Le agevolazioni sulle accise sui carburanti potrebbero cambiare nei prossimi mesi. A delineare il possibile scenario è stato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, intervenuto a margine dell’evento “La Piazza – Il Bene Comune” a Ceglie Messapica. Il ministro ha spiegato che gli interventi adottati dal Governo erano stati pensati come misure straordinarie per fronteggiare un’emergenza destinata inizialmente a durare poche settimane, ma il protrarsi delle tensioni internazionali ha modificato il quadro economico e imposto nuove valutazioni. “Speriamo che si riapra lo Stretto di Hormuz”, ha dichiarato Pichetto Fratin, facendo riferimento alla situazione geopolitica che continua a condizionare i mercati energetici e, di conseguenza, il prezzo dei carburanti.
Accise carburanti, il Governo valuta una rimodulazione degli aiuti
Il tema centrale riguarda la durata delle misure di contenimento del costo dell’energia e dei carburanti. Secondo il ministro, gli interventi sulle accise erano stati concepiti come una risposta temporanea a una situazione emergenziale, ma il protrarsi delle difficoltà ha reso necessario un nuovo equilibrio tra sostegno economico e sostenibilità dei conti pubblici. “Dall’altra parte, è chiaro che gli interventi, che abbiamo ancora prorogato fino al 5 settembre e che riguardano le accise, erano interventi straordinari su un fenomeno che doveva durare poche settimane. Purtroppo dura da mesi e chiaramente ci sono anche equilibri di bilancio dello Stato, perché non possiamo gravare eccessivamente”, ha spiegato Pichetto Fratin. Le parole del ministro indicano quindi una possibile fase di revisione delle misure attualmente in vigore, con l’obiettivo di concentrare le risorse disponibili laddove risultino maggiormente necessarie.
Possibili aiuti mirati: “si sta parlando di valutazioni più selettive”
Nel suo intervento, il ministro ha evidenziato come la situazione richieda una valutazione più mirata degli strumenti di sostegno. La proroga fino al 5 settembre rappresenta dunque un passaggio intermedio in attesa di nuove decisioni sulle modalità con cui proseguire gli interventi. “Sono tasse, comunque, che vengono indirizzate su questo; pertanto si sta parlando di valutazioni più selettive, quindi su settore o su fasce”, ha aggiunto il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. La prospettiva indicata è quella di un possibile superamento di una misura generalizzata per arrivare a interventi maggiormente concentrati su determinati comparti economici o categorie considerate più esposte agli effetti dell’aumento dei costi energetici.
Lo Stretto di Hormuz e l’impatto sui mercati energetici
Al centro delle preoccupazioni resta la crisi internazionale collegata allo Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi mondiali per il trasporto delle materie prime energetiche. Le tensioni nell’area hanno contribuito a mantenere alta l’attenzione sui prezzi del petrolio e sui riflessi che questi possono avere su carburanti, trasporti e costi di produzione. La durata superiore alle previsioni iniziali della crisi ha spinto il Governo a riconsiderare l’impianto degli interventi economici, tenendo conto della necessità di garantire un sostegno senza compromettere gli equilibri della finanza pubblica. Le prossime settimane saranno quindi decisive per capire quale sarà il futuro delle agevolazioni sulle accise.
