Terremoto nel Tirreno Meridionale: scossa di magnitudo 4.5 nella notte | DATI e MAPPA

Il sisma è stato registrato alle 00:55 nel tratto di mare a ovest della Calabria e a nord dello Stretto di Messina

Una scossa di terremoto di magnitudo 4.5 è stata registrata alle 00:55 nel Tirreno Meridionale. Secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l’evento sismico ha avuto un ipocentro a 245 chilometri di profondità, un elemento particolarmente significativo per comprendere le caratteristiche del terremoto. Il punto si trova in mare, a ovest della costa calabrese e a nord dello Stretto di Messina, nel settore tirrenico compreso tra l’area delle Isole Eolie, la costa settentrionale della Sicilia e il versante occidentale della Calabria. L’epicentro risulta collocato al largo del tratto costiero calabrese compreso indicativamente tra Tropea e Lamezia Terme, a notevole distanza dalla terraferma.

Ipocentro a 245 chilometri: il dato più significativo della scossa

La profondità di 245 chilometri rappresenta l’aspetto più importante del terremoto registrato nel Tirreno. L’epicentro indica il punto della superficie terrestre posto verticalmente sopra l’origine del sisma, mentre l’ipocentro è il punto effettivo in cui si verifica la liberazione dell’energia. Nel caso della scossa delle 00:55, l’origine del terremoto si trova dunque a una distanza verticale molto elevata dalla superficie. Questo significa che le onde sismiche hanno dovuto attraversare centinaia di chilometri prima di raggiungere il fondale marino, le coste e le stazioni di rilevamento. La profondità è un parametro essenziale perché influenza il modo in cui l’energia sismica raggiunge il territorio. Due terremoti con la stessa magnitudo possono produrre effetti differenti quando avvengono a profondità molto diverse. Un sisma superficiale libera energia vicino alla superficie e può generare uno scuotimento più concentrato nelle aree prossime all’epicentro. Un terremoto profondo, invece, origina molto più lontano dagli edifici e dalle infrastrutture presenti sul territorio. La magnitudo 4.5 descrive l’energia liberata alla sorgente, ma non consente da sola di determinare quali siano stati gli effetti nelle diverse località. Per valutare il risentimento di una scossa occorre considerare anche la profondità, la distanza dall’ipocentro, le caratteristiche del sottosuolo e la posizione dei centri abitati.

Magnitudo 4.5 e profondità: perché sono due dati differenti

La magnitudo e la profondità forniscono due informazioni diverse e complementari. La magnitudo 4.5 misura la dimensione del terremoto alla sorgente, mentre i 245 chilometri indicano la posizione verticale nella quale l’evento ha avuto origine. La magnitudo non cambia in base alla città dalla quale viene osservato il terremoto. L’intensità dello scuotimento, invece, può variare sensibilmente da un luogo all’altro. Una località vicina all’epicentro potrebbe percepire la scossa in modo differente rispetto a un’altra posta più lontano, anche a causa delle diverse condizioni geologiche locali. Nel caso di un evento così profondo, la distanza effettiva tra l’ipocentro e la superficie è già considerevole anche nel punto più vicino alla sorgente. La profondità tende quindi a distribuire l’energia lungo un percorso molto più ampio rispetto a quello di un terremoto originato nei primi chilometri della crosta.

Il complesso quadro sismico del basso Tirreno

Il Tirreno Meridionale è un’area geologicamente articolata, nella quale possono verificarsi terremoti a profondità differenti. La scossa delle 00:55, con un ipocentro a 245 chilometri, non può essere automaticamente associata a una faglia superficiale visibile o a una struttura collocata vicino al fondale. Per attribuire un terremoto a una precisa sorgente sono necessari dati scientifici più approfonditi, come l’orientamento della frattura, la direzione del movimento e il meccanismo focale. La semplice posizione dell’epicentro non permette di stabilire quale struttura abbia generato l’evento. La grande profondità suggerisce comunque che il terremoto abbia avuto origine in una porzione molto interna della struttura terrestre e non in una faglia superficiale immediatamente vicina alle coste. È quindi necessario distinguere questo tipo di evento dai terremoti crostali che si producono a profondità ridotte e che possono interessare più direttamente le aree abitate. Il bacino compreso tra Calabria, Sicilia ed Eolie è caratterizzato da una configurazione geologica complessa. La presenza di un terremoto profondo non costituisce però, da sola, un’indicazione sull’eventuale evoluzione dell’attività sismica nelle ore o nei giorni successivi.

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