La transizione energetica non è soltanto un passaggio dalle fonti fossili alle energie rinnovabili. È un processo complesso che coinvolge tecnologie, politiche, comportamenti individuali e collettivi, infrastrutture, ambiente e anche il modo in cui la conoscenza viene prodotta e condivisa. Per affrontare questa complessità, ENEA ha sviluppato nuovi strumenti nell’ambito del progetto europeo gEneSys, un’iniziativa durata 3 anni dedicata allo studio delle disuguaglianze sociali e delle interrelazioni di genere nei processi e nelle politiche della transizione energetica.
L’obiettivo del progetto è stato colmare i divari di conoscenza e integrare in modo più efficace la prospettiva di genere nelle analisi sul futuro dell’energia, offrendo strumenti capaci di restituire una visione più ampia e inclusiva del cambiamento in corso. Tra i risultati principali ci sono una rappresentazione concettuale della transizione energetica, una suite software avanzata per lo studio della comunità scientifica internazionale e un’esperienza formativa basata su gioco e laboratorio.
Una mappa intelligente per comprendere il sistema energetico
Uno degli strumenti sviluppati è la Energy System Ontology, una rappresentazione concettuale utilizzata anche nell’ambito dell’intelligenza artificiale per organizzare e collegare conoscenze diverse. La piattaforma consente di mettere in relazione elementi spesso analizzati separatamente, come ambiente, strategie, politiche, tecnologie e comportamenti sociali. L’obiettivo è creare una base comune per interpretare la transizione energetica non come un semplice processo tecnologico, ma come un sistema articolato nel quale ogni scelta produce effetti interconnessi.
Analizzare la conoscenza attraverso una lente di genere
Un secondo risultato riguarda la realizzazione di una suite software dedicata all’analisi della Energy Transition Knowledge Community, uno strumento che permette di studiare la comunità scientifica impegnata sul tema della transizione energetica e di osservarne anche le dinamiche di genere. ENEA ha contribuito all’analisi di un vasto insieme di pubblicazioni scientifiche che coinvolge circa 27mila ricercatori a livello internazionale. Lo studio ha permesso di evidenziare differenze di genere, caratteristiche della comunità scientifica e trasformazioni nel tempo, fornendo informazioni utili per favorire una ricerca più inclusiva, interdisciplinare e rappresentativa.
Un gioco per imparare la complessità della transizione
Il terzo contributo sviluppato da ENEA è ENERdOm, un’esperienza collaborativa pensata per studenti, ricercatori e stakeholder. Lo strumento combina una componente ludica, basata su un gioco di carte, con un’attività laboratoriale finalizzata alla costruzione di scenari energetici. I partecipanti sono chiamati a collegare carte e concetti, creando catene di transizione energetica che mostrano le relazioni tra decisioni politiche, infrastrutture, risorse disponibili, comportamenti e conseguenze ambientali e sociali. Successivamente, le configurazioni costruite attraverso il gioco vengono trasformate in vere e proprie narrazioni di scenario, aiutando i partecipanti a comprendere come ogni elemento del sistema energetico influenzi gli altri.
“Con il progetto gEneSys abbiamo voluto dimostrare che comprendere la transizione energetica significa anche conoscere chi produce la conoscenza su di essa, con quali strumenti concettuali e con quale grado di inclusione“, sottolinea Antonio De Nicola, ricercatore del Dipartimento Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili di ENEA. “Gli strumenti che abbiamo sviluppato non sono solo prodotti tecnici, ma chiavi di lettura per aiutare ricercatori e decisori a prendere in considerazione tecnologie, politiche e impatti sociali nel loro complesso”.
Un progetto internazionale per una transizione più inclusiva
Al progetto gEneSys hanno partecipato, oltre a ENEA, numerosi partner internazionali. Per l’Italia hanno collaborato il CNR – Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali, coordinatore del progetto, e la Venice International University. Il partenariato ha inoltre coinvolto in Germania la Fraunhofer-Gesellschaft e l’organizzazione no-profit Portia, in Polonia l’Università Jagellonica, nel Regno Unito l’Imperial College di Londra e in Ruanda l’African Institute for Mathematical Sciences (AIMS).
Con gEneSys, la transizione energetica viene quindi osservata da una prospettiva più ampia: non solo una sfida tecnologica, ma un cambiamento sociale e culturale che richiede nuovi strumenti di analisi, collaborazione e partecipazione.


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