Terremoto Messina, sciame sismico in corso al largo di Milazzo | DATI e MAPPE

La terra trema senza sosta sulla costa siciliana con decine di eventi registrati dall'INGV a partire dalla mattinata

  • terremoto oggi sciame sismico sicilia milazzo messina
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La costa della Sicilia continua a tremare a causa di uno sciame sismico che sta interessando il tratto di mare situato a Nord/Est, proprio al largo della zona di Milazzo e della provincia messinese. A partire dalla mattinata di oggi, i sismografi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia hanno iniziato a registrare una sequenza continua di eventi tellurici. Il fenomeno si sta sviluppando a pochissimi km dalla terraferma, concentrandosi in un’area sismogenetica particolarmente nota per la sua attività e che ciclicamente rilascia l’energia accumulata proprio attraverso lunghe serie di scosse di questo tipo.

I dettagli delle scosse e la profondità

Analizzando i dati ufficiali rilasciati dai sismologi, emerge un quadro dettagliato dell’attività in corso nel Messinese. La sequenza ha avuto inizio precisamente alle ore 10:10 con l’evento più forte dell’intera mattinata, quando la terra ha tremato con una magnitudo 3.2. Da quell’istante, le strumentazioni hanno rilevato un totale di 22 scosse telluriche circoscritte alla medesima area, con l’ultimo evento in ordine cronologico registrato alle ore 13:17.

L’energia sprigionata ha visto un andamento irregolare, toccando il suo minimo alle ore 13 con la scossa meno forte dello sciame, pari a magnitudo 0.8. Le fratture nella crosta terrestre si sono generate a diverse quote di profondità. L’ipocentro più superficiale è stato localizzato a 6 km durante l’evento delle ore 10:27, mentre la quasi totalità delle altre scosse, compresa la prima e più intensa, si è spinta fino a un massimo di 10 km al di sotto del fondale marino.

Perché si verificano terremoti in questa area

La porzione di territorio che abbraccia la costa siciliana Nord/Orientale e lo Stretto di Messina rappresenta un’area estremamente attiva del Mediterraneo. Dal punto di vista geodinamico, la regione si trova lungo la complessa linea di convergenza tra la placca africana e quella eurasiatica. Il continuo scivolamento tra questi 2 immensi blocchi crostali genera un accumulo di energia che ciclicamente viene rilasciata sotto forma di onde sismiche. Una volta innescate, queste onde viaggiano a velocità elevatissime, propagandosi attraverso la crosta terrestre.

Il fondale del Mar Tirreno e le coste settentrionali siciliane sono solcati da un intricato sistema di faglie distensive e trascorrenti. Queste fratture crostali innescano scosse superficiali e profonde muovendosi progressivamente nel corso del tempo. Le dinamiche tettoniche locali si sviluppano in un contesto geologico peculiare, caratterizzato anche da fluidi geotermici sotterranei.

La sismicità storica della costa siciliana nordorientale

Analizzando gli archivi sismici, emerge chiaramente come la fascia tirrenica della Sicilia e l’area dello Stretto abbiano una lunga storia di eventi tellurici, alcuni dei quali devastanti. Il catalogo storico evidenzia il catastrofico sisma di Messina e Reggio di Calabria del 28 dicembre 1908, che raggiunse una magnitudo stimata di 7.2. Questo disastro provocò oltre 100mila vittime, radendo al suolo interi centri urbani. La sismicità storica include il terremoto del Golfo di Patti del 15 aprile 1978, quando una scossa di magnitudo 6.1 provocò distruzioni su vasta scala nel circondario. L’evento lesionò in modo grave il patrimonio edilizio di numerosi comuni, costringendo più di 2mila persone ad abbandonare le proprie abitazioni a scopo precauzionale. Andando a ritroso nel tempo, i documenti testimoniano l’imponente sisma del 10 marzo 1786, di magnitudo 6.2, che causò il crollo di svariati edifici storici a Oliveri, Patti e Naso.