Il terremoto di magnitudo 4.7, avvenuto alle 19:46 di oggi, venerdì 31 luglio, nell’area dei Campi Flegrei “rientra nella normalità secondo la legge di Panza Rugarli”, ricorda il Prof. Giuliano Panza. Nell’area si registrano danni ad edifici e chiese, un costone crollato, blackout elettrici e diversi feriti. L’evento riaccende il dibattito sulla reale pericolosità sismica dell’area e sull’adeguatezza degli strumenti previsionali oggi impiegati. In questo contesto, si rivela di grande attualità la cosiddetta “legge di Panza-Rugarli“, un criterio avanzato di valutazione della pericolosità sismica sviluppato nel quadro della Neo-Deterministic Seismic Hazard Assessment (NDSHA). Il cuore della NDSHA è la definizione di una magnitudo di progetto (Mdesign), cioè il massimo evento plausibile per un’area, calcolato in modo fisico e cautelativo. La legge Panza-Rugarli prevede che questa Mdesign sia maggiore della magnitudo massima storica nota (Mmax), aumentata di un termine di sicurezza (γEM·σM), con σM rappresentante la deviazione standard delle magnitudo e γEM un fattore ingegneristico.
Il recente evento di magnitudo 4.7, oltre ad essere la scossa più forte da quando è iniziata la recente crisi bradisismica, è un chiaro test per la valutazione della pericolosità dell’area. Secondo i criteri della legge Panza-Rugarli, che considera la morfostruttura, la storia sismica e i nodi sismogenetici individuati formalmente nella analisi NDSHA che consentono di fissare la magnitudo massima a 4.4, alcuni ricercatori avevano proposto una magnitudo massima pari a 5.1 per i Campi Flegrei, coincidente con il valore di Mdesign, proposto in precedenza.
“Forse è opportuno ricordarlo: è tempo che le autorità e il sistema di protezione civile adottino criteri più cautelativi per l’area, in modo da mitigare efficacemente il rischio e prepararsi a scenari oggi troppo spesso ignorati. È necessario valutare quali strutture sono in grado di resistere in modo adeguato almeno a M=5.1”, afferma il Prof. Panza.

