Allarme amianto a Roma dopo l’incendio tra Fonte Laurentina e Vallerano: diossine oltre le soglie, residenti barricati in casa

A due settimane dal rogo del 26 luglio continuano fumi e interventi dei Vigili del Fuoco. I comitati denunciano il rischio di dispersione di fibre di amianto, la Commissione Ecomafie apre un filone d’inchiesta e il Ministero dell’Ambiente chiede chiarimenti su possibili danni ambientali

A due settimane dal devastante incendio del 26 luglio resta alta la preoccupazione tra Fonte Laurentina e Vallerano, quartieri di Roma in forte espansione situati a pochi passi dal Grande raccordo anulare. Nell’area interessata dal rogo i Vigili del Fuoco continuano a intervenire per scongiurare la formazione di nuovi focolai, mentre i residenti denunciano la persistenza di un odore acre e irrespirabile e temono le possibili conseguenze della presenza di materiali pericolosi. Al centro dell’allarme c’è soprattutto il possibile rischio di dispersione nell’aria di fibre di amianto friabile, segnalato dai comitati di quartiere in un esposto. A preoccupare ulteriormente sono i risultati dei rilievi effettuati da Arpa Lazio, che, secondo quanto richiamato dai residenti, hanno già certificato una concentrazione di diossine nell’aria ampiamente superiore alle soglie di sicurezza e di attenzione raccomandate dall’Oms. L’area devastata dalle fiamme si trova a ridosso delle abitazioni, tra via Laurentina, Vallerano e il Gra. A distanza di circa due settimane dall’incendio, i mezzi dei Vigili del Fuoco continuano a muoversi nella zona, mentre la sera numerose famiglie riferiscono di essere costrette a tenere chiuse porte e finestre per evitare di respirare i fumi.

Incendio a Fonte Laurentina, il comitato: “sono quattro notti che i vigili del fuoco lavorano”

A descrivere una situazione ancora particolarmente difficile è Michele Ambrosone, presidente del comitato di quartiere Fonte Laurentina, che ricostruisce anche la storia dell’area interessata dal rogo e delle precedenti segnalazioni effettuate dai residenti. “Sono quattro notti che i vigili del fuoco lavorano a Fonte Laurentina. E il problema non è solo l’amianto – spiega all’Adnkronos Michele Ambrosone, presidente del comitato di quartiere Fonte Laurentina – A bruciare è stata una discarica segnalata da noi residenti già nel 2014, senza che nessuno mai si attivasse per bonificarla. Si sono limitati a sgomberare gli insediamenti abusivi che lì sorgevano, senza però andare in profondità, per accertare cosa ci fosse immediatamente sotto il terreno. Hanno aspettato che succedesse una cosa del genere e ora, la sera, siamo avviluppati dai fumi tossici. Costretti a chiudere le finestre per l’odore acre e irrespirabile”. Secondo quanto riferito dal presidente del comitato, dunque, quella interessata dalle fiamme sarebbe una discarica già segnalata nel 2014. Gli insediamenti abusivi presenti nella zona sarebbero stati successivamente sgomberati, ma senza una verifica approfondita, secondo il racconto dei residenti, dei materiali presenti immediatamente sotto il terreno. La preoccupazione riguarda quindi non soltanto ciò che è stato visibile durante l’incendio, ma soprattutto la natura dei rifiuti presenti nel sottosuolo e la possibilità che il calore e le fiamme abbiano favorito il rilascio nell’ambiente di sostanze potenzialmente pericolose.

Amianto e diossine, chiesta la sanificazione delle scuole prima della riapertura

Il comitato di Fonte Laurentina afferma di avere già interessato gli enti competenti e ha sollevato anche il problema della prossima riapertura delle scuole, chiedendo interventi di sanificazione negli istituti della zona. “Come comitato di quartiere ho mandato note a tutti gli enti preposti, non sappiamo più cosa fare. Siamo preoccupati, ieri abbiamo preparato una nota affinché si proceda alla sanificazione di tutte le aule in vista della riapertura delle scuole”, spiega ancora Ambrosone. L’attenzione dei residenti resta concentrata sulla necessità di conoscere con precisione quali materiali siano stati interessati dall’incendio e quali possano essere le conseguenze della loro eventuale combustione o dispersione nell’ambiente. Il tema assume particolare rilievo proprio per la vicinanza dell’area colpita dalle fiamme alle abitazioni e ai quartieri densamente popolati, oltre che per la presenza di scuole che dovranno tornare operative nelle prossime settimane.

