Ucraina, fondi Ue per la difesa anche per componenti cinesi di droni: concessa una deroga da 6 miliardi di euro

Kiev potrà utilizzae una parte del prestito europeo destinato alla difesa per acquistare componenti per droni dalla Cina, secondo quanto riferito dal Financial Times

L’Ucraina potrà utilizzare una parte dei fondi provenienti dai prestiti dell’Unione europea destinati alla difesa per acquistare componenti cinesi per droni cinesi. Lo scrive il Financial Times, citando due fonti a conoscenza del dossier. Kiev avrebbe ottenuto una deroga per una parte di una tranche da 6 miliardi di euro, proveniente dal prestito Ue per l’Ucraina, con la possibilità di destinare queste risorse all’acquisto di componenti per droni prodotti in Cina. I droni sono diventati uno degli strumenti più importanti nella guerra in Ucraina, utilizzati per attività di sorveglianza, ricognizione e attacco. La disponibilità di componenti tecnologici e sistemi necessari alla loro produzione rappresenta quindi un elemento strategico per le capacità militari di Kiev. La deroga concessa sui fondi europei consentirà all’Ucraina di utilizzare una parte delle risorse disponibili per garantire l’approvvigionamento di materiali necessari al settore dei sistemi senza pilota.

Le parole del portavoce della Commissione europea

Nell’utilizzo dei fondi europei erogati con il prestito di sostegno da 90 miliardi “sono possibili deroghe, concesse solo in casi eccezionalmente rari”, riguardo all’acquisto di equipaggiamento difensivo non europeo. Lo dichiara il portavoce della Commissione europea Thomas Regnier nel corso del briefing giornaliero con la stampa, rispondendo a una domanda relativa ai rapporti di stampa secondo cui Kiev avrebbe ottenuto una deroga per acquistare componenti di droni cinesi con parte della prima tranche di fondi, dedicati alla difesa, da 6 miliardi. Il prestito “ha uno scopo molto chiaro: consentire all’Ucraina di ottenere le armi di cui ha bisogno sul campo di battaglia” con l’obiettivo di “rispondere il più rapidamente possibile” alle sue esigenze più urgenti, sottolinea Regnier, ricordando che esiste la regola del 35%, per cui tale percentuale dei fondi può essere utilizzata per acquisti non europei. “Quindi sono possibili deroghe, concesse solo in casi eccezionalmente rari: è una possibilità molto limitata prevista dal regolamento, e ogni volta viene applicata in coordinamento con gli Stati membri”, aggiunge.

“La deroga è l’eccezione, non la regola. Il nostro obiettivo non è affidarci a queste deroghe, per questo stiamo unendo la nostra industria della difesa e rafforzando i legami tra l’industria della difesa dell’Ue e l’Ucraina, con l’obiettivo di arrivare, il più presto possibile, a produrre questi componenti all’interno del nostro mercato, così da non dover più ricorrere a queste deroghe. Questa è la direzione. Nel frattempo, tali deroghe vengono approvate solo in un numero molto limitato di casi”, conclude Regnier.