Terremoto Messico, nuova replica di magnitudo 5.7 davanti alle coste del Chiapas: la sequenza sismica prosegue | DATI e MAPPA

La scossa registrata alle 19:45 ora italiana è stata localizzata nell’area di Ciudad Hidalgo, nello Stato del Chiapas, a una profondità di 30 chilometri. L’evento è stato indicato come replica del terremoto del 17 luglio dal Servizio Sismologico Nazionale messicano

Una nuova scossa di terremoto di magnitudo 5.7 è stata registrata nella giornata del 19 luglio 2026 nell’area del Chiapas, nel sud del Messico, segnando una nuova fase della sequenza sismica iniziata dopo il forte terremoto del 17 luglio. Secondo quanto comunicato dal Servicio Sismológico Nacional del Messico, l’evento è stato identificato come una replica associata al terremoto del 17 luglio. La scossa è stata localizzata nell’area di Ciudad Hidalgo, uno dei principali punti geografici di riferimento della regione, in prossimità del tratto costiero del Pacifico. La registrazione è avvenuta alle 19:45 ora italiana, secondo i dati dell’INGV, con una profondità stimata di 30 chilometri. Le coordinate indicate collocano l’evento nel settore marino davanti alle coste meridionali del Messico, nella zona compresa tra il Chiapas e il Guatemala, una delle aree più attive dal punto di vista geologico dell’America Centrale.

Epicentro nel Pacifico davanti al Chiapas: i dati della nuova replica

La nuova scossa di magnitudo 5.7 ha avuto origine in un settore caratterizzato da una forte attività tettonica. Il punto indicato nella mappa mostra l’area epicentrale nel Pacifico, a sud-ovest della costa del Chiapas, non lontano dalla zona di Ciudad Hidalgo. L’ipocentro, cioè il punto sotterraneo in cui ha avuto origine la rottura responsabile del terremoto, è stato individuato a una profondità di circa 30 chilometri. Questa profondità indica un evento avvenuto all’interno della crosta terrestre, in un contesto dove le forze generate dal movimento delle grandi placche continuano a modificare lentamente la struttura geologica della regione. La magnitudo 5.7 rappresenta un terremoto in grado di essere percepito su un’area ampia, soprattutto nelle zone più vicine all’origine del sisma. Gli effetti al suolo dipendono però da diversi fattori, tra cui la distanza dall’epicentro, la profondità, le caratteristiche del terreno e la vulnerabilità delle costruzioni. La nuova scossa non viene quindi considerata un evento isolato, ma parte del processo di riassestamento sismico iniziato dopo il terremoto principale del 17 luglio.

La sequenza sismica dopo il terremoto del 17 luglio

Il terremoto del 17 luglio ha attivato una fase di intensa attività sismica nell’area del Chiapas. Dopo la scossa principale, il settore interessato è stato attraversato da una serie di eventi successivi di diversa intensità, definiti repliche sismiche. Le repliche sono terremoti che si verificano nella stessa area generale dell’evento principale e sono legati alla redistribuzione delle tensioni accumulate nelle rocce dopo una grande liberazione di energia. Quando una faglia si muove, infatti, il sistema geologico circostante può continuare a modificarsi per ore, giorni o anche periodi più lunghi. La presenza di una replica di magnitudo 5.7 conferma che la zona continua a essere interessata da un’attività significativa. Le sequenze dopo terremoti importanti possono presentare numerose scosse minori e, in alcuni casi, anche eventi più energetici rispetto alla media delle repliche. Il monitoraggio della sequenza resta quindi fondamentale per comprendere l’evoluzione dell’attività sismica e per aggiornare costantemente la localizzazione e i parametri dei terremoti registrati.

Le faglie del Chiapas e il complesso sistema tettonico della regione

Il Chiapas si trova in una delle aree geologicamente più complesse del continente americano. La regione è influenzata dall’interazione tra grandi placche tettoniche che si muovono costantemente e generano accumulo di energia lungo le strutture di frattura presenti nella crosta terrestre. Al largo della costa pacifica del Messico meridionale si trova una delle principali zone di contatto tra placche: il margine dove la placca di Cocos interagisce con le strutture continentali dell’America Centrale. Questo processo, chiamato subduzione, consiste nello scorrimento di una placca oceanica al di sotto di un’altra struttura geologica. Questi movimenti avvengono normalmente a velocità molto lente, ma nel corso del tempo possono accumulare tensioni enormi. Quando la resistenza delle rocce viene superata, l’energia viene liberata improvvisamente sotto forma di onde sismiche, provocando un terremoto. La zona del Chiapas presenta quindi un’elevata complessità perché non è interessata da una sola faglia, ma da un sistema articolato di strutture tettoniche profonde e superficiali. Per questo motivo la regione può essere colpita da terremoti con caratteristiche diverse per profondità, magnitudo e modalità di propagazione dell’energia.

Rischio sismico elevato tra Messico meridionale e America Centrale

Il settore compreso tra il Chiapas, il Guatemala e il Pacifico centroamericano è considerato una delle aree con maggiore attività sismica dell’intero continente. Il rischio sismico nasce dalla combinazione di due elementi: la frequenza con cui possono verificarsi terremoti e la presenza di centri abitati, infrastrutture e territori esposti agli effetti degli scuotimenti. In questa regione il pericolo naturale è legato soprattutto alla continua dinamica delle placche. Le città costiere e le aree vicine alle zone di subduzione possono risentire maggiormente degli effetti dei terremoti, soprattutto quando gli eventi sono superficiali o caratterizzati da una grande quantità di energia liberata. Un terremoto con epicentro in mare, come quello indicato per la replica del 19 luglio, presenta inoltre una particolare attenzione per il possibile coinvolgimento delle aree costiere. La valutazione degli effetti dipende comunque dalle caratteristiche precise del movimento del fondale marino e dai parametri definitivi dell’evento.

I precedenti storici dei terremoti nel Chiapas

La storia geologica del Chiapas mostra una lunga successione di eventi sismici legati alla posizione della regione lungo un margine tettonico attivo. Il sud del Messico è stato più volte interessato da terremoti di forte intensità proprio a causa del continuo movimento delle placche che circondano l’America Centrale. La presenza della zona di subduzione del Pacifico rende il territorio particolarmente esposto alla possibilità di nuovi eventi sismici. Uno degli aspetti più importanti della storia sismica della regione è la capacità delle strutture tettoniche locali di generare terremoti di magnitudo elevata. Gli eventi del passato hanno mostrato come il Chiapas rappresenti un’area dove il monitoraggio scientifico è essenziale per comprendere l’evoluzione delle tensioni accumulate nel sottosuolo. Ogni nuova sequenza, compresa quella iniziata il 17 luglio, viene analizzata dagli istituti sismologici per valutare la distribuzione delle scosse, il comportamento delle faglie coinvolte e le possibili evoluzioni dell’attività.

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