Terremoto in Islanda, scossa nel cuore dell’isola | DATI e MAPPE

Un evento sismico di rilevante intensità ha colpito il territorio islandese nelle prime ore del mattino

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Un intenso terremoto magnitudo 5.9 è stato registrato in Islanda nella giornata di oggi, 28 luglio 2026. L’evento sismico si è verificato alle 07:36, considerando il nostro fuso orario italiano, che corrispondono alle 05:36 dell’orario locale. Gli esperti INGV hanno localizzato l’ipocentro ad una profondità stimata di 12 km sotto la superficie terrestre, un dato che conferma la natura crostale dell’evento. L’Islanda è un territorio costantemente abituato a tremori di lieve entità, i quali si susseguono quasi quotidianamente passando inosservati, tuttavia un episodio di magnitudo prossima a 6 rappresenta una variazione significativa.

Perché l’Islanda è una terra in continuo movimento

La causa principale della continua attività sismica in questa regione risiede nella sua posizione geografica unica. L’Islanda si trova esattamente lungo la dorsale medio-atlantica, il margine tettonico dove la placca euroasiatica e quella nordamericana si stanno progressivamente allontanando. Questo incessante movimento di divergenza avviene ad una velocità di circa 2 cm all’anno e genera un enorme accumulo di tensione lungo le innumerevoli faglie che attraversano la crosta terrestre. Quando lo stress accumulato nel tempo supera il punto di rottura, la roccia si frattura violentemente rilasciando energia sotto forma di onde sismiche che percepiamo come terremoti. A questo fenomeno tettonico primario si aggiunge la presenza di un imponente pennacchio di mantello al di sotto del Paese, un punto caldo che produce enormi quantità di magma. La risalita del magma verso la superficie e il suo continuo spostamento nel sottosuolo contribuiscono ulteriormente a innescare sciami sismici e tremori di origine vulcanica.

La sismicità storica e le zone a maggiore rischio

Osservando la lunga storia geologica del Paese, emerge in modo evidente che i terremoti di maggiore entità tendono a concentrarsi in due aree specifiche, ovvero nel Sud e nel Nord dell’isola. La zona sismica del Sud dell’Islanda risulta essere particolarmente incline a forti scosse, con le registrazioni storiche che documentano almeno 37 grandi eventi tellurici a partire dall’anno 1013. Uno dei terremoti più catastrofici in assoluto si è verificato nel 1784, caratterizzato da una magnitudo stimata 7.1, avvenuto in drammatica concomitanza con la disastrosa eruzione del Laki. Altri eventi di grande portata hanno colpito la medesima area geografica nel 1896, nel 1912 e, in tempi molto più recenti, nel 2000, causando danni estesi alle fattorie e al paesaggio circostante. Spostando l’attenzione verso Nord, le tensioni si accumulano invece lungo la nota zona di frattura di Tjornes, un’altra area strutturalmente complessa in grado di generare scosse altrettanto intense e preoccupanti. Nonostante l’elevata frequenza dei tremori, gli studiosi ritengono che la magnitudo massima raggiungibile in queste aree del Paese difficilmente superi il valore di 7.1, limitando in parte il potenziale altamente distruttivo rispetto ad altre regioni del mondo.