuneese | DATI e MAPPA

Il sisma è stato registrato alle 13:58 ora italiana a una profondità di 12 chilometri. L’epicentro è stato localizzato nel territorio montano della provincia di Cuneo

Una scossa di terremoto di magnitudo 3.0 è stata registrata alle 13:58 ora italiana nell’area di Pradleves, in provincia di Cuneo. Secondo i dati indicati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l’evento sismico ha avuto una profondità di 12 chilometri. Il punto epicentrale si trova nel settore montano a ovest di Dronero e di Cuneo. La magnitudo 3.0 identifica un terremoto di energia contenuta. Eventi di questa intensità possono essere avvertiti nelle località più vicine all’epicentro, soprattutto all’interno degli edifici, ai piani superiori o in ambienti silenziosi. La percezione può comunque variare in base alla distanza, alla profondità, alla conformazione del territorio e alle caratteristiche delle costruzioni.

Le faglie e l’origine dei terremoti nelle Alpi occidentali

Il terremoto di Pradleves si è verificato in un territorio appartenente alle Alpi occidentali, una catena montuosa formatasi attraverso processi geologici complessi e sviluppatisi nel corso di milioni di anni. Le rocce della regione alpina sono state sottoposte a deformazioni, compressioni, fratture e sovrapposizioni che hanno contribuito alla formazione dell’attuale paesaggio montano. Una faglia è una frattura della crosta terrestre lungo la quale due porzioni di roccia possono muoversi l’una rispetto all’altra. Quando le tensioni accumulate nel sottosuolo superano la resistenza delle rocce, può verificarsi uno spostamento improvviso. L’energia liberata si propaga sotto forma di onde sismiche, producendo il terremoto. La presenza di una scossa non permette però, da sola, di individuare con certezza la faglia responsabile.

Perché possono verificarsi terremoti nel Cuneese

Le zone montane non sono territori geologicamente immobili. Anche quando la deformazione procede molto lentamente, le rocce possono accumulare tensioni per lunghi periodi. La successiva liberazione di una parte di questa energia può generare terremoti di diversa intensità. La provincia di Cuneo comprende settori alpini, vallate, aree pedemontane e zone di pianura. Le differenti caratteristiche del sottosuolo possono modificare localmente la propagazione delle onde sismiche. Le rocce compatte, i sedimenti presenti nei fondovalle e la morfologia dei rilievi possono determinare percezioni diverse anche tra località relativamente vicine. Nelle vallate alpine lo scuotimento può essere influenzato dalla conformazione del terreno e dalla presenza di depositi sedimentari. Questo non significa che ogni valle amplifichi necessariamente le onde sismiche, ma indica che gli effetti di un terremoto non dipendono esclusivamente dalla magnitudo. Anche la distanza dall’epicentro svolge un ruolo importante. La scossa può risultare chiaramente percepibile nei comuni più vicini e molto più debole nei centri situati a maggiore distanza.

Rischio sismico a Pradleves e nelle vallate cuneesi

Il concetto di rischio sismico non coincide con quello di magnitudo. La magnitudo misura l’energia liberata dal terremoto, mentre il rischio dipende dall’incontro tra la pericolosità del territorio, la vulnerabilità degli edifici e la presenza di persone, infrastrutture e attività. Una zona può essere interessata da terremoti non particolarmente frequenti e presentare comunque elementi di vulnerabilità. Allo stesso modo, una scossa di magnitudo contenuta può essere percepita senza produrre conseguenze rilevanti, soprattutto quando gli edifici si trovano in buone condizioni e sono stati realizzati o adeguati secondo criteri antisismici. Nei piccoli centri montani assumono particolare importanza le caratteristiche del patrimonio edilizio. Gli edifici più antichi possono essere costruiti con materiali e tecniche differenti rispetto alle strutture moderne. La manutenzione, la qualità delle murature, i collegamenti tra pareti e solai e gli eventuali interventi eseguiti nel tempo incidono sulla capacità di una costruzione di reagire allo scuotimento. Il rischio riguarda anche le infrastrutture, le strade di collegamento e i versanti. Nei territori alpini la stabilità di pareti rocciose e pendii dipende da numerosi fattori, tra cui la natura dei materiali, le precipitazioni, il gelo, l’erosione e la presenza di fratture.

La differenza tra pericolosità, vulnerabilità ed esposizione

La pericolosità sismica descrive la possibilità che in una determinata area si verifichi uno scuotimento del terreno. Si tratta di una caratteristica legata alla geologia e alla sismicità del territorio e non può essere eliminata. La vulnerabilità riguarda invece la capacità degli edifici e delle infrastrutture di resistere alle sollecitazioni provocate da un terremoto. Può essere ridotta attraverso interventi di manutenzione, miglioramento strutturale, adeguamento e corretta progettazione. L’esposizione indica la presenza di persone, abitazioni, attività produttive e beni nelle aree potenzialmente interessate. Il rischio complessivo nasce dall’interazione tra questi tre elementi. Una scossa come quella avvenuta a Pradleves richiama quindi l’attenzione sulla necessità di conoscere le caratteristiche del territorio e del patrimonio edilizio, senza trasformare un singolo evento di magnitudo moderata in un indicatore automatico di pericolo imminente.

Terremoti precedenti nel territorio: servono dati verificati

L’area delle Alpi occidentali è interessata da una sismicità che può manifestarsi attraverso eventi di bassa o moderata magnitudo. La registrazione di una scossa nel Cuneese non rappresenta quindi, in termini geologici generali, un fenomeno impossibile o estraneo alla natura del territorio alpino. I terremoti del passato vengono ricostruiti in modi differenti a seconda dell’epoca. Per gli eventi più recenti sono disponibili registrazioni strumentali, mentre per quelli avvenuti prima della diffusione dei sismografi si utilizzano cronache, documenti amministrativi, testimonianze e descrizioni degli effetti sugli edifici. Le localizzazioni storiche possono avere margini di incertezza superiori rispetto a quelle moderne. Per questa ragione, anche quando un terremoto viene attribuito genericamente al Cuneese o alle Alpi occidentali, non è possibile considerarlo automaticamente un precedente diretto dell’evento registrato a Pradleves.

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