La giornata odierna di mercoledì 26 agosto 2026 si configura sul territorio italiano come una provvidenziale finestra di transizione e temporanea stabilità atmosferica. Dopo le violente manifestazioni di maltempo estremo registrate nella giornata di ieri, culminate con la formazione di tre tornado che hanno sferzato la zona di Orvieto e la provincia di Latina nel Centro Italia, il sole è tornato a splendere su gran parte del Paese. Il quadro termico si mantiene mite e gradevole, del tutto privo di accessi opprimenti. Sulle regioni centrali, in particolare tra la Toscana e l’Umbria, le temperature massime sfiorano i +30°C a fronte di minime notturne scese attorno ai +20°C. In Pianura Padana si respirano valori diurni di +27/+29°C dopo minime notturne comprese tra +16°C e +17°C, testimoniando una circolazione ormai di impronta chiaramente settembrina ed autunnale su tutto il Settentrione.
Sulle regioni meridionali la rotazione delle correnti dai quadranti meridionali sta riattivando la risalita d’aria calda, ma la distribuzione del calore si presenta marcatamente discontinua e a macchia di leopardo sul territorio. I rilevamenti effettuati alle ore 14:30 mostrano valori ampiamente contenuti nelle principali città costiere: si registrano +32°C a Palermo (massima assolutamente in linea con le medie stagionali!) e +34°C a Cagliari, i due capoluoghi delle isole maggiori, mentre si attestano sui +33°C a Catania, +32°C a Messina, +31°C a Bari e Reggio Calabria, +30°C a Brindisi e Crotone. In Puglia si assiste a una netta flessione termica rispetto ai picchi registrati ieri, quando la ventilazione cadente di garbino aveva spinto la colonnina di mercurio fino a +35/+36°C. Le previsioni allarmistiche che ventilavano temperature estreme addirittura di +40/+45°C sono state categoricamente smentite dai fatti: nessuna grande città italiana ha raggiunto la soglia dei quaranta gradi, e la calura sfiora i +38/+39°C esclusivamente in ristrette ed isolate vallate interne della Sicilia soggette all’effetto favonio (foehn), mentre anche a Napoli, la principale città del Sud, i termometri si fermano a +33°C dopo una minima giornaliera di +26°C, valori del tutto ordinari per la fine del mese di agosto.
Il Ciclone Raffaella e la fisica del caldo ciclonico: il ruolo della sabbia del Sahara
A partire dalle giornate di giovedì 27 agosto e venerdì 28 agosto la circolazione atmosferica europea subirà una nuova e severa recrudescenza a causa dell’avanzamento del Ciclone Raffaella, una maestosa ed insidiosa tempesta oceanica posizionata tra l’Atlantico e il continente. Questa profonda struttura depressionaria sta attualmente investendo la Francia, l’Inghilterra, l’Irlanda e il Galles, per poi scivolare rapidamente verso la Germania, i Paesi Bassi, il Belgio, la Svizzera e l’Italia settentrionale. Il bordo orientale del ciclone innescherà un intenso richiamo d’aria meridionale diretto verso il Mediterraneo centrale, originando una nuova sciroccata prefrontale.
Sotto il profilo fisico e termodinamico, è fondamentale ribadire la netta differenza che intercorre tra il caldo stazionario di matrice anticiclonica e il caldo ciclonico di natura prefrontale. L’ondata di calore anticiclonica, tipica dei mesi di giugno e luglio, si caratterizza per tempo stabile, ventilazione assente, soleggiamento ininterrotto ed elevata compressione dell’aria verso il suolo. La risalita sciroccale dei prossimi giorni sarà invece guidata da correnti tese e da una marcata nuvolosità stratificata. Le rilevazioni satellitari mostrano una colossale massa di sabbia del Sahara in risalita diretta dal deserto nordafricano verso il cuore del bacino del Mediterraneo. Questa densa bolla di sabbia carica di preziosi minerali rende i cieli opachi, biancastri e giallastri, lattiginosi, creando una schermatura che riduce l’irraggiamento solare diretto e limita il riscaldamento del terreno. A questo si somma un determinante fattore astronomico: a fine agosto il sole tramonta circa un’ora prima e sorge un’ora dopo rispetto al solstizio d’estate, offrendo un arco diurno ridotto e notti più lunghe che favoriscono la dispersione termica notturna.
Allerta Meteo per Venerdì 28 e Sabato 29 Agosto: il picco del maltempo tra Nord, Centro e i temporali al Sud
La fase acuta dell’impatto del Ciclone Raffaella sulle regioni settentrionali si concretizzerà durante la giornata di venerdì 28 agosto, quando l’avvenuta convergenza nei bassi strati scatenerà piogge alluvionali in Piemonte, Lombardia e Valle d’Aosta, unitamente a forti temporali e rovesci di imponente intensità lungo le coste della Liguria. Nel corso del pomeriggio e della serata la linea di instabilità scivolerà verso l’alto Adriatico e la Toscana, per poi estendersi con veemenza nella giornata di sabato 29 agosto a gran parte delle regioni centrali e alla Sardegna. Si prevedono nubifragi e grandinate tra Umbria, Lazio, Marche, Abruzzo e Molise, con il rischio di allagamenti e severi colpi di vento.
La giornata di sabato segnerà inoltre un’evoluzione significativa per il Mezzogiorno. Se nella giornata di giovedì 27 agosto si potranno verificare soltanto brevissimi ed isolati temporali pomeridiani sulle zone interne montuose, nel pomeriggio di sabato 29 agosto lo sfondamento del fronte freddo favorirà l’innesco di temporali pomeridiani di rottura sia in Calabria che in Sicilia. Il transito della perturbazione metterà fine alla sciroccata a partire da sabato sulle regioni centrali e sui settori settentrionali del Sud, come la Campania, il Molise e la Puglia, mentre nella giornata di domenica 30 agosto i venti freschi di maestrale conquisteranno l’estremo Sud, determinando una sensibile diminuzione delle temperature sia sul territorio calabrese che su quello siciliano.
Tendenza a lungo termine: il ribaltone di inizio Settembre e l’arrivo dell’Autunno anche al Sud
Le proiezioni modellistiche a lungo termine per la prima settimana di settembre mostrano un vero e proprio ribaltone configurativo sulla scacchiera barica europea. L’assetto atmosferico vedrà l’Anticiclone delle Azzorre elevarsi verso il nord-ovest del Continente, mentre un flusso d’aria fredda di estrazione continentale scivolerà dai Balcani verso il Mediterraneo centro-meridionale. Tra mercoledì 2 settembre e venerdì 4 settembre si prospetta una vera e propria rottura stagionale diretta verso il Centro-Sud, caratterizzata da un crollo delle temperature particolarmente sensibile, piogge diffuse e rovesci temporaleschi.
Questa dinamica ricalca con qualche settimana di scarto lo stravolgimento atmosferico che ha colpito il Nord Italia subito dopo Ferragosto. Come è fisiologico secondo la climatologia peninsulare, la transizione verso la stagione autunnale tende a manifestarsi con qualche giorno di ritardo al Meridione, concretizzandosi all’avvio del mese di settembre. Trattandosi di proiezioni a 8-9 giorni di distanza, la tendenza richiede la dovuta cautela scientifica e necessiterà di ulteriori verifiche nei prossimi aggiornamenti, ma i centri di calcolo concordano nel delineare il definitivo tramonto della stabilità estiva su tutto il Paese.
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