Per la prima volta in Italia, un unico intervento ha consentito di eseguire contemporaneamente il trapianto di entrambi i polmoni e la sostituzione della valvola mitralica. L’operazione, durata oltre 10 ore, è stata eseguita al Policlinico di Milano su un paziente di 66 anni, proveniente da un’altra regione e affetto da una grave patologia polmonare associata a una severa insufficienza della valvola mitralica, già trattata in precedenza presso un altro centro. L’intervento, di eccezionale complessità, ha richiesto la collaborazione delle équipe di Cardiochirurgia, Chirurgia Toracica e Trapianto di Polmone, insieme agli specialisti di Anestesia e Terapia Intensiva Adulti.
I chirurghi hanno dapprima proceduto alla sostituzione della valvola mitralica, eseguita a cuore fermo e con il supporto della circolazione extracorporea. Una volta completata la procedura e riavviato il cuore, l’équipe ha eseguito il trapianto di entrambi i polmoni. Un intervento combinato ad altissima complessità, reso possibile dall’integrazione di diverse competenze specialistiche e dalla gestione coordinata di tutte le fasi operatorie. L’esito è stato positivo: il paziente, oggi in buone condizioni di salute, è stato dimesso ed è rientrato a casa.
“Ci siamo trovati di fronte a una situazione nella quale le due patologie si condizionavano a vicenda: il paziente non poteva essere sottoposto al trapianto senza aver prima risolto il problema della valvola mitralica, ma le sue condizioni polmonari rendevano estremamente rischioso affrontare separatamente l’intervento cardiaco – spiega Lorenzo Rosso, che ha guidato il team durante il lungo intervento ed è specialista della Chirurgia Toracica e Trapianti di Polmone diretta da Mario Nosotti – Abbiamo quindi deciso di unire le due procedure in un’unica operazione. È stata di eccezionale complessità ma resa possibile dalla stretta collaborazione tra cardiochirurghi, chirurghi toracici e anestesisti. Il decorso post-operatorio è stato positivo: il paziente è stato dimesso in ottime condizioni. È un risultato particolarmente importante anche perché, per pazienti con condizioni cliniche di questo tipo, in molti centri il trapianto non rappresenta un’opzione concretamente percorribile”.
“Il paziente era già stato precedentemente sottoposto in un altro centro, a correzione dell’insufficienza valvolare mitralica per via transcatetere, non potendo effettuare un intervento chirurgico – chiarisce Guido Gelpi, del team di Cardiochirurgia diretto da Stefano Carugo -. Dopo un anno, l’insufficienza della valvola mitrale era tornata severa, per questo motivo non vi era altra possibilità che l’intervento combinato su cuore e polmoni, così complesso ed eseguito con tecniche mini-invasive per l’accesso non convenzionale. La precisa pianificazione preoperatoria ha permesso una efficace gestione dei tempi chirurgici e dei ruoli delle figure professionali fondamentali al buon esito dell’intervento”.
Il 66enne era stato inserito in lista d’attesa per il trapianto polmonare e, al momento della disponibilità degli organi, aveva la priorità sulla base dei criteri clinici previsti. Il donatore si trovava in Lombardia e l’intervento è stato quindi organizzato coordinando in tempi molto stretti tutte le professionalità necessarie. La presenza nello stesso ospedale di competenze altamente specialistiche in ambito cardiochirurgico, toracico, trapiantologico e anestesiologico ha consentito di pianificare e portare a termine una procedura che richiedeva una gestione multidisciplinare in ogni sua fase.
“Questo intervento rappresenta un risultato straordinario per il Policlinico di Milano e dimostra cosa significhi poter mettere a disposizione dei pazienti competenze diverse e di altissimo livello all’interno di un unico grande ospedale – sottolinea Matteo Stocco, Direttore Generale del Policlinico di Milano –. Di fronte a un caso per il quale le possibilità terapeutiche erano estremamente limitate, i nostri operatori hanno costruito insieme una soluzione innovativa e mai realizzata in Italia. È questa capacità di fare squadra, unendo assistenza, esperienza e altissima specializzazione, che permette a un ospedale pubblico come il nostro di affrontare le sfide cliniche più complesse e di offrire una possibilità di cura anche a pazienti provenienti da altre Regioni”.
L’intervento si inserisce nella lunga tradizione del Policlinico di Milano nella trapiantologia polmonare, iniziata oltre quarant’anni fa e segnata da numerosi primati. Proprio qui sono state sperimentate e introdotte procedure che hanno contribuito all’evoluzione di questa disciplina in Italia, fino alle più recenti tecnologie per il ricondizionamento degli organi. Un percorso che ha reso l’Ospedale milanese un centro di riferimento per i trapianti polmonari e per la gestione dei casi a più elevata complessità.
“L’intervento conferma il ruolo del Policlinico di Milano come centro di riferimento per la chirurgia e la trapiantologia ad alta complessità. Un risultato reso possibile non da una singola procedura, ma dall’integrazione di professionalità e competenze differenti, chiamate a intervenire contemporaneamente su un paziente per il quale cuore e polmoni non potevano essere trattati separatamente” conclude Matteo Stocco.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?