Terremoto Grecia: epicentro nel cuore del Paese | DATI e MAPPE

Una scossa di terremoto ha colpito la Grecia alle 12:54 locali (le 11:54 italiane) di oggi, mercoledì 1 luglio

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Una scossa di terremoto ha colpito la Grecia alle 12:54 locali (le 11:54 italiane) di oggi, mercoledì 1 luglio. I sismografi hanno rilevato un terremoto di magnitudo 4.6 con epicentro nel centro del Paese e profondità di 92km. Al momento non risultano danni a persone o cose. La scossa odierna rappresenta l’ennesima conferma dell’intensa attività sismica che caratterizza la Grecia. Un terremoto relativamente profondo come quello odierno tende generalmente a essere avvertito su un’area molto estesa, poiché l’energia si propaga in modo più uniforme attraverso la crosta terrestre, mentre gli effetti in superficie risultano spesso meno intensi rispetto a quelli prodotti da eventi più superficiali della stessa magnitudo.

Perché la Grecia è un laboratorio naturale dei terremoti

La Grecia occupa una posizione geologica unica nel Mediterraneo. Qui si incontrano la placca africana, che continua lentamente a spingersi verso nord, e la placca euroasiatica, mentre tra queste agisce la microplacca egea, interessata da movimenti complessi e continui. Questo mosaico di placche e faglie rende il territorio greco uno dei più dinamici d’Europa dal punto di vista sismico. La compressione tra le placche non produce un unico sistema di faglie, ma una vasta rete di strutture tettoniche attive distribuite tra il Mar Ionio, il Peloponneso, la Grecia centrale, il Golfo di Corinto e il Mar Egeo. Il risultato è una sismicità pressoché costante, con migliaia di terremoti registrati ogni anno, la maggior parte dei quali così deboli da essere rilevati soltanto dagli strumenti.

L’evento di oggi si inserisce proprio in questo contesto geodinamico. La profondità dell’ipocentro suggerisce che il terremoto sia avvenuto all’interno della porzione di crosta coinvolta nei processi di subduzione, dove la placca africana scivola lentamente sotto quella egea accumulando tensioni che vengono periodicamente rilasciate sotto forma di terremoti.

La Grecia centrale: un territorio modellato dalle faglie attive

L’area centrale della Grecia è attraversata da numerose faglie che nel corso dei millenni hanno contribuito a modellare il paesaggio. Valli, rilievi e bacini si sono formati proprio grazie ai movimenti della crosta terrestre che ancora oggi proseguono, seppur con velocità dell’ordine di pochi millimetri all’anno. In questa regione non è raro registrare terremoti di magnitudo compresa tra 4 e 5, eventi considerati moderati ma perfettamente compatibili con la normale evoluzione tettonica dell’area. La presenza di un ipocentro profondo, come nel caso della scossa odierna, rappresenta inoltre una caratteristica abbastanza frequente lungo le zone di subduzione elleniche, dove i terremoti possono originarsi anche a decine di chilometri sotto la superficie. Proprio per questa ragione una scossa può essere percepita distintamente anche a notevole distanza dall’epicentro, pur senza provocare effetti significativi al suolo.

I grandi terremoti che hanno segnato la storia della Grecia

La storia della Grecia è strettamente intrecciata con quella dei terremoti. Le cronache antiche raccontano eventi devastanti già in epoca classica, ma uno dei più straordinari resta il terremoto del 365 d.C., con epicentro nei pressi di Creta. Gli studi moderni stimano una magnitudo superiore a 8, un evento eccezionale che provocò un violento tsunami capace di colpire gran parte del Mediterraneo orientale, raggiungendo persino Alessandria d’Egitto. Ancora oggi rappresenta uno dei più potenti terremoti mai documentati nel bacino mediterraneo.

Anche in epoca contemporanea la Grecia ha sperimentato terremoti distruttivi. Nel 1953 una violenta sequenza sismica devastò le Isole Ionie causando ingenti danni e migliaia di edifici distrutti. Più recentemente, il 30 ottobre 2020, un terremoto di magnitudo 7 colpì il Mar Egeo tra l’isola di Samo e la costa turca, provocando vittime e gravi crolli sia in Grecia sia nella città turca di Smirne. Questi eventi ricordano come la sismicità greca possa manifestarsi con terremoti moderati molto frequenti e, più raramente, con eventi di elevata magnitudo capaci di interessare vaste aree del Mediterraneo.