Invecchiare mantenendo sotto controllo il grasso in eccesso e preservando la muscolatura è una delle sfide più complesse per la salute. La perdita di massa magra aumenta infatti il rischio di fragilità, gravi patologie metaboliche e riduzione dell’indipendenza. Spesso la soluzione proposta in ambito nutrizionale si concentra su un elevato consumo di proteine. Tuttavia un invecchiamento in salute potrebbe dipendere dalle proporzioni degli amminoacidi assunti invece che dalla quantità totale di macronutrienti. Una recente ricerca ha dimostrato che un regime alimentare a basso contenuto proteico, attentamente integrato con metionina, ha aiutato alcuni roditori a dimagrire salvaguardando la massa magra. Questa specifica dieta ha inoltre migliorato nettamente tutti i principali indicatori metabolici.
Il ruolo chiave della riprogrammazione metabolica
Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Cell Metabolism, ha testato questa innovativa alimentazione su topi di 20 mesi di età, un periodo biologico paragonabile a quello degli esseri umani che si avvicinano al 60° anno di vita. I laboratori della University of Southern California hanno ospitato gli animali all’interno di ambienti costantemente controllati. I roditori, che durante il giorno avevano la possibilità di correre sulle ruote raggiungendo velocità di circa 2 km/h, sono stati sottoposti a un regime alimentare speciale che prevedeva una quota ridotta di proteine complessive, attingendo per la maggior parte a fonti vegetali e ittiche.
L’elemento fondamentale di questa formulazione sperimentale era la metionina, un amminoacido essenziale ricavabile direttamente dal cibo. La combinazione studiata agisce direttamente deviando i segnali ormonali e avviando una riprogrammazione metabolica mirata. Il regime ha incrementato la produzione dell’ormone della crescita e del GLP-1, che regola glicemia e appetito, riducendo parallelamente i livelli di IGF-1. È stato inoltre registrato un notevole aumento del fattore di crescita dei fibroblasti 21 (FGF21), che spinge l’organismo a bruciare i grassi mentre la metionina protegge attivamente i tessuti magri.
I dati sulla popolazione e le prospettive
Per comprendere meglio le dinamiche sull’uomo, i ricercatori hanno analizzato i dati sanitari e le abitudini alimentari di oltre 200mila persone. L’osservazione ha fatto emergere che gli individui con l’apporto più alto di proteine animali presentavano maggiori probabilità di soffrire di obesità, e la diagnosi di diabete di tipo 2 era risultata quasi raddoppiata in questo specifico gruppo. Naturalmente, gli stessi ricercatori precisano che serviranno ampi e strutturati studi clinici sull’uomo prima di poter raccomandare l’uso di integratori di metionina o di promuovere drastiche riduzioni dell’apporto proteico quotidiano.
