La notte tra giovedì 30 e venerdì 31 luglio potrebbe regalare uno spettacolo astronomico particolarmente suggestivo. In queste ore, infatti, l’orbita terrestre sta attraversando contemporaneamente tre differenti flussi di detriti cometari, responsabili delle Alpha Capricornidi, delle Delta Aquaridi meridionali e delle più celebri Perseidi. La sovrapposizione dei tre sciami significa che ogni meteora osservata nel cielo potrebbe provenire da una diversa corrente di polveri cosmiche. Il picco complessivo dell’attività è previsto proprio tra il 30 e il 31 luglio, anche se le condizioni di osservazione saranno fortemente influenzate dalla presenza di una Luna illuminata per circa il 98%, visibile per gran parte della notte. Come spiegato da Spaceweather.com, la forte luminosità lunare tenderà a cancellare le meteore più deboli delle Delta Aquaridi meridionali e delle Perseidi. Le protagoniste più interessanti della notte potrebbero quindi essere le Alpha Capricornidi, uno sciame non particolarmente numeroso ma celebre per la capacità di produrre bolidi molto luminosi.
Alpha Capricornidi, lo sciame di meteore ricco di spettacolari bolidi
Il primo dei tre flussi è quello delle Alpha Capricornidi, originato dalla cometa 169P/NEAT. Si tratta normalmente di uno sciame meteorico minore, con un’attività stimata intorno alle cinque meteore ogni ora, ma è conosciuto dagli osservatori per la frequenza con cui genera autentiche esplosioni luminose nell’atmosfera. Una tipica Alpha Capricornide è stata fotografata da Brad Goldpaint nelle zone montuose della Sierra, vicino a Independence, in California. La meteora era talmente luminosa da illuminare temporaneamente l’intero paesaggio circostante e da lasciare nel cielo una persistente scia visibile. “L’esplosione della meteora è stata così luminosa da illuminare per un breve istante l’intero paesaggio”, racconta Goldpaint. “In questo time-lapse si può vedere la scia persistente”. La caratteristica più nota delle Alpha Capricornidi è proprio l’abbondanza di bolidi, termine utilizzato per indicare meteore molto più luminose della media. Questi fenomeni si verificano quando frammenti cometari relativamente grandi entrano nell’atmosfera terrestre ad altissima velocità, riscaldandosi e producendo lampi capaci, in alcuni casi, di illuminare il terreno.
In futuro le Alpha Capricornidi potrebbero trasformarsi in una tempesta meteorica
L’interesse scientifico nei confronti delle Alpha Capricornidi non è legato soltanto alla loro capacità di produrre bolidi. Secondo gli studi condotti dai ricercatori Peter Jenniskens, del SETI Institute, e Jeremie Vaubaillon, dell’Osservatorio di Parigi, questo sciame potrebbe trasformarsi in futuro in una vera e propria tempesta meteorica. I due studiosi hanno analizzato la struttura del flusso di detriti e ritengono che abbia avuto origine da un importante evento di frammentazione verificatosi circa 5.000 anni fa. In quella circostanza, fino alla metà della cometa originaria potrebbe essersi disintegrata, liberando nello spazio una quantità enorme di polveri e frammenti. Da allora, il materiale prodotto dalla disgregazione ha continuato lentamente a spostarsi nello spazio, avvicinandosi progressivamente all’orbita terrestre. Secondo le ricostruzioni scientifiche, la parte più densa del flusso dovrebbe raggiungere la Terra tra circa 300 anni. Quando questo avverrà, le Alpha Capricornidi potrebbero passare dall’attuale attività di circa cinque meteore ogni ora a una tempesta di migliaia di meteore, potenzialmente visibile con cadenza annuale. Il modesto sciame osservabile oggi rappresenterebbe quindi soltanto l’anticipazione di un fenomeno astronomico destinato a diventare enormemente più intenso nei secoli futuri.
