Una catastrofica alluvione lampo ha seminato morte e distruzione nel Nord del Nepal, colpendo in particolare il distretto di Rasuwa e i villaggi situati lungo il corso del fiume Bhote Koshi, a ridosso del confine con il Tibet. Senza alcun preavviso e in assenza di precipitazioni significative a livello locale, un’immensa ondata di acqua e fango ha travolto abitazioni, mercati e 13 centrali idroelettriche, spazzando via 9 ponti vitali lungo i 60 km di strada che collegano la regione alla Cina. Oltre 200 camion sono stati travolti. Le autorità nepalesi hanno immediatamente mobilitato l’esercito e le forze di polizia per le operazioni di ricerca, mentre il bilancio delle vittime e dei dispersi si aggrava ora dopo ora. Le comunità a valle sono state evacuate tempestivamente sin dal primo momento per scongiurare una tragedia di proporzioni ancora maggiori. India e Cina hanno offerto assistenza. Il governo del Nepal ha fatto appello a ONG locali e internazionali per aiutare nelle operazioni di soccorso e soccorso.
Le cause e l’ipotesi sisma
Gli esperti stanno analizzando diverse teorie per spiegare l’origine di questa improvvisa e mortale ondata, la cui velocità ha toccato svariati km/h travolgendo tutto ciò che incontrava sul suo percorso. La causa principale, secondo quanto dichiarato dal Ministro degli Esteri nepalese Shishir Khanal, risiederebbe in un evento sismico. Un terremoto magnitudo 4.4 è stato registrato dalle reti di monitoraggio globali proprio nella regione al confine tra Cina e Nepal. Questo sisma avrebbe innescato una gigantesca frana sul versante tibetano, ostruendo temporaneamente il corso del fiume Bhote Koshi. La successiva e fulminea rottura di questo sbarramento naturale avrebbe rilasciato a valle l’enorme volume d’acqua accumulato in brevissimo tempo, dando origine al disastro.
I cedimenti glaciali monitorati dallo Spazio
Le indagini restano tuttavia aperte per valutare altre dinamiche concorrenti. Le agenzie di monitoraggio ambientale stanno prendendo in seria considerazione l’ipotesi di un cedimento strutturale di un bacino d’alta quota, fenomeno noto come GLOF (inondazione causata dalla rottura di un lago glaciale). Questa dinamica accade frequentemente nella regione himalayana, dove l’innalzamento delle temperature spinge costantemente il termometro di parecchi gradi oltre le medie stagionali. Le immagini satellitari, catturate direttamente dallo Spazio, hanno mostrato forti precipitazioni nel versante tibetano che potrebbero aver contribuito a sovraccaricare il bacino o a instabilizzare ulteriormente i pendii a Nord/Est dell’area colpita, già compromessi dall’attività sismica.



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