Una nuova frontiera nel trattamento dei tumori cerebrali arriva dall’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli, dove è stata eseguita con successo una procedura di termoablazione laser interstiziale (LITT, Laser Interstitial Thermal Therapy) capace di distruggere il tessuto tumorale mantenendo sotto controllo, in tempo reale, le strutture nervose più importanti e delicate del cervello. L’intervento, realizzato su un paziente di 57 anni affetto da un tumore cerebrale localizzato vicino all’area del linguaggio, rappresenta un importante passo avanti nell’integrazione tra neurochirurgia mini-invasiva, imaging cerebrale avanzato e tecnologie di monitoraggio funzionale. La procedura si è conclusa senza complicanze e il paziente è stato dimesso circa 36 ore dopo l’intervento, a conferma della ridotta invasività della tecnica. A guidare l’équipe multidisciplinare è stato il professor Sergio Paolini, responsabile della Neurochirurgia III dell’IRCCS Neuromed e docente presso l’Università Sapienza di Roma. L’intervento ha coinvolto neurochirurghi, neuropsicologi, neuroradiologi e anestesisti, con un approccio integrato finalizzato non solo alla cura della lesione tumorale, ma anche alla salvaguardia delle funzioni neurologiche del paziente.
Come funziona la termoablazione laser LITT per i tumori cerebrali
La termoablazione laser LITT è una procedura altamente tecnologica che permette di trattare alcuni tumori cerebrali primitivi o metastatici attraverso un accesso chirurgico estremamente ridotto. La tecnica prevede l’inserimento nel cervello di una fibra ottica con un diametro inferiore ai 2 millimetri, posizionata con precisione attraverso una microincisione chirurgica eseguita con l’ausilio della tecnologia robotica. Dopo il corretto posizionamento della fibra, il paziente viene trasferito all’interno della risonanza magnetica per la fase di ablazione. Il laser, veicolato attraverso la fibra ottica, produce un aumento controllato della temperatura che porta alla distruzione del tessuto patologico attraverso una necrosi termica mirata, evitando il più possibile il coinvolgimento delle strutture sane circostanti. La procedura viene attualmente eseguita in pochi centri europei e quella realizzata al Neuromed nasce nell’ambito di una collaborazione con la Neurochirurgia dell’Ospedale Pediatrico AORN Santobono Pausilipon IRCCS di Napoli, struttura considerata pioniera e leader in Italia nell’utilizzo di questa metodica.
Laser e intelligenza artificiale per proteggere linguaggio e movimento
L’aspetto più innovativo dell’intervento eseguito a Pozzilli è stata l’integrazione della termoablazione laser con le più moderne tecniche di studio anatomo-funzionale del cervello. Grazie alla risonanza magnetica ad alto campo dotata dei più avanzati algoritmi di intelligenza artificiale, l’équipe ha potuto osservare in tempo reale il rapporto tra la zona trattata dal laser e le cosiddette aree cerebrali eloquenti, cioè quelle regioni responsabili di funzioni fondamentali come il linguaggio e il movimento. La possibilità di monitorare durante l’ablazione gli effetti della procedura consente ai medici di intervenire con un livello di precisione maggiore, riducendo il rischio di danneggiare aree essenziali per la vita quotidiana del paziente. Alla base dell’intervento è stato effettuato un approfondito studio personalizzato dell’anatomia e delle funzioni cerebrali del paziente, successivamente integrato con le informazioni raccolte durante il trattamento. Questa fase è stata curata dal neuroradiologo Andrea Bartolo e dal neuropsicologo Marco Ciavarro dell’IRCCS Neuromed.
La neurochirurgia moderna punta a curare il tumore preservando le funzioni neurologiche
“La LITT è un’opzione terapeutica applicabile in casi selezionati di tumori cerebrali primitivi o metastatici localizzati in aree particolarmente profonde o critiche – spiega il neurochirurgo Paolini – la stessa metodica è applicabile anche alla rimozione di malformazioni vascolari note come cavernomi. La costante sfida della neurochirurgia non è soltanto trattare la lesione ma farlo preservando nel modo più accurato possibile le funzioni neurologiche e la personalità del paziente. Le moderne tecniche di studio funzionale del cervello ci consentono oggi di pianificare questi interventi con un livello di precisione che fino a pochi anni fa non era disponibile. In questo caso, il passo in avanti risiede nella possibilità di monitorizzare in tempo reale gli effetti della procedura tramite la risonanza magnetica”. L’obiettivo della neurochirurgia contemporanea non è quindi esclusivamente eliminare la patologia, ma farlo mantenendo intatte le capacità cognitive, motorie e linguistiche del paziente. La possibilità di combinare la precisione del laser con il controllo continuo garantito dalla diagnostica avanzata rappresenta uno degli sviluppi più significativi nel trattamento delle lesioni cerebrali localizzate in zone particolarmente complesse.
Mini-invasività e sicurezza: il futuro dei trattamenti neurochirurgici
La riduzione del trauma chirurgico è uno degli elementi centrali della nuova generazione di interventi neurochirurgici. La LITT consente infatti di ampliare le possibilità terapeutiche nei casi in cui una chirurgia tradizionale potrebbe risultare più complessa a causa della posizione profonda o critica della lesione. “Le tecniche mininvasive – prosegue Paolini – stanno ampliando le possibilità terapeutiche della neurochirurgia moderna il nostro gruppo da anni adotta questa filosofia nella chirurgia dei tumori cerebrali e spinali. È importante però sottolineare che la mini-invasività è realmente percorribile laddove si accompagni a una riduzione del trauma chirurgico e al tempo stesso preservi o migliori l’efficacia e la sicurezza della procedura. Questo requisito è raggiunto appieno dalla termoablazione poiché la necrosi termica della lesione tumorale è a tutti gli effetti assimilabile a una rimozione chirurgica e i pazienti possono lasciare l’ospedale a poche ore dalla procedura”. L’esperienza maturata al Neuromed di Pozzilli conferma così il ruolo delle tecnologie avanzate nella trasformazione della chirurgia dei tumori cerebrali, dove precisione, personalizzazione del trattamento e tutela delle funzioni neurologiche diventano elementi sempre più centrali. La possibilità di controllare in tempo reale l’effetto del trattamento apre nuove prospettive per pazienti con lesioni localizzate in aree del cervello considerate fino a pochi anni fa particolarmente difficili da trattare.


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