L’Università di Pisa si conferma tra le migliori università italiane nella nuova edizione 2026 dell’Academic Ranking of World Universities (ARWU), la prestigiosa classifica internazionale elaborata dallo Shanghai Ranking Consultancy. L’Ateneo pisano occupa il 4° posto a livello nazionale e si colloca al 211° posto nella graduatoria mondiale, nella fascia più alta del gruppo 201-300. A trainare il risultato è soprattutto il prestigio accademico maturato grazie ai riconoscimenti ottenuti da laureati e docenti dell’Ateneo. Particolarmente significativo il piazzamento negli indicatori legati ai premi Nobel e alle Medaglie Fields: l’Università di Pisa raggiunge infatti il 72° posto mondiale per l’indicatore Alumni e il 67° per l’indicatore Award. In entrambi i casi, l’Ateneo si colloca nel quartile più alto tra le università comprese nella fascia 201-300.
Rispetto all’edizione 2025, Pisa registra inoltre progressi negli indicatori relativi ai ricercatori altamente citati (Highly Cited Researchers, HiCi) e alla produzione scientifica pubblicata sulle prestigiose riviste Nature e Science (N&S). Il risultato conferma dunque la solidità della posizione internazionale dell’Università di Pisa e il peso della sua tradizione scientifica, sostenuta sia dall’eccellenza dei suoi ricercatori sia dal prestigio riconosciuto ai suoi laureati.
“Il dato più evidente è la forte crescita delle università dell’Asia che, senza premi prestigiosi, hanno ottenuto punteggi molto alti nella produzione scientifica – ha dichiarato il prorettore vicario dell’Ateneo pisano, Giuseppe Iannaccone – La Cina in particolare ha ormai più di 200 università tra le prime 1000 nel mondo, e alcune tra le prime 100. Pisa mantiene bene l’alta posizione in Italia e in Europa, basata sugli indicatori oggettivi e pubblici degli Shanghai Ranking, e ovviamente paga il minor peso relativo dell’Europa. In ogni caso, è bello che la base geografica della ricerca scientifica sia sempre più ampia”.
L’Academic Ranking of World Universities valuta gli atenei attraverso 6 indicatori oggettivi: i premi Nobel e le Medaglie Fields ottenuti dagli ex studenti (Alumni) e dal personale dell’università (Award), il numero di ricercatori altamente citati (HiCi), le pubblicazioni su Nature e Science (N&S), gli articoli indicizzati nel Science Citation Index-Expanded e nel Social Science Citation Index (PUB) e il rendimento accademico pro capite (PCP). Più di 2.500 università vengono prese in considerazione e le migliori 1.000 sono pubblicate nella classifica.


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