Il bilancio del violento terremoto che ha colpito ieri la regione a Sud/Ovest del Giappone continua ad aggravarsi con il passare delle ore, raggiungendo 13 morti confermati. Il premier nipponica Sanae Takaichi ha ufficializzato il tragico aggiornamento durante una conferenza stampa, descrivendo uno scenario di grave devastazione caratterizzato dal crollo di numerosi edifici, incendi divampati in diverse aree e profonde lesioni alle infrastrutture stradali. L’attenzione delle forze di soccorso è attualmente concentrata sulla ricerca delle persone che risultano ancora disperse sotto le macerie. La situazione più drammatica si registra a causa del cedimento strutturale di un vasto centro commerciale e della completa distruzione di una cartiera.
Il crollo del centro commerciale e la corsa contro il tempo
I primi dati sul sisma indicavano un bilancio di 1 morto, oltre 100 feriti e decine di dispersi, ma lo scenario si è rivelato rapidamente molto più grave. A Kashima, le conseguenze peggiori si sono verificate presso l’Aeon Mall. Dopo l’evacuazione iniziale di dipendenti e clienti, una forte esplosione ha provocato il collasso del secondo piano della struttura. Al momento del disastro circa 200 persone erano già riuscite ad allontanarsi dall’edificio, che ospita 160 negozi e un cinema, ma all’appello mancano 20-30 persone. Sul campo sono operativi circa 3.600 militari delle forze di autodifesa, impegnati senza sosta nelle ricerche. Un testimone che si trovava all’Aeon Mall ha raccontato di un colpo fortissimo proveniente dal basso, seguito da un boato causato probabilmente dall’esplosione di una conduttura del gas, che ha fatto piombare l’intero complesso nella totale oscurità tra le scintille dei cavi tranciati.
Danni diffusi e magnitudo della scossa
La devastazione si estende su buona parte della prefettura di Kumamoto. Nella città di Yatsushiro si cercano ulteriori dispersi all’interno di una fabbrica di carta, dove ha ceduto la parte superiore di una ciminiera. Un treno merci è deragliato fortunatamente senza causare vittime, mentre le autorità segnalano ponti gravemente lesionati, abitazioni pericolanti e il collasso di un’ampia sezione delle storiche mura del castello di Kumamoto. Oltre 45mila utenze sono rimaste senza fornitura elettrica e la linea ad alta velocità Kyushu Shinkansen è stata interamente bloccata. La scossa ha sprigionato una magnitudo stimata a 6.5 dall’INGV, 6.8 dall’USGS e 7.1 dall’Agenzia meteorologica giapponese, raggiungendo il livello massimo di 7 sulla scala sismica del Paese.
Ordini di evacuazione e allarme repliche
Per ragioni di sicurezza, le autorità hanno intimato a circa 300mila residenti di recarsi nei centri di evacuazione. Un’allerta tsunami diramata nelle prime fasi dell’emergenza è stata fortunatamente revocata nell’arco di poche ore, e nessun problema è stato riscontrato presso le centrali nucleari di Genkai e Sendai. Gli esperti ritengono che l’epicentro sia connesso alla faglia di Hinagu, rimasta silente durante i disastri che 10 anni fa provocarono 273 vittime nella medesima area. I sismologi raccomandano alla popolazione di mantenere altissima l’attenzione per i prossimi 2 o 3 giorni a causa del rischio di repliche di forte intensità. Il Giappone, trovandosi lungo la Cintura di Fuoco del Pacifico, registra circa il 18% dei terremoti globali, un dato che riporta inevitabilmente la mente alla catastrofe del 2011, quando un evento di magnitudo 9.0 generò uno tsunami costato la vita a quasi 18mila e 500 persone.







Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?