La città di Dubai prova a rilanciare il proprio settore turistico attraverso un’iniziativa senza precedenti: offrire premi e agevolazioni ai residenti degli Emirati Arabi Uniti che riescono a convincere familiari e amici a trascorrere una vacanza nell’emirato. Il progetto, denominato Dubai Invite, nasce in un momento di grave difficoltà per una delle destinazioni più visitate e conosciute al mondo, alle prese con il forte calo dei flussi internazionali provocato dall’inizio delle ostilità tra Stati Uniti e Iran. L’iniziativa è stata promossa dal dipartimento dell’Economia e del Turismo di Dubai e punta a trasformare i residenti in promotori diretti della città. Chi aderisce al programma può ottenere soggiorni in hotel, sconti nei ristoranti, ingressi alle principali attrazioni e ulteriori agevolazioni per un valore complessivo superiore a 3.000 dirham, equivalenti a poco meno di 720 euro.
Cos’è Dubai Invite e come funziona il programma per rilanciare il turismo
Il programma Dubai Invite permette ai residenti degli Emirati Arabi Uniti di “diventare ambasciatori della città dando il benvenuto ai loro cari a Dubai”. L’obiettivo è incentivare il passaparola personale e coinvolgere direttamente chi vive nel Paese nella promozione turistica dell’emirato, facendo leva sui rapporti familiari, sulle amicizie e sulle reti di conoscenze internazionali. In cambio dell’impegno nel portare nuovi visitatori in città, i residenti possono ricevere diversi vantaggi. Tra questi figurano pernottamenti negli alberghi, riduzioni sui pasti nei ristoranti, biglietti per visitare attrazioni e altre opportunità legate all’offerta turistica di Dubai. Il valore complessivo dei premi può superare i 3.000 dirham, una cifra significativa in un momento in cui il governo locale sta cercando di sostenere contemporaneamente la domanda turistica e le attività economiche colpite dalla crisi delle prenotazioni. Secondo quanto riportato dai media locali e successivamente rilanciato dalla stampa internazionale, il progetto avrebbe ottenuto un riscontro immediato. Nelle prime 48 ore, infatti, sarebbero arrivate più di 10.000 richieste, un dato che evidenzia il forte interesse dei residenti e la disponibilità a partecipare attivamente alla ripresa del comparto.
La crisi del turismo a Dubai dopo la guerra tra Usa e Iran
La necessità di avviare un programma così ampio nasce dal drastico peggioramento della situazione turistica seguito all’inizio della guerra tra Usa e Iran. Il conflitto, iniziato a febbraio nel pieno dell’alta stagione, ha avuto ripercussioni particolarmente pesanti sul traffico aereo diretto verso il Medio Oriente. Gli aeroporti di Dubai, tradizionalmente tra i più trafficati e importanti per i collegamenti internazionali, hanno registrato un forte ridimensionamento delle attività. Il numero delle compagnie aeree operative negli scali cittadini si sarebbe infatti dimezzato, riducendo sensibilmente le possibilità di raggiungere la destinazione e alimentando le preoccupazioni di viaggiatori e operatori turistici. La situazione è stata ulteriormente aggravata dagli attacchi che hanno coinvolto direttamente la città. Negli ultimi mesi Dubai è stata colpita da droni iraniani, un elemento che ha inciso sulla percezione di sicurezza e ha contribuito alla contrazione dei flussi turistici. La crisi ha interrotto una lunga fase di espansione del settore, culminata nel 2025, quando Dubai aveva stabilito un nuovo record accogliendo quasi 20 milioni di turisti. Un risultato che aveva confermato il ruolo centrale dell’emirato nel panorama internazionale dei viaggi, dell’ospitalità e del turismo di lusso.
Dal record di visitatori del 2025 al dimezzamento dei voli
La distanza tra i dati record del 2025 e la situazione attuale mostra la rapidità con cui il contesto geopolitico ha modificato le prospettive dell’economia turistica emiratina. Dopo anni di crescita, investimenti e ampliamento dell’offerta, Dubai si è trovata improvvisamente a fare i conti con una riduzione dei collegamenti aerei, un calo delle prenotazioni e una crescente difficoltà delle imprese del settore. La città aveva costruito una parte significativa della propria attrattività sulla facilità di accesso dall’Europa, dall’Asia, dall’Africa e dalle Americhe, grazie a una fitta rete di voli internazionali. Il dimezzamento delle compagnie operative negli aeroporti ha quindi prodotto conseguenze dirette sugli arrivi, sulla permanenza media dei visitatori e sui ricavi di hotel, ristoranti, attrazioni e aziende collegate al turismo. Il programma Dubai Invite si inserisce proprio in questo scenario, con la finalità di creare nuovi flussi di visitatori attraverso un canale alternativo rispetto alle tradizionali campagne pubblicitarie. I residenti diventano così parte integrante della strategia di rilancio, attraverso un modello basato sul coinvolgimento personale e sugli incentivi economici.
