L’Inghilterra e il Galles hanno vissuto il luglio più secco mai registrato, secondo i dati provvisori diffusi dal Met Office. Un’anomalia meteorologica che si inserisce in un’estate caratterizzata da temperature eccezionalmente elevate, ripetute ondate di calore e condizioni di siccità sempre più estese. A livello nazionale, il Regno Unito ha ricevuto appena il 35% delle precipitazioni medie attese nel mese di luglio. Si tratta del luglio più asciutto dall’inizio della serie storica nazionale, nel 1868. Nel sud dell’Inghilterra, inoltre, il mese ha stabilito un primato ancora più significativo: è stato il periodo più secco mai osservato dall’avvio della relativa serie di dati, nel 1836.
Precipitazioni ai minimi, sole ai massimi
L’eccezionalità del mese non riguarda soltanto la scarsità di piogge. Luglio è stato infatti anche il mese più soleggiato mai registrato in Inghilterra e Galles. La concomitanza tra precipitazioni estremamente ridotte e un numero eccezionale di ore di sole ha favorito l’ulteriore aggravamento delle condizioni di siccità. Le ondate di calore che si sono susseguite nel corso della stagione hanno contribuito a rendere particolarmente critico il quadro, con l’intero Galles e circa metà dell’Inghilterra interessati da condizioni siccitose.
Un’estate segnata dai record climatici
Il luglio eccezionalmente secco arriva dopo una primavera e un inizio d’estate già caratterizzati da valori termici fuori dalla norma. In alcune aree del Paese, infatti, sono stati stabiliti nuovi record di temperatura sia a maggio sia a giugno. Il quadro complessivo evidenzia quindi una combinazione di fattori estremi: precipitazioni ai minimi storici, temperature eccezionalmente elevate e insolazione senza precedenti. Un insieme di condizioni che rende il 2026 particolarmente significativo dal punto di vista meteorologico e climatico.
L’impatto sulla salute
Alle conseguenze ambientali della siccità e del caldo si aggiunge il loro impatto sulla salute pubblica. Secondo le stime riportate, nel Regno Unito 2.877 persone sarebbero morte finora nel corso dell’anno per cause legate al caldo.


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