È morto mercoledì 19 agosto 2026 il sismologo Alberto Basili, dirigente tecnologo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e figura di riferimento per lo sviluppo del monitoraggio e della sorveglianza sismica in Italia. La sua scomparsa colpisce profondamente la comunità scientifica dell’INGV, dove Basili ha trascorso gran parte della propria vita professionale contribuendo alla costruzione e all’evoluzione delle strutture dedicate all’osservazione dei terremoti. Nel corso di una carriera iniziata alla fine degli anni Settanta, Basili ha ricoperto incarichi di crescente responsabilità, accompagnando direttamente la trasformazione dell’allora Istituto Nazionale di Geofisica, l’ING, fino alla nascita e allo sviluppo dell’attuale INGV. Un percorso professionale segnato dall’attività scientifica e tecnologica, dal coordinamento delle reti di monitoraggio e dalla formazione di numerosi tecnici, tecnologi e ricercatori.
Alberto Basili, una vita dedicata al monitoraggio dei terremoti in Italia
L’INGV ricorda Alberto Basili come “uno dei pilastri sui quali il monitoraggio e la sorveglianza sismica in Italia si è appoggiata e sviluppata: dirigente tecnologo dell’INGV riconosciuto e apprezzato in Italia e all’estero”. Parole che sintetizzano il ruolo avuto dal sismologo nella crescita delle capacità italiane di osservazione e analisi della sismicità. Il monitoraggio continuo del territorio nazionale rappresenta una delle attività fondamentali per lo studio dei terremoti e per la conoscenza dei fenomeni sismici, e proprio in questo settore Basili ha svolto per decenni una funzione di primo piano. La sua attività si è sviluppata in anni decisivi per l’evoluzione tecnologica delle reti sismiche e dei sistemi di acquisizione e analisi dei dati, contribuendo alla realizzazione di quella struttura scientifica e operativa sulla quale si è progressivamente consolidata la moderna sorveglianza sismica italiana.
L’ingresso nell’Istituto Nazionale di Geofisica nel 1979
La storia professionale di Alberto Basili all’interno dell’ente prende avvio nel 1979, quando viene assunto nell’allora Istituto Nazionale di Geofisica (ING). Basili entra nell’istituto dopo avere vinto il concorso per tre posti di Collaboratore Tecnico Professionale, classificandosi al primo posto. È l’inizio di un percorso durato decenni e sviluppatosi parallelamente alla trasformazione della ricerca geofisica italiana e all’ampliamento dei sistemi dedicati al controllo della sismicità del Paese. Nel tempo, le competenze maturate e il lavoro svolto nelle attività di osservazione e monitoraggio lo porteranno ad assumere incarichi di coordinamento sempre più rilevanti.
La Rete Sismica Mobile e gli incarichi di responsabilità
Un passaggio importante della carriera arriva nel 1989, quando Alberto Basili viene nominato Coordinatore del progetto “Rete Sismica Mobile”. Le reti sismiche rappresentano uno degli strumenti fondamentali per registrare e analizzare i terremoti. In questo ambito Basili ha partecipato direttamente alla crescita delle capacità tecnologiche e operative dell’istituto, occupandosi di un settore che sarebbe diventato sempre più centrale nella sorveglianza sismica nazionale. Nel 1993 gli viene quindi attribuito l’incarico di dirigente dell’Unità RMS “Ricerca e Monitoraggio Sismico” dell’ING, consolidando ulteriormente il suo ruolo all’interno dell’istituzione. Gli incarichi ricoperti testimoniano una presenza costante nelle fasi di sviluppo delle attività di ricerca, osservazione e monitoraggio dei terremoti, in un periodo nel quale l’evoluzione delle tecnologie avrebbe progressivamente consentito di ottenere dati sempre più numerosi e accurati sulla sismicità italiana.
Il contributo all’INGV
Il percorso di Alberto Basili non è legato soltanto allo sviluppo delle reti e delle tecnologie di monitoraggio. Il suo lavoro si intreccia infatti direttamente con la storia dell’istituzione che sarebbe successivamente diventata l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. L’INGV sottolinea come Alberto Basili “ha contribuito a costruire quello che sarebbe diventato poi l’INGV”, assumendo nel corso degli anni ruoli di responsabilità e coordinamento. Il suo contributo ha quindi accompagnato un lungo processo di crescita scientifica e organizzativa, all’interno del quale la sorveglianza sismica italiana si è strutturata e sviluppata fino a diventare una delle principali attività istituzionali dell’ente. Accanto agli incarichi operativi e gestionali, Basili ha dedicato una parte importante della propria attività anche alla trasmissione delle competenze maturate nel corso degli anni.
La formazione di generazioni di tecnologi, tecnici e ricercatori
Uno degli aspetti messi maggiormente in evidenza nel ricordo dell’INGV riguarda proprio il rapporto di Alberto Basili con le persone che hanno lavorato al suo fianco. Nel corso della sua lunga attività professionale ha infatti contribuito alla formazione di generazioni di tecnologi, tecnici e ricercatori, mettendo a disposizione esperienza e conoscenze accumulate durante decenni di lavoro nel campo della geofisica e del monitoraggio sismico. L’istituto ne ricorda in particolare il metodo e l’approccio al lavoro, sottolineando come abbia formato numerosi professionisti “con rigore scientifico, passione ed entusiasmo”. Un’eredità che va quindi oltre gli incarichi ricoperti e coinvolge direttamente il patrimonio umano e professionale costruito nel tempo all’interno dell’ente.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?