Il fragile cessate il fuoco e la lenta ripresa dei flussi turistici
L’Afp ha riferito di un lieve incremento dei flussi turistici dopo il fragile cessate il fuoco raggiunto in primavera. La tregua aveva favorito un parziale ritorno dei viaggiatori, lasciando intravedere una possibile stabilizzazione del settore dopo i mesi più difficili. La ripresa, tuttavia, è rimasta debole e incerta. Il cessate il fuoco è stato infatti infranto dagli attacchi reciproci avvenuti nelle ultime settimane, riaccendendo le tensioni e aumentando nuovamente i timori legati alla sicurezza e alla stabilità dell’intera regione mediorientale. Questa alternanza tra tregue temporanee e nuove offensive rende particolarmente complessa la programmazione dei viaggi. Le prenotazioni turistiche, soprattutto quelle internazionali, dipendono infatti dalla percezione di sicurezza, dalla continuità dei collegamenti aerei e dalla possibilità di pianificare spostamenti senza il rischio di cancellazioni o modifiche improvvise.
Hotel in crisi, strutture chiuse e ricavi crollati di oltre il 50%
Le difficoltà del settore sono state descritte anche dal Guardian, che ha riportato diverse segnalazioni relative a hotel alle prese con una grave crisi delle prenotazioni. Alcune delle strutture più famose avrebbero deciso di chiudere completamente, anticipando interventi di restauro e rinnovo già programmati. La scelta di procedere anticipatamente con i lavori permetterebbe agli hotel di sfruttare il periodo di ridotta presenza turistica, evitando di mantenere operative strutture con livelli di occupazione insufficienti. La decisione, tuttavia, evidenzia la profondità della crisi e la difficoltà di prevedere una rapida normalizzazione dei flussi. Anche numerose aziende collegate all’industria dei viaggi e dell’ospitalità starebbero affrontando un deterioramento significativo dei conti. In alcuni casi, i cali di ricavi sarebbero superiori al 50%, con conseguenze pesanti sulla sostenibilità economica delle attività e sulla capacità di mantenere invariati servizi e investimenti. La crisi non riguarda dunque soltanto gli alberghi, ma coinvolge un sistema più ampio composto da ristoranti, attrazioni, attività commerciali, trasporti, servizi aeroportuali e imprese che dipendono direttamente o indirettamente dall’arrivo dei turisti internazionali.
Sconti fino al 45% e notti gratuite negli hotel di Dubai
Per sostenere la domanda e incentivare nuove prenotazioni, diversi hotel e aziende stanno sfruttando le opportunità offerte dal programma governativo. Le promozioni prevedono in alcuni casi sconti fino al 45% e la possibilità di ottenere notti gratuite, con l’obiettivo di rendere più conveniente un soggiorno a Dubai. Queste offerte si affiancano ai premi destinati ai residenti attraverso Dubai Invite. La combinazione tra vantaggi per chi invita e agevolazioni per chi visita punta a creare un doppio incentivo, coinvolgendo sia i promotori locali sia i turisti provenienti dall’estero. Le riduzioni applicate da hotel, ristoranti e attrazioni rappresentano anche un tentativo di mantenere attivo il mercato durante una fase di forte contrazione. Pur comportando una diminuzione dei margini, gli sconti possono infatti contribuire ad aumentare l’occupazione delle strutture, generare consumi e limitare le perdite causate dal crollo delle prenotazioni.
Il governo emiratino stanzia oltre 350 milioni di euro per le imprese
Il programma dedicato ai visitatori rappresenta soltanto una parte delle misure introdotte dalle autorità emiratine. Nel mese di maggio il governo ha infatti lanciato un nuovo pacchetto economico da oltre 350 milioni di euro, destinato ad aiutare le imprese maggiormente colpite dalla crisi. Tra gli interventi previsti figurano le esenzioni dalle tasse comunali per hotel e ristoranti, pensate per ridurre i costi sostenuti dalle attività che hanno subito i cali più consistenti di clienti e fatturato. Sono state inoltre introdotte multe ridotte per le violazioni doganali e tariffe più basse per i permessi legati all’aviazione civile. Il contenimento di questi costi punta a sostenere non soltanto il settore dell’ospitalità, ma anche le aziende coinvolte nei trasporti aerei e nella gestione dei collegamenti internazionali. Le misure hanno l’obiettivo di garantire maggiore liquidità alle imprese e alleggerire il peso delle spese amministrative e fiscali durante una fase caratterizzata da ricavi ridotti e prospettive ancora incerte.
Aiuti per oltre 586 milioni di euro tra marzo e maggio
Gli sgravi annunciati a maggio si aggiungono a un precedente pacchetto da 236 milioni di euro, presentato nel mese di marzo a sostegno di imprese e famiglie. Complessivamente, i due interventi portano a oltre 586 milioni di euro il valore degli aiuti messi in campo nell’arco di pochi mesi. La rapidità con cui sono state approvate le misure conferma la rilevanza economica della crisi provocata dal conflitto e la necessità di sostenere un settore che negli anni precedenti aveva rappresentato uno dei principali motori della crescita di Dubai. Gli aiuti economici, gli sgravi fiscali, le tariffe ridotte e il programma Dubai Invite compongono una strategia articolata. Da un lato il governo cerca di contenere i costi delle imprese, dall’altro tenta di stimolare direttamente gli arrivi attraverso premi, promozioni e il coinvolgimento della popolazione residente.


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