Per oltre duemila anni uomini e donne hanno cercato parole, immagini e forme d’arte per raccontare Capri, la sua luce, i Faraglioni, la Grotta Azzurra, la Piazzetta e il suo rapporto inscindibile con il mare. Nella notte di San Lorenzo, però, il racconto si è capovolto: il 10 agosto è stata idealmente la stessa isola a raccontare sé stessa, trasformando il cielo sopra Marina Grande in un palcoscenico sospeso tra musica, arte, memoria e innovazione tecnologica. Il Porto Turistico di Capri ha ospitato una serata speciale di concerto, intrattenimento e spettacolo, promossa dalla città di Capri e dalla P.T.C. Porto Turistico di Capri, con la partnership di Artech e Dronisos. Protagonista musicale della serata è stato Antonello Venditti, tra i cantautori più conosciuti e rappresentativi della musica italiana, seguito dallo spettacolo luminoso “La Musa”, realizzato con 500 droni.
Antonello Venditti protagonista della notte di San Lorenzo a Capri
Ad aprire la serata è stato Antonello Venditti, che ha ripercorso davanti al pubblico alcuni dei brani che hanno segnato la sua carriera e la storia della canzone italiana. Il cantautore ha portato sul palco un repertorio composto da grandi classici, emozioni e canzoni entrate nell’immaginario collettivo, trasformando Marina Grande in uno scenario musicale particolarmente suggestivo nella notte tradizionalmente dedicata alle stelle cadenti e ai desideri. Alla musica è seguito il secondo grande momento dell’evento: “La Musa”, un racconto luminoso ideato per trasformare il cielo dell’isola in una vera e propria tela narrativa.
“La Musa”, 500 droni trasformano il cielo di Capri
Lo spettacolo ha ripreso il percorso narrativo iniziato nell’estate precedente, quando il primo drone show di San Lorenzo al Porto di Capri aveva celebrato l’identità dell’Isola Azzurra attraverso luci, simboli e immagini ispirate alle sue bellezze naturali, storiche e culturali. Per questa nuova edizione è stato sviluppato un progetto completamente differente. Per 12 minuti, 500 droni luminosi hanno disegnato immagini nel cielo sopra Marina Grande, trasformandolo simbolicamente in una pagina aperta sulla storia e sull’identità di Capri. Attraverso un linguaggio poetico e contemporaneo, la tecnologia è stata utilizzata per raccontare i luoghi più iconici dell’isola, il folklore, le tradizioni e le personalità artistiche che hanno contribuito, nel corso del tempo, alla costruzione della sua immagine culturale. “Siamo orgogliosi di avere avuto l’opportunità di tornare a Capri anche quest’anno. L’aspetto che rende questa tecnologia così stupefacente è la possibilità di trasformare il cielo in una tela in cui arte, tradizione e innovazione si incontrano. In questo racconto luminoso hanno preso vita nuovi luoghi simbolo dell’isola e, soprattutto, le figure che ne rappresentano l’anima nel mondo. Tra le presenze più significative di questa edizione c’è stata la figura ispirata alla Medusa di Jago, che ha preso simbolicamente vita in una rappresentazione capace di emozionare e di mettere in dialogo due forme d’arte apparentemente distanti. Il nostro obiettivo è rendere omaggio a Capri come luogo d’arte e bellezza”, commenta Luca Toscano, Founder & CEO di Artech.
La leggenda dell’isola-donna e il racconto dell’identità di Capri
Il filo narrativo dello spettacolo ha preso ispirazione dalla leggenda dell’isola-donna, separata per sempre dal proprio amore, il Vesuvio. Da quella ferita nasce idealmente una voce capace di attraversare il tempo e accompagnare il pubblico tra le diverse componenti dell’identità caprese e i frammenti di una memoria collettiva che rendono Capri un luogo riconoscibile in tutto il mondo. Nel cielo sono comparsi i Faraglioni, la Piazzetta, la Grotta Azzurra e la Lucertola Blu, insieme a elementi strettamente connessi al folklore e alle tradizioni locali, come il tamburello. Ogni figura è nata dalla precedente attraverso una trasformazione continua, senza interruzioni o sovrapposizioni. Lo spettacolo è stato costruito come una sorta di flusso di coscienza visivo nel quale il cielo ha accompagnato il pubblico all’interno della voce dell’isola. La tecnologia, in questa impostazione, non è stata utilizzata come elemento spettacolare fine a sé stesso, ma come strumento al servizio della memoria, dell’arte e dell’identità del territorio, un alfabeto luminoso attraverso il quale rappresentare una Capri capace contemporaneamente di custodire le proprie radici e aprirsi all’innovazione.
