Mentre continua a salire inesorabilmente il numero delle vittime della terribile alluvione che ha colpito un’rea del nord del Nepal al confine con il Tibet, una nuova frana nella zona ha fermato i soccorsi. L’ultimo bilancio fornito dalle autorità nepalesi è salito a 734 morti e 2.498 dispersi. I media statali cinesi hanno a loro volta riportato un bilancio di 16 morti e 546 dispersi sul proprio territorio, portando il totale delle vittime della catastrofe a 750 morti e 3.044 dispersi. Intanto, i soccorritori impegnati nelle operazioni nei pressi del valico di Gyirong, in Tibet, sono stati trasferiti in un luogo sicuro dopo il rilevamento di una nuova frana nell’area colpita dal disastro, ha riferito il Ministero cinese per la Gestione delle Emergenze.
Secondo il Ministero, nella serata di ieri un drone di monitoraggio ha rilevato una frana circa 2,8 chilometri a valle del lago barriera formatosi sul fiume Puruoqiang Zangbu. La frana ha creato un nuovo sbarramento naturale, con la conseguente formazione di un nuovo lago barriera. Il Ministero ha quindi convocato rapidamente esperti per analizzare e valutare la situazione e, per garantire la sicurezza delle operazioni di soccorso, ha trasferito il personale impegnato nei lavori nei pressi del valico di Gyirong in una zona sicura. Il Ministero ha inoltre spiegato di aver inviato droni da ricognizione e droni ad alta capacità di carico per monitorare continuamente l’evoluzione del lago barriera e assistere le autorità locali nelle operazioni di soccorso e di gestione dell’emergenza.
Soccorritori accedono al sito idroelettrico dove sono intrappolati operai
Il Ministro dell’Energia nepalese ha annunciato che è stato praticato con successo un foro nel tunnel utilizzato per il passaggio dei cavi del sito idroelettrico dove sono intrappolati operai, riferisce la BBC. Secondo le prime ispezioni, all’interno non è stata rilevata alcuna presenza di detriti. Non è stato tuttavia ancora possibile stabilire alcun contatto con le persone eventualmente presenti all’interno. Il Ministro ha spiegato che è in corso il pompaggio di aria anche allo scopo di verificare se qualcuno si trovasse nelle vicinanze. L’obiettivo è raggiungere i tunnel principali dell’impianto attraverso questo cunicolo dei cavi. Esiste tuttavia il rischio che le operazioni di soccorso possano essere ostacolate o addirittura sospese “per qualche tempo”, a causa dell’aumento della portata d’acqua determinato dalle piogge continue.
La Cina rivela la nazionalità di 261 stranieri dispersi in Tibet
Le autorità cinesi hanno rivelato, per la prima volta dalla frana di mercoledì 26 agosto al confine tra Nepal e Tibet, le 23 nazionalità dei 261 stranieri che risultano ancora dispersi su un totale di 546 persone. Si tratta di 104 cittadini dal Nepal, 49 dall’India, 33 dalla Lettonia, 18 dagli Stati Uniti, 15 dal Regno Unito, 6 dal Canada e 6 dall’Australia, 4 dal Sudafrica, 3 dalla Russia, 3 dalla Malaysia e 3 dalla Germania. Nell’elenco figurano anche 2 cittadini dai Paesi Bassi, 2 dalla Nuova Zelanda, 2 dall’Estonia, 2 dalla Francia e 2 dall’Irlanda. Infine risulta un disperso dalla Finlandia, uno dalla Lituania, uno dal Portogallo, uno dall’Ucraina, uno dalla Spagna, uno dall’Ungheria e uno dal Kazakistan. Le relative ambasciate sono state informate, ha detto un funzionario cinese nel corso di una conferenza stampa.


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