In questo pomeriggio di domenica 9 agosto 2026, la Penisola si trova completamente sopraffatta da una violenta ed estesa instabilità convettiva. Come ampiamente previsto dalle analisi meteorologiche, la progressiva disgregazione dell’alta pressione e l’ingresso di correnti più fresche in quota stanno scatenando la proliferazione di imponenti cumulonembi in ogni angolo del Paese. Dalle Alpi alle isole maggiori, il cielo ha cambiato radicalmente volto nell’arco di pochissime ore: il sole si oscura in modo minaccioso su un territorio vastissimo, minacciando direttamente grandi aree metropolitane e centri urbani da Torino a Catania. Ci troviamo di fronte a una vera e propria fase d’urto del maltempo ad evoluzione diurna, caratterizzata da celle temporalesche ad alta energia capaci di generare nubifragi, locali grandinate e un repentino abbattimento delle temperature.
Il maltempo al Nord-Ovest: temporali tra Piemonte e Liguria verso le pianure
Sulle regioni del Settentrione, l’asse dell’instabilità sta colpendo con particolare veemenza il Nord-Ovest, concentrandosi tra il Piemonte e l’entroterra della Liguria. Nuclei temporaleschi di notevole intensità si sono formati lungo l’arco alpino e prealpino e stanno premendo con decisione verso la pianura, pronti ad investire direttamente i capoluoghi di Torino, Biella e Cuneo. In provincia di Cuneo le precipitazioni hanno già iniziato a bagnare il territorio con accumuli di 7mm di pioggia a Neraissa e 6mm a Vinadio Stura di Demonte. I fenomeni più pesanti e organizzati si stanno tuttavia verificando nell’entroterra ligure di Ponente, al confine con il cuneese, nella provincia di Imperia, dove i pluviometri registrano 25mm a Loggia, 24mm a Triora, 22mm a Poggio Fearza, 21mm a Pornassio, 16mm al Colle di Nava e 10mm a Ponte di Nava. Parallelamente, ulteriori temporali pomeridiani sono in fase di gestazione lungo l’Appennino emiliano, puntando verso la pianura, mentre in Toscana le celle più vivaci interessano la provincia di Grosseto, dove si registrano 16mm a Gerfalco.
Centro Italia sotto tiro e forte maltempo in Campania nel Cilento
Spostando lo sguardo verso le regioni centrali, rovesci temporaleschi a macchia di leopardo si stanno sviluppando lungo la dorsale appenninica tra Lazio ed Abruzzo, aree dove l’attività convettiva è destinata ad intensificarsi sensibilmente nelle prossime ore. Scendendo verso il Meridione, la Campania sta vivendo una nuova fase di forte maltempo, localizzata in modo specifico nel comprensorio del Cilento. La convergenza tra i flussi e il riscaldamento dei bassi strati ha scatenato piogge torrenziali che hanno scaricato 28mm di pioggia a Rofrano, 15mm a Laurino, 6mm a Sant’Angelo a Fasanella, 5mm a Roscigno e 4mm a Campora. Si tratta di rovesci intensi che anticipano una serata ancora fortemente perturbata lungo l’intero versante tirrenico.
La Calabria e l’incredibile record della Sila: temporali dall’Aspromonte alle Serre
In Calabria si assiste a una situazione meteorologica di assoluta eccezionalità, non tanto per i picchi pluviometrici istantanei, quanto per una continuità temporalesca davvero rara. In Sila si registra infatti l’ottavo giorno di pioggia negli ultimi nove, a testimonianza di una lacuna barica ormai insanabile che continua a far maturare temporali nello stesso punto: si misurano 13mm a Villaggio Mancuso, 10mm a Carlopoli e 7mm a Soveria Simeri. Celle di dimensioni più ridotte ma molto concentrate e rumorose si sono accese sulle Serre, con 5mm a Martone, e sull’Aspromonte. Sulle colline che sovrastano Reggio Calabria il cielo si è trasformato in un muro nero con tuoni cupi ben udibili in città, facendo registrare 8mm a Cardeto, 5mm a Roccaforte del Greco e 2mm a Bagaladi.
Il cuore del maltempo è in Sicilia: nubifragi devastanti tra Etna, Nebrodi e Iblei
Il settore più colpito dell’intera Penisola in queste ore è senza ombra di dubbio la Sicilia, dove si stanno scatenando i super temporali più violenti e spettacolari in assoluto. Un’imponente barriera di cumulonembi ha completamente avvolto la fascia montana compresa tra Etna, Peloritani e Nebrodi, provocando un oscuramento totale del cielo. Piove a dirotto nel tratto compreso tra Messina e Catania; il buio temporalesco ha valicato lo Stretto oscurando il sole anche a Reggio Calabria, privando della luce solare circa un milione di persone e lasciando al buio alcune delle spiagge più ambite d’Italia in pieno pomeriggio domenicale. Tra i rilievi etnei e peloritani si misurano accumuli rilevanti con 26mm al Rifugio Sapienza, 25mm a Floresta, 14mm a Graniti, 13mm a Roccafiorita, 12mm al Monte Colla, 9mm a Montagna Grande, 8mm a Mandanici, 7mm a Santa Domenica Vittoria, Rimiti e Antillo, 6mm a Piano Provenzana, 4mm a Mastrostefano, 3mm a Pagliara e Maniace, e 1mm a Taormina. Vero e proprio nubifragio anche sui Monti Iblei dove si abbatte una bomba d’acqua con 71mm a Grammichele, 21mm alla diga Ragoleto e 3mm a Ragusa. Questa fase di meteo estremo è tuttavia soltanto alle battute iniziali: nei prossimi minuti e durante il tardo pomeriggio i temporali si intensificheranno ulteriormente, estendendo il loro raggio d’azione su gran parte del Paese.
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