Capri come musa di artisti, scrittori e viaggiatori
Il racconto ha richiamato anche il ruolo assunto da Capri nella cultura internazionale nel corso dei secoli. Dai miti dell’antichità ai viaggiatori del Grand Tour, fino agli artisti che hanno scelto l’isola come luogo della propria ricerca e ai protagonisti della cultura contemporanea, Capri ha continuato a generare opere, visioni e storie. L’isola viene così rappresentata non soltanto come una destinazione turistica, ma come una musa capace di richiamare scrittori, musicisti, pittori, scultori, architetti e personalità culturali provenienti da tutto il mondo. Proprio questo rapporto tra paesaggio, mito e creatività è stato uno degli elementi centrali dello spettacolo realizzato nel cielo di Marina Grande.
La Medusa di Jago compare nel cielo dopo i Faraglioni
Tra le immagini più significative del drone show è comparsa, subito dopo i Faraglioni, la Medusa di Jago, opera attraverso la quale il mito classico viene reinterpretato attraverso un linguaggio artistico contemporaneo. L’immagine ha rappresentato simbolicamente l’incontro tra la pietra scolpita dal mare e quella modellata dall’uomo, tra il mito naturale dell’isola e quello riletto attraverso l’arte. È stato anche un omaggio all’artista che ha scelto Capri come luogo di appartenenza e che, con l’apertura del Jago Museum Capri negli spazi di Villa Lysis, ha aggiunto un nuovo capitolo alla lunga storia culturale dell’isola. La presenza della Medusa ha così messo in dialogo due forme d’arte apparentemente molto distanti: la scultura e la tecnologia dei droni luminosi.
L’omaggio a Peppino di Capri e Guido Lembo
Uno spettacolo costruito per raccontare l’anima di Capri non poteva concludersi senza ricordare alcune delle voci che quell’anima hanno contribuito a raccontare attraverso la musica. Uno degli omaggi è stato dedicato a Peppino di Capri, la cui storia artistica è legata da oltre sessantacinque anni all’isola, ai suoi palcoscenici e alle sue piazze. “Champagne” e “Luna Caprese” hanno accompagnato il saluto al Maestro, richiamando un rapporto fatto di musica e affetto reciproco. Un altro momento è stato dedicato a Guido Lembo, figura profondamente legata alla vita culturale e notturna caprese. La sua taverna ha rappresentato per decenni un luogo nel quale il confine tra artista e pubblico tendeva ad annullarsi, coinvolgendo cantanti, attori, turisti e frequentatori dell’isola. “Anema e Core” è diventato nel tempo molto più del nome di un locale, trasformandosi in uno dei simboli della Capri musicale e conviviale. L’omaggio a Peppino di Capri e Guido Lembo non è stato concepito soltanto come un ricordo, ma come un gesto di riconoscenza verso due artisti destinati a rimanere parte della voce dell’isola.
Il sindaco Falco: “un omaggio alla nostra storia”
A sottolineare il valore simbolico dello spettacolo è stato il sindaco del Comune di Capri, Paolo Falco. “Un evento di luci e droni che ha ripercorso la storia di Capri nei suoi tratti più tradizionali ed iconici fino agli eventi più attuali. Un omaggio alla nostra storia”, commenta Paolo Falco, sindaco del Comune di Capri. Una manifestazione che ha quindi unito le immagini più conosciute dell’isola con elementi della cultura contemporanea, proponendo una narrazione capace di attraversare epoche, tradizioni e linguaggi differenti.
Il Porto Turistico punta sul drone show come attrattore
Il progetto guarda anche alla possibilità di consolidare nel tempo l’appuntamento legato alla notte di San Lorenzo. Dopo l’esperienza dello scorso anno, il Porto Turistico di Capri ha sostenuto nuovamente l’iniziativa con l’obiettivo di rafforzare un format capace di unire spettacolo, identità territoriale e promozione turistica. “Dopo il successo dello scorso anno, siamo orgogliosi di aver sostenuto anche quest’anno il drone show, uno spettacolo meraviglioso e che, potenzialmente, diventando un evento ricorrente, potrà anche essere un attrattore turistico”, aggiunge Augusto Federico, Presidente della P.T.C. Porto Turistico di Capri. La notte del 10 agosto ha così unito la musica di Antonello Venditti, l’innovazione dei 500 droni luminosi, i simboli naturali di Capri, il mito, il folklore e gli omaggi agli artisti che hanno contribuito a costruirne l’immaginario. Un racconto nel quale l’isola, da luogo osservato e descritto per secoli da viaggiatori e artisti, è diventata idealmente protagonista e voce narrante della propria storia.














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