Delta Aquaridi meridionali, lo sciame dalla provenienza ancora misteriosa
Il secondo flusso che sta attraversando l’orbita terrestre è quello delle Delta Aquaridi meridionali, conosciute anche con l’acronimo SDA. Questo sciame raggiunge ogni anno il massimo dell’attività intorno al 30 luglio e può produrre fino a 20 meteore ogni ora in condizioni ideali. A differenza delle Alpha Capricornidi, le meteore delle Delta Aquaridi sono generalmente deboli, rapide e difficili da osservare in presenza di inquinamento luminoso o di una Luna particolarmente brillante. Il loro punto radiante, ovvero la zona del cielo dalla quale sembrano provenire, si trova nella costellazione dell’Acquario. La vera origine dello sciame non è stata ancora individuata con certezza. Nessuno sa esattamente quale sia il corpo celeste responsabile del flusso, anche se la cometa 96P/Machholz è considerata una delle principali candidate. L’elevata luminosità lunare prevista nella notte tra il 30 e il 31 luglio renderà tuttavia complicata la visione delle Delta Aquaridi meno intense. Soltanto gli eventi più luminosi potrebbero riuscire a emergere nel cielo rischiarato dalla Luna quasi piena.
Le prime Perseidi sono già visibili in attesa del picco di agosto
Il terzo sciame coinvolto è quello delle Perseidi, probabilmente il più famoso e atteso dell’intero anno. Il massimo dell’attività non è previsto in questi giorni, ma soltanto intorno al 12 agosto. La Terra, tuttavia, sta già iniziando a entrare nella nube di detriti lasciata dalla cometa Swift-Tuttle. Gli osservatori stanno quindi già segnalando la presenza di alcune Perseidi ogni notte. Con il passare dei giorni, il numero delle meteore tenderà gradualmente ad aumentare fino a raggiungere il tradizionale picco di metà agosto. Le Perseidi prendono il nome dalla costellazione di Perseo, dalla quale sembrano irradiarsi per un effetto prospettico. I frammenti responsabili del fenomeno sono piccole particelle rilasciate dalla cometa Swift-Tuttle durante i suoi passaggi intorno al Sole. Quando la Terra attraversa questa nube di materiale, i detriti entrano nell’atmosfera a velocità elevatissime e producono le scie luminose comunemente chiamate stelle cadenti. Nella notte tra il 30 e il 31 luglio, tuttavia, gran parte delle Perseidi più deboli rischierà di essere nascosta dalla luce lunare.
Una Luna illuminata al 98% penalizzerà le meteore più deboli
Il principale ostacolo all’osservazione sarà rappresentato dalla Luna illuminata per circa il 98%, presente nel cielo praticamente per tutta la notte. La luminosità del satellite naturale ridurrà il contrasto del cielo e renderà quasi invisibili le meteore meno brillanti. Questo effetto sarà particolarmente evidente per le Delta Aquaridi meridionali e per le prime Perseidi, spesso caratterizzate da scie meno luminose rispetto ai grandi bolidi delle Alpha Capricornidi. Nonostante le condizioni lunari sfavorevoli, la contemporanea presenza dei tre sciami aumenta comunque la possibilità di assistere al passaggio di qualche meteora. La visibilità dipenderà soprattutto dalla luminosità dei singoli eventi e dalle condizioni atmosferiche locali. Per osservare meglio il fenomeno saranno favorite le aree lontane dalle luci artificiali, con un orizzonte ampio e un cielo privo di nuvole. Non è necessario utilizzare telescopi o binocoli, perché le meteore possono comparire rapidamente in qualsiasi zona della volta celeste.
I bolidi delle Alpha Capricornidi saranno le vere stelle della notte
La sovrapposizione di Alpha Capricornidi, Delta Aquaridi meridionali e Perseidi renderà dunque la notte astronomicamente particolare, anche se non si tratterà di una vera e propria tempesta meteorica. Il numero complessivo delle meteore realmente visibili sarà limitato dalla luce lunare, ma gli eventi più luminosi potrebbero comunque offrire apparizioni spettacolari. Le maggiori aspettative riguardano soprattutto le Alpha Capricornidi, considerate le vere protagoniste di questa tripla attività. La loro naturale ricchezza di bolidi potrebbe permettere ad alcune meteore di superare il chiarore della Luna e di illuminare improvvisamente il cielo e il paesaggio sottostante. Ogni scia osservata potrebbe appartenere a un diverso flusso di detriti: a quello della cometa 169P/NEAT, al misterioso sciame delle Delta Aquaridi oppure alla nube lasciata dalla Swift-Tuttle. Tre differenti correnti cosmiche che, nella stessa notte, si incontrano lungo il percorso orbitale della Terra.


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