La sofferenza dovuta al caldo di questi giorni, affatto eccezionale e per nulla da record ma comunque ancora tipicamente estivo nelle Regioni del Sud, sta per finire. E non solo perchè la sciroccata ha le ore contate e si concluderà nel weekend, tra sabato 29 e domenica 30 agosto, ma soprattutto perchè la prossima settimana sarà quella della definitiva svolta stagionale anche nelle Regioni meridionali. Le elaborazioni modellistiche della notte provenienti dal centro di calcolo europeo ECMWF — unanimemente riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale come il modello meteorologico più affidabile e preciso nel decifrare le tendenze a medio e lungo termine — sciolgono le ultime riserve sull’evoluzione dell’avvio di settembre.
Le mappe sinottiche confermano in modo perentorio quanto delineato nei giorni scorsi: la vera rottura stagionale e la prima burrasca di fine estate colpiscano con forza il Centro/Sud Italia nella prima settimana del nuovo mese. Non si tratta più di una semplice ipotesi a lungo raggio, ma di una solida traiettoria previsionale che vede l’inizio dell’autunno concretizzarsi tra giovedì 3, venerdì 4, sabato 5 e domenica 6 settembre. Si profilano quattro giorni consecutivi di spiccato e severo maltempo, destinati a mettere la parola fine alla stagione estiva sul Meridione.
La virata delle mappe: dal Mar Jonio al Mar Tirreno, la Sardegna al centro del maltempo
Pur confermando l’impianto generale dell’affondo perturbato, gli ultimi dati della notte apportano un’aggiornata e sostanziale modifica alla posizione della struttura ciclonica. Se nelle simulazioni di ieri notte il minimo di bassa pressione tendeva a isolarsi sul Mar Jonio, l’ultimo run del modello ECMWF mostra un perno ciclonico posizionato più a ovest, direttamente nel cuore del Mar Tirreno. Questa collocazione barica implica un diretto e ben più marcato coinvolgimento della Sardegna, che verrebbe investita a pieno dal ramo freddo e instabile del sistema con abbondanti precipitazioni ed estese celle convettive. Trattandosi di una proiezione a 7-8 giorni di distanza, la collocazione esatta del perno ciclonico — sia esso posizionato sul bacino tirrenico o su quello jonico — va trattata con il doveroso uso del condizionale. Se una distanza di una settimana è elevata per definire i micro-dettagli territoriali, risulta invece perfetta per confermare la tendenza di fondo: la prima grande tempesta equinoziale si abbatterà con decisione sul Mezzogiorno.
L’analisi sinottica e pluviometrica: la dinamica della prima vera burrasca di fine estate
Sotto il profilo strettamente termodinamico, le carte sinottiche e pluviometriche del centro europeo mostrano l’affondo di una vasta saccatura polare alimentata da aria fresca ed instabile, la quale, scivolando lungo il bordo orientale dell’anticiclone in elevazione sul Nord-Ovest europeo e sulla Francia, andrà a chiudere un profondo Ciclone Mediterraneo. Questo isolamento in quota scatenerà una violenta ciclogenesi sui mari meridionali, innescando piogge a carattere di nubifragio, forti raffiche di vento e mari agitati. Occorre distinguere nettamente il temporaneo ridimensionamento termico atteso nel corso dell’imminente fine settimana dal vero e proprio crollo termico previsto tra il 3 e il 6 settembre. Se il rinfresco del weekend servirà soltanto a smorzare l’avvezione prefrontale in corso, la tempesta di inizio settembre determinerà il vero e proprio cambio stagionale. È quanto già avvenuto al Nord Italia subito dopo Ferragosto con l’arrivo del clima autunnale: ora il medesimo processo si estenderà al Sud.



Addio all’Estate: la chiusura della stagione al Meridione e le prospettive di settembre
Con questa imponente offensiva ciclonica la stagione estiva giunge al suo atto conclusivo anche sulle regioni meridionali e sulle Isole Maggiori. Gli ultimi giorni di agosto e i primissimi di settembre rappresentano l’ultima parentesi estiva di questo 2026 sul Mezzogiorno. Dopo il passaggio del Ciclone Mediterraneo e la fase di forte instabilità del 3-6 settembre, eventuali successive rimonte di aria mite si configureranno esclusivamente come brevi ed isolati colpi di coda estivi, ovvero classiche ottobrate dal sapore temperato e mai minimamente paragonabili al quadro termico vissuto nei mesi centrali della stagione. L’autunno si appresta dunque a conquistare in modo definitivo l’intera Penisola, chiudendo un lungo ciclo stagionale sotto l’incalzare delle prime grandi tempeste atlantiche e mediterranee.



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