Sono stati recuperati i corpi di 4 dei 10 alpinisti dispersi dopo una valanga sul Broad Peak, una delle montagne più alte e difficili del mondo, situata nella catena del Karakorum, nel Nord del Pakistan. A riferirlo è stata la polizia locale, mentre continuano le operazioni di ricerca per individuare gli altri membri della spedizione. Tra gli alpinisti di cui non si hanno ancora notizie figura anche Nirmal Purja, celebre scalatore britannico-nepalese noto per le sue imprese sulle vette più alte del pianeta. La sua possibile scomparsa ha suscitato grande preoccupazione nel mondo dell’alpinismo internazionale.
Purja, 43 anni, ha alle spalle una carriera straordinaria: prima di dedicarsi completamente alla montagna ha prestato servizio nei Gurkha britannici e nello Special Boat Squadron dei Royal Marines. Successivamente è diventato guida alpina e ha conquistato numerosi record. Nel 2019 ha completato la scalata delle 14 montagne più alte del mondo, tutte oltre gli 8.000 metri, in poco più di 6 mesi, abbattendo il precedente primato che era di sette anni. Nel 2021 è entrato nella storia dell’alpinismo con la prima ascensione invernale del K2, la seconda vetta più alta della Terra, insieme a un gruppo di 9 scalatori nepalesi.
La spedizione sul Broad Peak avrebbe potuto rappresentare un nuovo traguardo per Purja: con la conquista della vetta avrebbe infatti potuto diventare il primo uomo a scalare tutte le 14 “super vette” del mondo per due volte senza utilizzare ossigeno supplementare. Al momento, però, non sono ancora arrivate informazioni sul suo destino. Il club alpino del Pakistan ha definito la situazione preoccupante, spiegando di aver ricevuto la segnalazione di una valanga che ha travolto una squadra di alpinisti sul Broad Peak, a 8.047 metri di quota. Secondo quanto comunicato dall’organizzazione, la spedizione era guidata proprio da Purja e, dopo l’incidente, non è stato più possibile stabilire un contatto con il gruppo.
La squadra era composta da 10 persone: 5 cittadini nepalesi, un pakistano, un omanita, un americano, uno scalatore cinese e un altro alpinista straniero. Subito dopo l’allarme, il club alpino ha annunciato la mobilitazione delle risorse disponibili, compresi gli elicotteri di soccorso, compatibilmente con le condizioni meteorologiche e operative della zona. Le operazioni restano però difficili a causa dell’altitudine estrema e del rischio di nuove valanghe.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?