Valle d’Aosta, riunito l’Osservatorio regionale sulla crisi idrica: aggiornato il quadro della situazione

Siccità in Valle d'Aosta, l'assessore Girod: "oltre la metà dei Consorzi di miglioramento fondiario monitorati ha segnalato difficoltà medio-alte nella disponibilità della risorsa idrica"

Alla luce del perdurare delle condizioni di criticità nell’approvvigionamento idrico nel settore irriguo, in Valle d’Aosta si è riunito l’Osservatorio regionale tecnico-politico sulla crisi idrica convocato per un aggiornamento della situazione, dopo il primo incontro del 26 giugno scorso. Alla riunione, coordinata dall’Assessore alle Opere pubbliche, Territorio e Ambiente Davide Sapinet e dall’assessore all’Agricoltura e Risorse naturali Speranza Girod, hanno partecipato dirigenti e funzionari delle diverse strutture competenti dell’amministrazione regionale, i rappresentanti del Cpel, dell’Arpa Valle d’Aosta, della Cva e del Bim.

Il Centro Funzionale Regionale e l’Arpa Valle d’Aosta, in collaborazione con la Fondazione Cima, hanno presentato l’aggiornamento dei dati relativi all’andamento meteo-climatico stagionale. I tecnici dell’assessorato dell’Agricoltura e Risorse naturali hanno illustrato le criticità segnalate dai Consorzi di miglioramento fondiario, evidenziando anomalie significative nella produzione foraggera rispetto ai dati storici, in particolare nella fascia centrale del territorio regionale.

La situazione

Il Bim ha fatto il punto sulla situazione riguardante l’alimentazione degli acquedotti comunali. In particolare, non sono state segnalate situazioni di criticità nell’approvvigionamento idropotabile, anche grazie ai prelievi straordinari effettuati da corpo idrico superficiale, adottati per far fronte a limitate esigenze puntuali. Sono inoltre stati esaminati i dati dell’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po. Se sull’ultimo tratto del Po si registra un miglioramento delle condizioni generali, in relazione ad una progressiva riduzione del fabbisogno irriguo, permane invece una situazione rilevante in Piemonte per alcune colture, in particolare riso e mais, che necessitano ancora di significativi quantitativi d’acqua.

La convocazione periodica dell’Osservatorio – evidenzia l’assessore Sapinet – è fondamentale perché ci consente di avere un quadro costantemente aggiornato della situazione, grazie al contributo di tutte le strutture e degli enti coinvolti. Il monitoraggio continuo dei dati ci permette di valutare tempestivamente l’eventuale necessità di adottare nelle prossime settimane misure emergenziali e, allo stesso tempo, di individuare gli interventi infrastrutturali necessari per accrescere la capacità del territorio di rispondere a condizioni climatiche sempre più complesse”.

“Situazione più critica del 2022”

Grazie al monitoraggio attivato per seguire l’evoluzione della crisi idrica, oggi disponiamo di dati oggettivi – sottolinea l’assessore Girod – che confermano una situazione già evidente. Questo ci consente di individuare gli interventi da attuare nell’immediato e di programmare le azioni necessarie nel medio e lungo periodo. La situazione è più critica rispetto al 2022: oltre la metà dei Consorzi di miglioramento fondiario monitorati ha segnalato difficoltà medio-alte nella disponibilità della risorsa idrica. Inoltre, sulla base delle segnalazioni pervenute, il 78% dei conduttori d’alpeggio prevede di dover anticipare la demonticazione di oltre dieci giorni, mentre la produzione foraggera registra una riduzione del 30%“. La prossima seduta dell’Osservatorio è prevista per l’inizio del mese di settembre.