Vallerano, i residenti temono amianto e conseguenze sulla salute

Preoccupazioni analoghe arrivano dalla vicina Vallerano. Anche in questo caso il punto centrale resta l’incertezza sulla composizione dei materiali presenti nell’area interessata dal rogo. “A preoccuparci è, più di tutto, il fatto di non sapere cosa ci sia di preciso nel terreno andato a fuoco – dice all’Adnkronos il presidente del comitato di quartiere, Mario Pagani – Se c’é l’amianto, non sappiamo che rischi per la salute ci siano, se è andato a fuoco, se si è volatilizzato. E stiamo valutando se iniziare un percorso legale proprio per cercare di inserci nel percorso della magistratura e capire cosa succede. D’altronde, è consistente anche il rischio della svalutazione immobiliare. Come comitati di quartiere abbiamo mandato un esposto: non c’é stata una risposta da nessuno, l’unico che si è mosso è stato il senatore Andrea De Priamo, che ha trasmesso la nostra nota alla commissione ecomafie”. Il presidente del comitato di quartiere Mario Pagani evidenzia quindi due aspetti distinti: da una parte il timore per i possibili rischi sanitari legati all’amianto, dall’altra le possibili ripercussioni sulla valutazione degli immobili presenti nei quartieri coinvolti. I comitati stanno inoltre valutando la possibilità di avviare un percorso legale per poter seguire più da vicino gli sviluppi dell’attività della magistratura e ottenere informazioni sulla natura dei materiali presenti nell’area. Secondo quanto riferito, l’esposto presentato dai comitati è stato trasmesso dal senatore Andrea De Priamo alla Commissione parlamentare Ecomafie.

Commissione Ecomafie, aperto un filone d’inchiesta sull’incendio

Sul caso è intervenuto anche Jacopo Morrone, presidente della Commissione Ecomafie, che ha confermato l’avvio di un approfondimento parlamentare sulla gestione dei rifiuti presenti nell’area interessata dall’incendio. “Auspichiamo interventi tempestivi da parte degli amministratori locali e degli uffici tecnici coinvolti a tutela della salute pubblica e dell’ambiente e soprattutto per dare notizie certe e chiare ai residenti legittimamente preoccupati. Siamo quindi in attesa che sia accertata la natura dei materiali coinvolti nel rogo e la loro pericolosità”, dice all’Adnkronos Jacopo Morrone, presidente della commissione ecomafie. La Commissione si è già recata sul posto insieme ai tecnici di Arpa Lazio, alle Forze dell’Ordine e ai Vigili del Fuoco. “Per quel che ci riguarda – spiega – abbiamo immediatamente risposto alla richiesta di approfondimento avanzata da alcuni commissari recandoci sul posto per una prima verifica accompagnati dai tecnici di Arpa Lazio, delle Forze dell’Ordine e dei Vigili del Fuoco. Quello che abbiamo già potuto fare come Commissione è aprire un filone d’inchiesta per acquisire in tempi utili documentazione e notizie di eventuali illeciti nella gestione dei rifiuti attraverso apposite audizioni”. L’obiettivo della Commissione è dunque acquisire documenti e informazioni che consentano di verificare l’eventuale esistenza di illeciti nella gestione dei rifiuti presenti nell’area.

Terreni ancora da analizzare, l’area è sotto sequestro della Procura di Roma

Morrone ha precisato che la Commissione parlamentare Ecomafie non ha competenze dirette per effettuare le analisi dei terreni e dei materiali interessati dalle fiamme. “Non rientra fra i compiti della Commissione parlamentare -precisa Morrone- effettuare le analisi dei terreni interessati dal vasto incendio divampato il 26 luglio scorso nell’area compresa tra via Laurentina e via di Vallerano, nel IX Municipio di Roma. Al momento del sopralluogo c’era ancora un incendio in atto e quindi non sussistevano le condizioni per analisi approfondite del terreno e dei rifiuti interrati. Quindi ancora non possiamo avere riscontri analitici dalle autorità competenti. Ricordo anche che l’area è sottoposta a sequestro dalla Procura della Repubblica di Roma – conclude Morrone – Prioritario è infatti verificare eventuali responsabilità e l’esistenza di attività illecite di gestione dei rifiuti”. Al momento del sopralluogo, dunque, erano ancora presenti focolai attivi, circostanza che non consentiva di effettuare approfondite analisi del terreno e dei rifiuti interrati. L’area è inoltre sottoposta a sequestro dalla Procura della Repubblica di Roma. Le verifiche dovranno chiarire sia la natura dei materiali coinvolti sia l’eventuale sussistenza di responsabilità e attività illecite legate alla gestione dei rifiuti.

Ministero dell’Ambiente chiede informazioni su possibili danni ambientali

La vicenda è arrivata anche all’attenzione del Ministero dell’Ambiente. In una circolare datata 7 agosto e inviata, tra gli altri, al Comune di Roma, alla Regione Lazio, ad Arpa Lazio, alla Prefettura e ai comitati di quartiere di Fonte Laurentina e Vallerano, il Ministero ha richiamato espressamente le preoccupazioni manifestate dagli abitanti. Nel documento vengono citati sia i timori relativi alle concentrazioni di diossine, indicate come ampiamente superiori alle soglie di sicurezza, sia il possibile rischio di dispersione nell’aria di fibre di amianto. Il Ministero ha quindi chiesto alle amministrazioni e agli enti interessati di essere informato in merito “all’eventuale insorgenza di profili di danno e/o minaccia di danno ambientale”. Il nodo centrale resta dunque l’accertamento tecnico della natura dei materiali bruciati e interrati nell’area compresa tra Fonte Laurentina, Vallerano e via Laurentina, insieme alla verifica dell’effettiva presenza di amianto e della sua eventuale dispersione. A distanza di due settimane dall’incendio del 26 luglio, mentre i Vigili del Fuoco continuano a presidiare la zona e a intervenire sui nuovi focolai, i residenti attendono risultati analitici e risposte definitive sulla qualità dell’aria, sui terreni e sui possibili rischi ambientali e sanitari.