Una scossa di terremoto di magnitudo 4.7 si è verificata nella serata di martedì 28 luglio nella Grecia nord-occidentale, in prossimità della città di Ioannina. Secondo la localizzazione riportata nella soluzione automatica dell’EAA/GI, l’epicentro è stato individuato a circa 15 chilometri a nord-ovest di Ioannina, nel territorio dell’Epiro. Il terremoto è avvenuto alle 23:10 ora locale, corrispondenti alle 22:10 italiane. La prima elaborazione automatica greca ha indicato una profondità di circa 5 chilometri, mentre secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l’ipocentro sarebbe stato localizzato a 11,5 chilometri di profondità.
Terremoto di magnitudo 4.7 a nord-ovest di Ioannina
L’elemento principale dell’evento è rappresentato dalla vicinanza dell’epicentro a Ioannina, importante città della Grecia nord-occidentale. La distanza indicata dalla soluzione automatica è di appena 15 chilometri in direzione nord-ovest, una collocazione che pone il punto epicentrale nell’immediato entroterra circostante il centro urbano. La magnitudo 4.7 identifica l’energia liberata dal terremoto nel punto di origine. Il dato è stato associato alla prima localizzazione automatica diffusa dopo la registrazione della scossa e, come accade normalmente nelle fasi immediatamente successive a un evento sismico, può essere sottoposto a successive revisioni tecniche. Le elaborazioni automatiche vengono infatti prodotte rapidamente attraverso l’analisi dei segnali rilevati dalle stazioni sismiche. Il loro obiettivo è fornire in tempi brevi una prima indicazione sulla magnitudo, sulla posizione dell’epicentro e sulla profondità dell’ipocentro. Eventuali aggiornamenti successivi possono precisare i parametri iniziali attraverso una revisione più accurata dei dati registrati.
Il contesto geologico della Grecia nord-occidentale
La Grecia è situata in un’area caratterizzata da una significativa attività tettonica. La deformazione della crosta terrestre può determinare l’accumulo di tensioni lungo le faglie, ovvero fratture nelle quali porzioni di roccia possono muoversi reciprocamente. Quando la tensione accumulata supera la resistenza delle rocce, può verificarsi una rottura improvvisa. L’energia liberata si propaga sotto forma di onde sismiche e viene registrata dalle stazioni presenti sul territorio e nei Paesi circostanti. Una faglia è una frattura della crosta terrestre lungo la quale si è verificato o può verificarsi uno spostamento. Non tutte le faglie producono terremoti della stessa magnitudo e non tutti gli eventi sismici permettono di individuare immediatamente la struttura che li ha generati.



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