Tutto pronto per il 13° test di Starship: lancio da Starbase nella notte

SpaceX prepara un nuovo volo suborbitale del sistema composto da Super Heavy e Starship. Il decollo è previsto alle 00:45 italiane, con un profilo di missione simile al test di maggio e il rilascio di 20 satelliti Starlink V3

Tutto pronto per il nuovo test di Starship, il veicolo sviluppato da SpaceX per i futuri viaggi verso la Luna e Marte. Il sistema di lancio si prepara ad affrontare il suo 13° volo, una missione suborbitale simile alla precedente, effettuata nel mese di maggio. Il decollo è previsto alle 00:45 italiane del 17 luglio da Starbase, la base di lancio di SpaceX situata in Texas. Il nuovo test rappresenta un ulteriore passaggio nel programma di sviluppo del più grande e potente sistema di trasporto spaziale mai realizzato.

Super Heavy e Starship, il lanciatore più potente della storia

Il veicolo è composto dal razzo Super Heavy, utilizzato come primo stadio, e dalla navetta Starship, che costituisce il secondo stadio del sistema. Entrambi gli elementi sono stati progettati per essere completamente riutilizzabili. Insieme formano un lanciatore alto oltre 120 metri, considerato il più potente mai costruito nella storia dell’esplorazione spaziale. Secondo le caratteristiche previste dal progetto, Starship potrebbe essere in grado di trasportare fino a 250 tonnellate di materiali in orbita terrestre bassa. L’orbita bassa è la regione dello spazio nella quale si trovano gran parte dei satelliti artificiali e la Stazione Spaziale Internazionale. Una capacità di carico di queste dimensioni permetterebbe a SpaceX di aumentare in modo significativo la quantità di materiali, infrastrutture e satelliti trasportabili con un singolo lancio.

Secondo test per la versione Starship V3

Il 13° test di Starship metterà alla prova per la seconda volta la nuova versione del veicolo, denominata V3. Questa configurazione aveva debuttato durante il volo 12 del 22 maggio, concluso con una serie di anomalie. Tra i problemi riscontrati durante la precedente missione, uno dei più rilevanti aveva compromesso il corretto svolgimento del ritorno controllato in mare del booster Super Heavy. SpaceX ha ricostruito l’origine dell’anomalia, spiegando quanto accaduto durante la separazione tra i due stadi del sistema. “Durante la separazione degli stadi del volo 12, lievi differenze nell’avvio dei motori del veicolo hanno causato un’inversione di direzione del booster di circa 90 gradi”, ha spiegato SpaceX. L’inversione di direzione del booster aveva quindi alterato la manovra prevista, impedendo a Super Heavy di eseguire correttamente il profilo programmato per la fase di discesa.

Un volo suborbitale simile al test di maggio

Il nuovo test riprenderà molti degli obiettivi e delle procedure già previste per il volo precedente. Anche il volo 13 di Starship avrà un profilo suborbitale e servirà a raccogliere nuovi dati sul comportamento del veicolo durante le diverse fasi della missione. Il test permetterà in particolare di verificare nuovamente il funzionamento della versione Starship V3, la separazione degli stadi, l’accensione dei motori, il comportamento del booster durante il rientro e la capacità della navetta di affrontare una discesa controllata. La missione rappresenta quindi una nuova occasione per verificare le modifiche introdotte dopo le anomalie osservate durante il volo del 22 maggio.

Super Heavy e Starship non saranno recuperati

Nonostante entrambi gli elementi del sistema siano stati progettati per essere riutilizzabili, durante il 13° test né Super HeavyStarship saranno recuperati. I due veicoli eseguiranno soltanto una manovra di discesa controllata verso la superficie del mare. Al termine della missione, entrambi andranno distrutti. Il profilo scelto consentirà comunque a SpaceX di raccogliere informazioni fondamentali sulle fasi di rientro e discesa, senza tentare il recupero fisico dei due elementi. La possibilità di riutilizzare sia il booster sia la navetta rimane uno degli obiettivi centrali dell’intero progetto. Il recupero e il successivo riutilizzo dei veicoli potrebbero infatti ridurre i costi dei lanci e aumentare la frequenza delle missioni.

Il rilascio di 20 satelliti Starlink V3

Come nel test effettuato a maggio, anche durante il nuovo volo è previsto il rilascio di 20 satelliti Starlink V3. L’operazione servirà a verificare le capacità di Starship nel trasporto e nel rilascio di carichi nello spazio. I satelliti Starlink V3 rappresentano una nuova versione dei dispositivi destinati alla costellazione per la connettività internet satellitare sviluppata da SpaceX. Il trasporto di numerosi satelliti con una sola missione è uno degli impieghi operativi più importanti previsti per Starship. Grazie alla sua capacità di carico, il sistema potrebbe consentire all’azienda di accelerare il dispiegamento della rete Starlink e di portare in orbita satelliti di dimensioni e massa superiori rispetto a quelli trasportabili con altri lanciatori.

Il successo del test potrebbe aprire la strada al primo volo orbitale

L’esito del 13° test potrebbe avere conseguenze decisive per il futuro del programma. SpaceX ha comunicato che, in caso di successo, l’azienda potrebbe puntare subito dopo al primo lancio orbitale di Starship. Il raggiungimento dell’orbita rappresenterebbe un traguardo fondamentale per l’uso effettivo del nuovo sistema di lancio. Fino a questo momento, i test sono stati utilizzati soprattutto per verificare il comportamento del veicolo, la separazione degli stadi, il funzionamento dei motori e le procedure di rientro. Un volo orbitale permetterebbe invece di dimostrare la capacità di Starship di raggiungere e mantenere una traiettoria attorno alla Terra, aprendo la strada alle future missioni operative. Per SpaceX si tratterebbe di un enorme passo avanti nelle proprie capacità di lancio. Il nuovo sistema potrebbe trasportare quantità molto elevate di materiali, satelliti e infrastrutture, ampliando le possibilità attualmente offerte dai razzi dell’azienda.

Starship e le future missioni verso la Luna

Il successo del programma Starship è strettamente legato anche alle future missioni verso la Luna. Una versione adattata del veicolo potrebbe infatti essere utilizzata nell’ambito del programma Artemis. Starship potrebbe avere il compito di far scendere sulla superficie lunare l’equipaggio delle future missioni. Il sistema verrebbe quindi impiegato come veicolo di discesa, consentendo agli astronauti di raggiungere il suolo lunare. Per questo motivo, ogni nuovo test rappresenta un passaggio importante non soltanto per SpaceX, ma anche per il futuro delle missioni lunari. La possibilità di utilizzare Starship come veicolo per il trasporto degli astronauti dipenderà dalla capacità dell’azienda di dimostrare affidabilità, controllo e sicurezza durante tutte le fasi di volo.

Un passaggio decisivo per il futuro di Starship

Il 13° lancio di Starship avrà quindi il compito di verificare nuovamente la configurazione V3 dopo i problemi registrati nel test precedente. L’attenzione sarà concentrata soprattutto sul comportamento dei motori, sulla separazione degli stadi e sulle manovre di discesa controllata di Super Heavy e della navetta. La missione manterrà un profilo simile a quello del volo di maggio, senza il recupero dei due elementi e con il rilascio di 20 satelliti Starlink V3. Un risultato positivo potrebbe permettere a SpaceX di procedere verso il primo volo orbitale del sistema, un passaggio indispensabile per trasformare Starship in un lanciatore pienamente operativo e avvicinare il progetto ai suoi obiettivi più ambiziosi: aumentare le capacità di trasporto nello spazio e contribuire alle future missioni umane verso la Luna e Marte.