La giornata di oggi, martedì 18 agosto 2026, segna un netto e diffuso cambio di passo sul profilo atmosferico del Meridione, in piena coerenza con le nostre previsioni meteo dei giorni scorsi. Dopo i forti temporali notturni sul Basso Tirreno, l’aria è rinfrescata ovunque regalando un clima piacevolmente ventilato, instabile e privo di quella cappa umida e afosa che aveva caratterizzato la prima parte del mese. Sulle regioni adriatiche la convezione diurna sta generando forti temporali, concentrati in particolar modo in Puglia tra il comparto delle Murge e la penisola salentina. I rilevamenti pluviometrici ufficiali mostrano accumuli importanti: si registrano 51mm a Castellana Grotte, 38mm a Porto Cesareo, 35mm a Maruggio, 24mm a Supersano, 16mm a Scorrano, 15mm a Minervino di Lecce e 10mm a Putignano.
Le rilevazioni termiche delle ore 15:00 confermano quadri valori pienamente respirabili e in molti casi al di sotto delle medie climatologiche del periodo. La colonnina di mercurio indica infatti +26°C a Lecce, +28°C a Taranto e +29°C a Bari e Brindisi. Valori simili si misurano sul versante tirrenico e ionico, con +29°C a Napoli, +28°C a Crotone, +27°C a Catanzaro e +26°C a Vibo Valentia. Persino Cosenza e Foggia, tradizionalmente le città più roventi del Sud per via della loro orografia continentale lontana dal mare, sono bloccate a soli +31°C. In Sicilia si registrano +31°C a Palermo, +29°C a Catania e +30°C a Messina dopo le violente piogge della notte. Nel corso della serata le temperature scenderanno ulteriormente, mentre la giornata di domani, mercoledì 19 agosto, sarà ancor più fresca e limpida, grazie all’ingresso di correnti terse settentrionali capaci di ripulire l’aria.
La bufala dell’Anticiclone Africano: la differenza scientifica tra caldo stazionario e richiamo ciclonico
A partire da giovedì 20 agosto si assisterà a un lento e modesto incremento delle temperature, nell’ordine di 2-3°C entro sabato 22, ma occorre smentire con decisione i soliti allarmismi catastrofisti che paventano il ritorno del drago africano. Non vi sarà alcuna struttura di alta pressione africana sul Mediterraneo: il promontorio sub-tropicale rimarrà confinato e appiattito lungo i paralleli sahariani nell’entroterra nordafricano, del tutto incapace di spingersi verso la Penisola. Il rialzo termico sarà determinato esclusivamente dalla rotazione delle correnti dai quadranti meridionali, attivata in modo prefrontale dall’affondo di un profondo ciclone atlantico destinato a bersagliare il Nord Italia con piogge autunnali e freddo anomalo.
Questa configurazione sinottica rappresenterà il leitmotiv dei prossimi dieci giorni, prolungandosi fino ai primi giorni di settembre. Sull’Europa occidentale e sul Mediterraneo si sgranerà un vero e proprio treno di perturbazioni oceaniche. Il meccanismo fisico è chiaro: mentre dal punto di vista meteorologico il Nord Italia scivolerà in un autunno precoce e piovoso, il Sud si troverà sulla traiettoria delle vampate di caldo prefrontale, ossia risalite d’aria calda di risposta causate dal richiamo ciclonico delle basse pressioni posizionate tra Spagna, Francia e Baleari. Non si tratta di stabilità atmosferica, ma della componente calda e turbolenta che precede il passaggio dei fronti freddi.
La cronologia dei prossimi 15 giorni al Sud: la grande altalena tra Scirocco e Maestrale
L’evoluzione meteo per i prossimi quindici giorni da Roma in giù sarà contrassegnata da una spiccata altalena termica, in cui brevi picchi caldi si alterneranno a repentine sfuriate di Maestrale e aria fresca atlantica. La prima fiammata prefrontale si concretizzerà durante il fine settimana, tra sabato 22, domenica 23 e lunedì 24 agosto, seguita da un immediato e brusco ricambio d’aria condotto da freschi venti settentrionali. Un secondo e più marcato affondo atlantico produrrà una nuova vampata di caldo prefrontale tra martedì 25 e mercoledì 26 agosto, a cui farà seguito una severa e diffusa rinfrescata tra giovedì 27 e venerdì 28 agosto.
La tendenza a lungo termine mostra il medesimo schema reiterarsi sul finire del mese: un terzo richiamo d’aria calda si attiverà tra sabato 29 e lunedì 31 agosto, per poi cedere il passo a una vigorosa irruzione d’aria fresca e perturbata tra martedì 1 e giovedì 3 settembre. Le medesime perturbazioni responsabili del maltempo estremo al Settentrione garantiranno quindi al Meridione un continuo ricambio d’aria, impedendo qualunque fenomeno di ristagno della calura sul territorio.
Come funziona il caldo prefrontale: venti di Scirocco, sabbia del Sahara ed effetto Favonio
La natura delle ondate di caldo prefrontale differisce radicalmente da quella delle fasi anticicloniche oppressive sperimentate a luglio. In primo luogo si tratta di episodi estremamente brevi, della durata massima di 24-48 ore, destinati a rientrare rapidamente grazie ai successivi fronti freddi. Inoltre, il quadro atmosferico durante queste fiammate non è affatto soleggiato e stabile, ma si presenta con cieli molto nuvolosi, pulviscolo di sabbia del Sahara in forte sospensione e sostenuta ventilazione di Scirocco e Libeccio.
La presenza dei venti dai quadranti meridionali condizionerà le temperature reali a seconda dell’orografia locale. Tutte le città costiere esposte a Sud o affacciate direttamente sui bacini meridionali — come Napoli, Salerno, Taranto, Lecce, Crotone, Catanzaro, Reggio Calabria, Messina, Catania, Siracusa, Agrigento e Trapani — vedranno il vento soffiare direttamente dalla superficie marina, fattore che mitigherà l’aria impedendo alla colonnina di mercurio di raggiungere picchi estremi. Al contrario, soltanto i versanti sottovento esposti a Nord come Palermo, Bari, Foggia, Pescara e Termoli potranno sfiorare i +40°C a causa dell’effetto favonio, ovvero il riscaldamento dell’aria per compressione adiabatica lungo i pendii montuosi. Nel complesso, non vi è alcun paragone con la devastante e prolungata ondata di calore di metà luglio: il Sud vivrà dinamiche tipiche di fine estate, movimentate, ventilate e prive dei tratti d’invivibilità del caldo africano.
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