L’estate in corso continua a far registrare temperature da capogiro, specialmente in alcune aree della Penisola, ma lo sguardo è già rivolto a cosa ci aspetterà in autunno. Mentre al Centro/Nord i valori termici si stanno gradualmente allineando alle medie tipiche del periodo, il Sud continua a bruciare sotto la morsa dell’alta pressione. In regioni come Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna la colonnina di mercurio supera agilmente i +40°C. Questo anomalo accumulo di calore avrà conseguenze dirette sul meteo a venire. Le acque del mare hanno immagazzinato un quantitativo di energia impressionante, preparando il terreno per un cambio di stagione decisamente turbolento.
Le temperature da record e il confronto con l’estate 2003
Il meteorologo del Consorzio Lamma-Cnr, Gianni Messeri, ha delineato con l’Adnkronos il quadro attuale partendo dalle fiammate ancora in corso. Nelle regioni meridionali “già a partire da oggi assisteremo a un aumento delle temperature, specie in Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna dove il termometro salirà fin oltre i +40°C“. La fase più acuta si registrerà tra il 24 e il 25 agosto, giorni in cui “si possano ritoccare alcuni record di temperatura” proprio tra Puglia e Sicilia.
Il climatologo rassicura tuttavia sulla durata di questa specifica impennata termica: “L’ondata di calore, comunque, non dovrebbe avere una vita lunghissima“. Allargando lo sguardo all’intera stagione estiva, Messeri predica prudenza prima di emettere sentenze definitive: “Aspetterei a confermare che è la più calda di sempre. Dovrà certamente confrontarsi con quella del 2003; allora fu un unicum rispetto al passato, mentre ora le estati con valori importanti si succedono praticamente una dietro l’altra. E non è una sorpresa, ma un effetto del cambiamento climatico, già previsto decenni prima“.
Che autunno ci aspetta tra precipitazioni violente e mare bollente
Il calore accumulato in questi mesi solleva forti preoccupazioni per l’inizio della stagione autunnale. “Un’estate così calda libera molta energia e presenterà il conto con probabili fenomeni estremi tra acquazzoni, forti venti e grandinate. I record sperimentati sull’atmosfera li ritroviamo anche nel Mar Mediterraneo, in questi giorni con temperature anche superiori ai 30°C (Sea Surface Temperature – Sst)“, avverte l’esperto. Si parla di anomalie marcatissime, con bacini marini che misurano 5 o 6 gradi sopra le medie consuete.
Questa enorme riserva di calore si traduce in un carburante pericoloso per i temporali in arrivo: “Ciò significa una quantità importante di energia a disposizione per fenomeni meteorologi intensi: per ogni grado di anomalia ci possiamo attendere un aumento dell’intensità delle precipitazioni valutato intorno al 10%. Se sarà confermata, la previsione per l’autunno dunque dovrebbe vedere un settembre più piovoso della norma e un ottobre in linea con la climatologia. Nonostante le piogge, anche in autunno si registreranno anomalie termiche positive“.
Gli impatti del cambiamento climatico e l’adattamento
Lo scenario tracciato per le prossime settimane riporta al centro del dibattito la necessità di interventi strutturali. L’intensificarsi dei fenomeni atmosferici estremi evidenzia le falle nella gestione del territorio italiano. Messeri sottolinea a questo proposito una mancanza di visione a lungo termine: “È dagli anni ’90 che il mondo scientifico parla degli impatti dovuti al cambiamento climatico e di tutela della biodiversità prevedendo quello che oggi, in parte, si sta verificando, ma la politica è rimasta sorda“.
La carenza di strategie mirate, dalla riduzione del consumo di suolo alla realizzazione di infrastrutture di drenaggio efficaci, si scontra con l’urgenza di un clima in rapido mutamento. Una serie di mancanze “per cui non è che ora si può risolvere dall’oggi al domani. I problemi si sono accumulati negli anni e per mettere in sicurezza un Paese come il nostro con le sue fragilità ci vuole una politica di ampio respiro che non può che tradursi in azioni concrete di adattamento al cambiamento climatico. L’Italia non può più aspettare“.


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