Caldo, siccità estrema, eventi alluvionali e perdita degli habitat naturali stanno mettendo sotto pressione la fauna selvatica italiana, secondo la Lipu-BirdLife Italia, che chiede al Governo di intervenire con una sospensione delle preaperture della caccia previste da mercoledì 2 settembre in 15 regioni. L’associazione ambientalista sostiene che le condizioni ambientali eccezionali vissute dal Paese rendano necessario un rinvio dell’attività venatoria, per evitare ulteriori pressioni su specie già colpite dalla crisi climatica e dalla progressiva riduzione degli ecosistemi naturali. “Caldo torrido, siccità estrema, alluvioni dovrebbero spingere ogni governo responsabile quantomeno a posticipare l’apertura della caccia alla fauna selvatica, già provata dai cambiamenti climatici e dalla riduzione e frammentazione degli habitat”. È questa la posizione espressa dalla Lipu, che chiede la cancellazione delle preaperture della caccia, previste per due settimane in diverse aree del territorio nazionale.
Preaperture della caccia, nel mirino 14 specie tra cui alzavola e quaglia
Le preaperture venatorie, previste dall’articolo 18, comma 2, della legge 157/92, riguardano 15 regioni italiane e coinvolgono complessivamente 14 specie. Secondo la Lipu, tra gli animali interessati figurano anche alcune specie che presentano criticità sul piano della conservazione e che, proprio per questo motivo, non dovrebbero essere oggetto di attività venatoria. Tra queste vengono citate l’alzavola e la quaglia, specie che secondo l’associazione necessiterebbero di maggiori tutele alla luce delle difficoltà ambientali. La richiesta della Lipu arriva in un momento segnato da una forte instabilità degli equilibri naturali, con fenomeni estremi che hanno interessato diverse aree del Paese: dalle ondate di calore prolungate alla scarsità d’acqua, fino agli episodi di maltempo intenso.
La richiesta della Lipu al Governo: “sospendere le preaperture e proclamare lo stato di emergenza ambientale”
A intervenire sulla questione è il presidente della Lipu-BirdLife Italia, Alessandro Polinori, che ha evidenziato il legame tra la situazione climatica attuale e la necessità di proteggere maggiormente la biodiversità. “Visti i pesantissimi effetti della crisi climatica che anche e soprattutto quest’anno hanno colpito il Paese – dichiara Alessandro Polinori, presidente della Lipu-BirdLife Italia – chiediamo al Governo la sospensione delle preaperture e la proclamazione dello stato d’emergenza ambientale, a tutela di una fauna già fortemente provata dal clima avverso”. Secondo l’associazione, l’attuale quadro ambientale richiederebbe quindi un approccio più prudente nella gestione della fauna selvatica, con misure capaci di tenere conto delle trasformazioni in corso negli ecosistemi.
Caccia e norme europee, la Lipu richiama i contenziosi aperti con Bruxelles
La Lipu sottolinea inoltre come la situazione della caccia in Italia sia da tempo al centro di rilievi a livello europeo. Secondo l’associazione, sul nostro Paese pesano già due contenziosi comunitari, aperti nel 2023, riguardanti la caccia agli uccelli in periodi vietati dalla Direttiva Uccelli e l’utilizzo di munizioni al piombo nelle zone umide. A questi temi potrebbe aggiungersi una nuova attenzione da parte delle istituzioni europee. La Lipu evidenzia infatti che proprio in questi giorni la commissaria all’ambiente della Commissione europea, Jessika Roswall, avrebbe pubblicamente annunciato che la proposta di legge italiana sulla caccia presenta elementi in contrasto con diverse norme comunitarie. Una situazione che, secondo l’associazione ambientalista, richiederebbe un cambio di direzione nelle politiche nazionali sulla gestione venatoria.
La richiesta di fermare la riforma della caccia e attuare le strategie europee su clima e biodiversità
Nel suo intervento, il presidente della Lipu ha chiesto al Governo di interrompere quelli che definisce tentativi di ampliamento delle possibilità di caccia e di concentrarsi invece sugli impegni ambientali assunti a livello europeo. “Il Governo – prosegue il presidente della Lipu-BirdLife Italia – ponga fine a questi continui tentativi di liberalizzare la caccia e dia finalmente non solo una risposta urgente alle richieste della Commissione europea, cancellando la riforma. E dia inoltre finalmente risposte alla crisi climatica e della biodiversità attraverso l’attuazione delle Strategie europee, dal Clima al Regolamento sul Ripristino della Natura”. Il confronto sulla stagione venatoria 2026 si inserisce dunque in un dibattito più ampio che riguarda il rapporto tra attività umane, tutela degli habitat e protezione delle specie selvatiche, con la richiesta delle associazioni ambientaliste di adottare misure più restrittive in una fase considerata particolarmente delicata per gli equilibri naturali.


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